Freddo e neve potrebbero improvvisamente palesarsi nel finale di Febbraio? Statisticamente e climaticamente sarebbe un’ipotesi più che concreta, ma a quanto pare anche nella pratica qualcosa bolle in pentola. Questo è il periodo dell’anno in cui il vortice polare comincia a perdere rapidamente colpi, complice l’arrivo inevitabile della primavera. Ed è proprio questo il momento in cui il freddo ne approfitta per farsi qualche passeggiata alle basse latitudini, Italia compresa.
Il finale di Febbraio potrebbe riportare l’inverno in grande stile, con due possibili ondate di freddo e nuove occasioni per la neve.
Prima della neve ancora maltempo atlantico!
Al momento però la scena è dominata dalle correnti atlantiche, come dimostrano le perturbazioni che una dopo l’altra raggiungono il Mediterraneo e anche l’Italia apportando tanta pioggia, venti di scirocco e mareggiate impetuose. Queste perturbazioni non molleranno la presa almeno fino al termine della prossima settimana, pertanto ci aspettano ancora diverse giornate molto nuvolose, piovose e anche con qualche forte temporale dietro l’angolo.
Ovviamente in presenza di queste correnti atlantiche insistenti il freddo Artico non può in alcun modo raggiungere l’Italia se non per poche ore quando le perturbazioni si allontanano sui Balcani permettendo l’ingresso dei venti di tramontana in Italia. Ma troppo poco per parlare di freddo vero invernale in grado di portare la neve a bassa quota.
La situazione attuale è dunque caratterizzata da:
- flussi atlantici continui
- temperature non particolarmente rigide
- neve confinata alle medio-alte quote
La configurazione che può cambiare tutto
Affinché il freddo o addirittura il gelo dell’Est possano dilagare sul Mediterraneo sono necessarie altre configurazioni bariche tra Atlantico ed Europa. Innanzitutto l’alta pressione delle Azzorre deve rinforzarsi sull’Atlantico settentrionale o a ridosso dell’Europa occidentale, permettendo così l’ondulazione della corrente a getto che a sua volta favorirebbe la discesa di masse d’aria più fredde dal Nord Europa o dall’Est Europa verso l’Italia.
Ebbene questa configurazione particolare potrebbe delinearsi nell’ultima settimana di Febbraio.
Tra il 22 e il 28 del mese potrebbe aprirsi una finestra favorevole al ritorno del freddo e della neve anche a quote basse.
Due possibili ondate fredde
Tra il 22 e il 28 del mese l’alta pressione tornerà a rinvigorirsi a ridosso della Penisola Iberica e della Gran Bretagna, permettendo l’interruzione delle perturbazioni atlantiche che si troverebbero davanti questo muro anticiclonico e la riattivazione dei freddi venti artici che pian piano potrebbero dilagare prima sull’Europa centrale e i Balcani e poi sull’Italia.
Mappe alla mano sembra che possano esserci almeno due occasioni fredde da qui al termine del mese, entrambe concentrate nell’ultima settimana di Febbraio.
La prima ondata di freddo, molto rapida e veloce, potrebbe realizzarsi attorno al 22 Febbraio, dopodiché negli ultimi giorni del mese un’ondata di freddo un po’ più incisiva e insidiosa potrebbe avvolgere gran parte d’Italia regalando anche fiocchi di neve a bassissima quota.
In particolare potremmo assistere a:
- un primo impulso freddo rapido con calo termico marcato
- un secondo episodio più strutturato con possibilità di neve fino in pianura
Naturalmente si tratta ancora di tendenze da confermare nei prossimi aggiornamenti modellistici, ma il quadro emisferico lascia intendere che l’inverno non abbia ancora detto l’ultima parola.
È abbastanza scontato che l’inverno non è assolutamente terminato, pertanto è ancora presto per parlare di primavera.
Fonti e modelli di riferimento
L’ipotesi delle due possibili ondate di freddo con ritorno della neve è stata elaborata consultando gli ultimi aggiornamenti dei principali modelli meteorologici internazionali:
GFS – Global Forecast System
https://www.ncei.noaa.gov/products/weather-climate-models/global-forecast
ECMWF – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts
https://www.ecmwf.int
NOAA – National Oceanic and Atmospheric Administration
https://www.noaa.gov