
(METEOGIORNALE.IT) Chi vive o si trova a passare per Reykjavík in questi mesi sta assistendo a qualcosa di difficilmente catalogabile sotto la voce “normale amministrazione stagionale”. Diciamolo chiaramente, stiamo vivendo un inverno che definire “fuori dagli schemi” è quasi un eufemismo riduttivo. Non è solo una questione di freddo intenso o di caldo inaspettato, è piuttosto l’altalena quasi schizofrenica a cui il clima islandese ci sta sottoponendo tra la fine del 2025 e questo inizio 2026. Le medie storiche, quei tranquilli punti di riferimento statistici, sono stati presi e gettati al vento dall’Atlantico settentrionale.
Tutto è iniziato già a Ottobre, un mese che solitamente ci traghetta con una certa dolcezza verso il buio invernale, ma che invece ha deciso subito di stupire. Se la temperatura media osservata di 4.7°C poteva sembrare quasi in linea con le attese, l’evento del 28 ottobre ha spiazzato meteorologi e residenti: una nevicata record, la più abbondante mai registrata per quel mese, ha sepolto la capitale sotto una coltre bianca improvvisa.
Poi, il cambio di scena, repentino come solo qui sa essere. Novembre è arrivato secco, asciutto quasi fino all’eccesso per gli standard locali, registrando appena 27.3 mm di precipitazioni totali. Ha fatto freddo, certo, con una media di 1.9°C, ma la neve vista durante la tempesta di fine ottobre è rimasta l’unica vera protagonista bianca, un ricordo ghiacciato al suolo per settimane in assenza di nuove perturbazioni significative.
Ma la vera sorpresa, quella che fa ancora discutere nei caffè riscaldati lungo Laugavegur, è arrivata con Dicembre. In un periodo dell’anno dove la storia climatologica ci dice di aspettarci massime attorno a 1°C e minime abbondantemente sotto lo zero, il termometro è letteralmente impazzito verso l’alto. A Reykjavík si sono toccati picchi di 9°C, una temperatura che profuma quasi di primavera a queste latitudini. E se pensate che questo sia strano, il dato proveniente dall’est dell’isola è incredibile: proprio il giorno di Natale, il 25 dicembre, a Bakkagerði nei fiordi orientali, una stazione ufficiale ha registrato un record assoluto di 19.7°C. Quasi venti gradi a Natale in Islanda, roba da non credere.
Finita la festa, però, la realtà artica è tornata a mordere con ferocia l’arrivo del nuovo anno. Gennaio 2026 ha spazzato via ogni illusione di mitezza, riportando l’isola in un vero e proprio congelatore, anche più rigido del solito. Le temperature a Reykjavík sono precipitate frequentemente tra -6°C e -12°C, con punte fino a -13°C, ben al di sotto delle medie storiche che vedrebbero massime positive anche in questo mese. E, curiosamente, come a novembre, continua a essere un periodo eccezionalmente secco. Insomma, un inverno di estremi assoluti, senza mezze misure.
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