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      Home » Dall’assaggio di primavera al ritorno d’inverno, la svolta da questa data
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      Dall’assaggio di primavera al ritorno d’inverno, la svolta da questa data

      Marzo e il possibile ribaltone che non ci aspettiamo, l'inverno prepara un colpo di coda in extremis

      Mauro Meloni
      Mauro Meloni
      Pubblicato: 21/02/2026
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      6 Min Lettura
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      Colpi di coda dell'inverno sempre possibili
      Il crudo inverno potrebbe tornare a marzo

       

      Contents
      • L’ipotesi di un gelo fuori tempo massimo
      • Quando la storia insegna prudenza

      Nonostante la sensazione di un clima invernale al capolinea, il meteo potrebbe sorprenderci non poco nelle prossime settimane. Dato lo scenario atteso per i prossimi giorni, con un sole luminoso e tiepido, verrà naturale pensare alle pulizie di primavera piuttosto che a sciarpe e cappotti. L’inverno, diciamolo, sembra aver alzato bandiera bianca. Una resa quasi totale, incondizionata, molto in anticipo.

       

      C’era una nutrita schiera di appassionati del freddo che sperava in una svolta gelida per la fine di Febbraio, aggrappandosi a carte meteorologiche che, solo poche settimane fa, sembravano promettere scintille. La realtà, però, ci ha messo davanti a tutt’altro scenario. Il gelo vero è rimasto lontano, nonostante la speranza concreta di uno sfondamento sul Mediterraneo.

       

      Ma cosa è andato storto nei meccanismi dell’atmosfera? Lo schema barico iniziale sembrava promettente per gli amanti del freddo. Il serbatoio di aria gelida, quello vero, è rimasto però incollato lassù, confinato alle latitudini polari e sulla remota Russia. Il tanto chiacchierato Vortice Polare ha effettivamente perso colpi, si è indebolito come previsto, ma senza frantumarsi. È mancato quel “guizzo” necessario per trascinare il freddo fin sulle nostre teste. I flussi gelidi provenienti dall’Artico si sono bloccati contro un muro invisibile.

       

      In effetti, i modelli matematici di previsione vanno spesso in tilt quando si tratta di gestire le retrogressioni, ovvero quelle correnti orientali gelide di matrice continentale che marciano “al contrario”, da est verso ovest. Le masse d’aria atlantica, umide e temperate, hanno fatto da scudo impenetrabile. Con molta probabilità, insomma, si andrà avanti con questo copione di stampo quasi primaverile fino ai primi giorni di Marzo. Un campo di Alta Pressione si sta piazzando comodamente sull’Italia e su buona parte dell’Europa centro-meridionale, chiudendo a doppia mandata la porta alle perturbazioni organizzate.

       

      Si tratta di un cambiamento eclatante rispetto al trend recente eppure, e qui sta il punto cruciale, staccare la spina all’inverno proprio adesso potrebbe rivelarsi un errore di valutazione madornale. È vero, mancano pochi giorni al via ufficiale della primavera meteorologica (che per convenzione inizia il primo marzo), ma l’atmosfera non guarda il calendario. Le proiezioni a lungo termine, quelle da prendere con le pinze ma che indicano i grandi movimenti, ci mostrano un Vortice Polare stratosferico che somiglia sempre più a una mina vagante. Un elemento impazzito, silenzioso, capace di rimescolare le carte in tavola da un giorno all’altro quando meno te lo aspetti.

       

      L’ipotesi di un gelo fuori tempo massimo

      La partita non è affatto chiusa. Esiste ancora una finestra temporale, forse l’ultima vera occasione della stagione, da giocarsi fra la prima e la seconda decade di marzo. I segnali per un colpo di coda invernale ci sono tutti, incastrati tra le complesse maglie di un’atmosfera decisamente inquieta in alta quota.

       

      Il cuore di Marzo potrebbe cambiare faccia in modo radicale. Il meccanismo ipotizzato vedrebbe la formazione di un robusto promontorio anticiclonico, una bolla di alta pressione, proiettata in modo anomalo verso nord, puntando la Scandinavia e il Mare del Nord. Questa manovra è fondamentale: fungerebbe da blocco per le correnti atlantiche e, contemporaneamente, spalancherebbe la “porta al gelo continentale”.

       

      Ovviamente, l’Italia si troverebbe in una delicata terra di confine. In bilico tra queste potenziali zampate artiche o continentali e la resistenza della cupola anticiclonica a ovest pronto a far da ostacolo. Gli effetti? Difficili da prevedere nel dettaglio topografico oggi, ma potenzialmente estremi. Potremmo assistere a un crollo termico notevole, passando dai primi caldi precoci a valori prossimi o inferiori allo zero anche in pianura. E con il freddo, tornerebbe l’ipotesi della neve a bassa quota.

       

      Quando la storia insegna prudenza

      Non diamo l’inverno per spacciato troppo in fretta. La storia climatica recente ci insegna che Marzo sa essere un mese crudele, un periodo di transizione capace di travestirsi da Gennaio profondo quando le configurazioni si incastrano nel modo giusto. Basta scorrere gli archivi per ritrovare episodi in cui il gelo ha paralizzato città ormai abituate al clima mite, portando cumuli bianchi fino al livello del mare. Impossibile, per chi ha qualche anno in più, non pensare al mitico Marzo 1987. Una parentesi d’altri tempi, un evento che ha segnato la storia della meteorologia italiana.

       

      Ci potrà mai essere un replay? Cosa ci riserverà il prossimo mese? Nessuno possiede la sfera di cristallo. L’atmosfera, però, sta chiaramente caricando la molla. Questa quiete, questa assenza di freddo e questo sole che sembra già primaverile, potrebbero essere solo l’anticamera di un brusco risveglio. Basterebbe una minima variazione delle correnti, uno “sbuffo” imprevisto da nord-est guidato dalle manovre stratosferiche, per restituirci l’inverno, pur tardivamente. Rimaniamo in attesa, scrutando i segnali del cielo pronti a cogliere l’occasione per improvvisi colpi di scena come d’altronde non sarebbe così bizzarro nel meteo d’inizio primavera.

       

      Questo articolo è redatto da parte dell’autore, tenendo conto dei più recenti aggiornamenti degli autorevoli modelli proposti da ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts) ed il Global Forecast System (GFS), interpretati per le previsioni e l’evoluzione meteo.

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      TAG:meteo marzoprimavera. inverno
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