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Crisi meteo: CICLONE HARRY in approfondimento e ONDE di 10 metri, attenzione a queste aree

Il Mediterraneo entra in una fase critica: il ciclone Harry si approfondisce e il moto ondoso diventa estremo

Angelo Ruggieri di Angelo Ruggieri
20 Gen 2026 - 10:00
in A La notizia del giorno, Alla Prima Pagina Meteo, Meteo News, Zoom
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Un vasto ciclone mediterraneo, denominato Harry, sta imponendo in queste ore una delle fasi di maltempo più complesse e persistenti dell’inverno sull’area centro-meridionale del Mediterraneo.

 

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(METEOGIORNALE.IT) Il sistema depressionario, alimentato da una configurazione atmosferica bloccata su scala europea, sta determinando un rischio elevato di piogge estreme, alluvioni e dissesti idrogeologici tra Sud Italia, Sicilia, Sardegna, Malta e Nord Algeria.

 

Un Mediterraneo intrappolato

Alla base dell’evento c’è una configurazione sinottica ormai ben riconoscibile: un robusto anticiclone posizionato tra Europa orientale e Russia sta ostacolando la normale progressione delle perturbazioni atlantiche. Questo blocco forza le saccature a scendere di latitudine, incanalandole verso il Mediterraneo centrale, dove trovano condizioni ideali per approfondirsi.

 

Il risultato è un flusso meridionale persistente, orientato tra sud e sud-est, che convoglia grandi quantità di aria caldo-umida dal Nord Africa verso le regioni meridionali europee. Un meccanismo che, quando persiste per più giorni, è storicamente associato agli eventi pluviometrici più severi nel bacino mediterraneo.

 

La genesi del ciclone e la sua struttura

Nel caso di Harry, una saccatura molto profonda in quota si è isolata sul Nord Africa, favorendo la nascita di un minimo depressionario al suolo che si muove lentamente tra Tunisia, Canale di Sicilia e Ionio. Attorno al vortice principale ruotano minimi secondari, responsabili di impulsi perturbati successivi che mantengono attiva la precipitazione su aree già duramente colpite.

 

Questa struttura “a più centri” rende l’evento multi-giornaliero, aumentando in modo significativo il rischio idrogeologico, soprattutto nei bacini già saturi.

 

Il ruolo chiave del mare caldo

Un fattore determinante è rappresentato dalle temperature superficiali del Mediterraneo, tuttora superiori alla media stagionale anche di 2–3 °C. Questo surplus termico fornisce energia e vapore acqueo al sistema ciclonico, amplificando l’intensità delle piogge e favorendo lo sviluppo di sistemi convettivi organizzati, talvolta autorigeneranti.

 

Quando aria fredda in quota interagisce con masse d’aria subtropicali molto umide nei bassi strati, il risultato è una precipitazione efficiente e persistente, spesso ancorata ai rilievi.

 

Le aree più esposte: Sicilia e Calabria sotto osservazione

Le simulazioni numeriche indicano accumuli diffusi di 200–300 mm su ampie aree di Sicilia, Sardegna e Sud Italia, con picchi localmente superiori ai 400–500 mm nei settori orograficamente più favoriti. In particolare, Etna, Aspromonte, Sila e Serre calabresi rappresentano punti critici, dove l’effetto stau può moltiplicare i quantitativi di pioggia e neve.

 

In questi contesti aumenta sensibilmente il rischio di frane, colate detritiche, onde gigantesche, esondazioni improvvise e allagamenti costieri, soprattutto laddove le precipitazioni intense si sommano a suoli già saturi.

 

Evoluzione ancora lenta e rischio persistente

Il quadro atmosferico responsabile di questa fase di maltempo è destinato a persistere ancora per diversi giorni, mantenendo elevato il livello di attenzione su tutto il Mediterraneo centrale.

 

Solo verso la fine della settimana si intravede una possibile riorganizzazione del flusso su scala europea, ma con incertezze ancora elevate sull’eventuale ingresso di aria più fredda. (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: Ciclone Harrymare in tempestaonde anomaleonde di tempestaonde oltre 10 metri
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Angelo Ruggieri

Angelo Ruggieri

Angelo Ruggieri ha acquisito la certificazione di Tecnico Meteorologo Dekra nel 2019 e nel 2020 è entrato a far parte di AMPRO (Associazione Meteo Professionisti) in qualità di Meteorologo. Si occupa di previsioni meteorologiche da oltre 25 anni. Ha redatto rapporti di eventi e studi climatologici sul proprio territorio regionale. Si occupa saltuariamente di presentazione di previsioni meteorologiche all'interno di rubriche televisive. Ha pubblicato nel 2017 un'opera dal titolo "La neve a Lanciano dal 1836 al 2016". Pubblica quotidianamente previsioni ed analisi meteorologiche su diversi siti meteo. Ha diverse specializzazioni conseguite negli anni in: 'Meteorologia di base', 'Meteorologia avanzata', 'Meteorologia in mare' presso il Centro Epson Meteo.

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