Tempesta Kristin, l'Atlantico travolge il Portogallo: 7 vittime
Non è stata una notte come le altre quella tra Martedì 27 e Mercoledì 28 Gennaio. Gli abitanti del Portogallo centrale e settentrionale hanno sentito il
Non è stata una notte come le altre quella tra Martedì 27 e Mercoledì 28 Gennaio. Gli abitanti del Portogallo centrale e settentrionale hanno sentito il ruggito dell’oceano prima ancora che la pioggia iniziasse a martellare i tetti. La Tempesta Kristin, questo il nome scelto per battezzare il mostro atmosferico, è piombata sulle coste lusitane con una ferocia che pochi ricordano a memoria d’uomo. In effetti, i numeri che arrivano dalle stazioni meteorologiche sono da brividi. A Monte Real, nel distretto di Leiria, le raffiche di vento hanno superato i 170 km/h, arrivando a distruggere la strumentazione di rilevamento proprio nel momento del picco massimo. Insomma, quando la tecnologia cede, capisci che la natura sta facendo sul serio.
Contents- Un bilancio tragico tra distruzione e blackout
- Dalla Galizia all’Andalusia, la Spagna conta molti danni
L’impatto è stato brutale. Diciamolo chiaramente, il centro-nord del Paese è finito letteralmente in ginocchio. Da Coimbra a Lisbona, passando per Setúbal e Aveiro, la contabilità dei danni ha assunto rapidamente i tratti di un bollettino di guerra. Non parliamo solo di qualche tegola volata via o di rami spezzati. Qui si parla di interi quartieri scoperchiati e di infrastrutture vitali, come l’aeroporto Bissaia-Barreto di Coimbra, che hanno riportato danni superiori ai 10 milioni di euro. Un disastro che si è trascinato pesantemente fino ai primi giorni di Febbraio, lasciando dietro di sé una scia di fango e detriti.
Un bilancio tragico tra distruzione e blackout
Dietro i numeri, come sempre, ci sono le storie delle persone. Il bilancio delle vittime è salito drammaticamente a 6 morti, concentrati quasi tutti tra la provincia di Leiria e l’area metropolitana di Lisbona. Molte di queste persone hanno perso la vita per via di crolli strutturali o alberi abbattuti dalla furia del vento. La Protezione Civile ha dovuto gestire oltre 3.000 interventi in poche ore. Ma c’è un altro dato che fotografa bene l’entità dell’evento: il buio. Oltre 850.000 famiglie si sono ritrovate senza energia elettrica. Immaginate migliaia di persone al freddo, nel cuore dell’inverno, con i telefoni muti e le strade bloccate da tronchi secolari.
A inizio Febbraio, nonostante gli sforzi incessanti dei tecnici, c’erano ancora 170.000 utenze isolate. Il governo portoghese non ha potuto fare altro che dichiarare lo Stato di Calamità in ben 69 municipi. Le stime economiche sono da capogiro, con danni che potrebbero sfiorare diversi miliardi di euro. È un colpo durissimo per l’economia locale, specialmente per i settori agricoli e i piccoli centri costieri che vivono di turismo e pesca. In zone come Santarém e Castelo Branco, la forza del Ciclone ha spazzato via anni di investimenti in poche ore di follia meteorologica.
Dalla Galizia all’Andalusia, la Spagna conta molti danni
Dopo aver devastato il Portogallo, la Tempesta Kristin non ha certo esaurito la sua spinta propulsiva, anzi. Ha attraversato l’intera Penisola Iberica, portando il caos anche in Spagna. Qui la protagonista è stata la neve. Gran parte della Meseta e le montagne del centro-nord sono state sepolte sotto una coltre bianca insolitamente spessa. Anche Madrid ha dovuto fare i conti con i fiocchi, che hanno mandato in tilt la viabilità sull’autostrada A-6. Ma è al sud, in Andalusia, che il vento ha colpito più forte, con raffiche fino a 130 km/h e onde altissime che hanno flagellato le coste.
Purtroppo, anche in territorio spagnolo si è registrata una vittima: una donna colpita da una palma a Torremolinos. È incredibile come un fenomeno nato nel mezzo dell’Oceano Atlantico possa avere ripercussioni così vaste e diversificate, dalla neve sui Pirenei alle inondazioni a Cádiz. In effetti, la perturbazione ha poi proseguito il suo viaggio verso il Mediterraneo, influenzando il tempo anche in altre aree dell’Europa meridionale, seppur con minore violenza. Resta la sensazione di una vulnerabilità crescente di fronte a questi eventi estremi, che sembrano diventare sempre più frequenti nel contesto del Riscaldamento Globale.
Credit
- IPMA – Instituto Português do Mar e da Atmosfera
- AEMET – Agencia Estatal de Meteorología
- Reuters World News
- BBC Weather – Atlantic Storms
