
(METEOGIORNALE.IT) Non si vedeva nulla di simile da oltre vent’anni, un muro bianco che ha letteralmente inghiottito la città. Sapporo e le zone limitrofe dell’Hokkaido si sono svegliate sotto una coltre di neve che sembra non voler dare tregua, mentre una potente Tempesta Invernale continua a flagellare il Giappone settentrionale. Diciamolo chiaramente, nonostante queste latitudini siano abituate al gelo, la furia degli elementi stavolta ha superato ogni previsione, portando con sé disagi che definire pesanti sarebbe quasi un eufemismo.
Il 25 Gennaio resterà impresso a lungo nella memoria dei residenti. Per la prima volta in oltre due decenni, l’altezza della neve al suolo ha superato la soglia psicologica del metro, toccando i 112 centimetri. Un dato che fa spavento, vero? In effetti, la rapidità con cui i fiocchi sono scesi ha lasciato sbalorditi persino gli esperti, con ben 38 centimetri di accumulo registrati in un arco di appena dodici ore. Un record assoluto per il mese di Gennaio nella storia recente della città, che ha messo a dura prova la resilienza di un’intera comunità.
Trasporti in ginocchio e città bloccata
Le strade sono diventate rapidamente delle trappole di ghiaccio e polvere bianca, rendendo ogni spostamento un’impresa d’altri tempi. La visibilità è ridotta ai minimi termini, quasi nulla in certi momenti. I mezzi pubblici, solitamente un vanto del Giappone, hanno dovuto alzare bandiera bianca in molte zone. Molte linee di autobus nell’area della baia di Ishikari sono state sospese, con i mezzi rimasti immobili nella neve profonda, quasi fossero parte del paesaggio.
Insomma, la situazione è critica. Le operazioni di sgombero, pur massicce, faticano a tenere il passo con un ritmo di caduta così serrato. Molti veicoli privati sono rimasti bloccati nelle vie residenziali, dove i mezzi pesanti per la rimozione non sono ancora riusciti ad arrivare. La riduzione delle corsie sulle arterie principali ha poi creato code chilometriche, con la velocità di percorrenza ridotta a un passo d’uomo.
Gran lavoro per le autorità locali, che rifiutarono le Olimpiadi
L’amministrazione di Sapporo non è rimasta a guardare e ha convocato d’urgenza riunioni di coordinamento per gestire l’emergenza. Sono state impiegate risorse extra e personale aggiuntivo per dare priorità ai corridoi di emergenza e alle vie d’accesso agli ospedali, ma la sfida resta ciclopica. I funzionari hanno chiesto ai cittadini di collaborare, evitando, quando possibile, di parcheggiare in strada per non ostacolare i mezzi spartineve, un piccolo sacrificio necessario per il bene collettivo.
Da rammentare che a seguito delle richieste dei cittadini, Sapporo ha rinunciato a candidarsi alle Olimpiadi della neve per utilizzare le risorse economiche per liberare prontamente le strade dalle nevicate di questo ultimo decennio divenute sempre più incensanti.
Oltre al traffico, c’è l’insidia che arriva dall’alto. I cumuli enormi che gravano sui tetti delle abitazioni sono diventati un pericolo reale, con il rischio costante di crolli o di caduta di blocchi di ghiaccio sui passanti. Scuole chiuse, uffici a mezzo servizio, una quotidianità stravolta dal bianco. Ma perché tutto questo? I meteorologi puntano il dito contro un forte afflusso di aria fredda sul Mar del Giappone, un meccanismo naturale che, quest’anno, sembra aver deciso di colpire con una violenza fuori dal comune. Le previsioni per i prossimi giorni non promettono nulla di buono, indicando che la morsa della Tempesta Invernale non si allenterà tanto presto.
