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Non succedeva da oltre 10 anni di avere il gelo così vicino a Italia

Federico De Michelis di Federico De Michelis
31 Gen 2026 - 17:45
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(METEOGIORNALE.IT) Si discute in questi giorni del possibile Stratwarming, quel fenomeno atmosferico capace di sconvolgere letteralmente il clima europeo. Ne abbiamo parlato spesso, lo sappiamo, spiegando cos’è e quando potrebbe verificarsi. Ma perché se ne parla tanto? Semplice: perché un forte riscaldamento della stratosfera può deviare le correnti che normalmente arrivano da ovest, sostituendole con venti gelidi provenienti da est. Europa si ritroverebbe così esposta alle condizioni atmosferiche tipiche della Siberia, con conseguenze che possono essere davvero estreme.

Attenzione però, parliamo di possibilità, non di certezze. Nessuno sta annunciando nevicate imminenti a Milano, Roma, Napoli o Palermo. Semplicemente vi informiamo che in alta atmosfera si stanno verificando movimenti particolarmente interessanti.

 

Prevedere l’imprevedibile

La questione è complessa, diciamolo chiaramente. Prevedere con largo anticipo gli effetti di uno Stratwarming richiede innanzitutto di capire l’intensità del fenomeno stesso, poi bisogna valutare come e se questo riscaldamento si trasmetterà alla troposfera, cioè quella porzione di atmosfera dove effettivamente si verificano i fenomeni meteorologici che interessano la nostra vita quotidiana.

È proprio questa complessità a rendere lo Stratwarming oggetto di studi approfonditi a livello mondiale. Ogni volta che parliamo di stratosfera in forte riscaldamento non stiamo facendo una previsione meteo locale, chiariamolo subito. Vi stiamo informando che a circa 30 chilometri di altezza stanno accadendo cose che potrebbero, sottolineo potrebbero, determinare condizioni meteorologiche estreme per l’Europa.

L’ultimo evento davvero significativo? Fine Febbraio 2018, con effetti che si sono protratti fino ai primi giorni di Marzo dello stesso anno. Fu un episodio rilevante, in effetti. Stranamente, un fenomeno simile si verificò anche nell’emisfero meridionale durante l’inverno australe, verso fine stagione. Gli effetti furono decisamente anomali sul clima primaverile e addirittura di inizio estate.

 

Stratosfera e Troposfera, Mondi separati ma connessi

Perché questo tipo di fenomeno altera gli equilibri del Vortice Polare della troposfera, e ricordiamolo ancora una volta: è nella troposfera che avvengono i fenomeni atmosferici che ci interessano direttamente. Le previsioni meteorologiche non si sviluppano studiando la stratosfera, assolutamente no. La stratosfera si trova a circa 30 chilometri dal suolo, lassù non ci sono nubi né fenomeni atmosferici nel senso classico del termine.

Però, e qui sta il punto, ci sono condizioni termiche ed eventi che vanno a influenzare gli strati inferiori, quelli della troposfera per intenderci. Vi chiederete: se è così complicato conoscere l’evoluzione della stratosfera e la sua influenza sulla troposfera (dove troviamo le alte e basse pressioni che tutti conosciamo, quelle al suolo ma anche quelle in quota a circa 5.500 metri), come facciamo a fare previsioni attendibili?

Semplifichiamo un attimo. Man mano che ci spostiamo verso quote inferiori nella troposfera, tutto diventa più prevedibile. Il problema vero non è tanto conoscere l’evoluzione delle correnti o la formazione di alte e basse pressioni a 30 chilometri di altezza, quanto capire l’influenza che questi fenomeni possono avere sul tempo atmosferico attraverso una serie di processi interconnessi.

 

La polemica tutta italiana

In Italia è successa una cosa curiosa, insomma. Qualcuno ha accusato i siti meteo di aver fatto un utilizzo “commerciale” del termine Stratwarming. Una banalità tipica di chi si occupa esclusivamente di didattica e che, di fatto, vorrebbe ridurre la qualità informativa della meteorologia italiana, già abbastanza carente di suo.

Noi continuiamo a fornirvi informazioni sulla stratosfera perché è importante. Come sapete, può avere un’influenza estrema sulle correnti orientali, può farci arrivare addosso un vento fortissimo e gelido dalla Siberia. Conoscerlo in anticipo è importante, anche se si tratta di fenomeni rari. Ecco perché quando parliamo di stratosfera sottolineiamo sempre che non stiamo facendo previsioni meteo locali, ma analizzando una situazione che può avere conseguenze significative.

Quando invece vi parliamo di Vortice Polare troposferico, quello alle quote inferiori (principalmente intorno ai 5.500 metri sul livello del mare), allora sì che parliamo di circolazione atmosferica in quota. È lì che soffia il jet stream, è lì che si modella il tempo atmosferico che poi troviamo al suolo. A quell’altezza troviamo spesso anche le nubi, che possono posizionarsi a varie quote. Non esiste un’altezza tipica per le nubi: possono formarsi anche a soli 100 metri dal livello del mare, a volte anche meno, oppure innalzarsi come succede spesso d’estate o nelle zone a clima caldo, addirittura oltre i 12 chilometri, che rappresenta il limite della troposfera a determinate latitudini.

 

La geografia dell’atmosfera

La troposfera varia gradualmente di altezza a seconda della latitudine. Quando andiamo nelle regioni polari troviamo una troposfera più sottile, mentre all’equatore è decisamente più elevata. Ecco spiegato perché nelle zone equatoriali, o durante la stagione estiva, vediamo la formazione di nubi a fortissimo sviluppo verticale che in alcune circostanze superano anche i 15 chilometri di altezza. Alcuni temporali hanno raggiunto persino i 20 chilometri con le loro sommità nuvolose, la cosiddetta “top nube“. Parliamo però di situazioni davvero estreme.

 

Febbraio, il mese della competizione atmosferica

Intanto il mese di Febbraio vedrà una vera e propria competizione (il termine “lotta” è forse un po’ improprio) tra stratosfera e troposfera. La stratosfera tenderà a riscaldarsi nuovamente e vedremo se avrà un’influenza sulla troposfera, cioè sul tempo atmosferico.

Potrebbe avere un’influenza sull’Europa portandoci il freddo dalla Siberia. Attenzione: non parliamo del freddo che si sta formando attualmente nel nord della Scandinavia e che sta interessando i Paesi Baltici, i paesi dell’ex Unione Sovietica, la Russia europea e che andrà a investire l’Ucraina. Questo fenomeno atmosferico si limiterà a quelle aree perché da noi, in Italia, avremo invece l’influenza delle correnti oceaniche che impediranno l’arrivo di questo blocco molto freddo, non generato peraltro dallo Stratwarming.

Un altro fenomeno interessante? Quello che abbiamo avuto durante l’autunno, quando si spostò una massa d’aria dalla Siberia verso l’Europa. Eravamo solo in autunno, quindi non c’erano le condizioni ideali di gelo, ma abbiamo avuto nevicate quasi in pianura sui Balcani. L’aria che viene dalle regioni siberiane è sempre molto fredda, soprattutto nel semestre freddo. D’estate ovviamente la Siberia si riscalda sensibilmente.

 

I dettagli tecnici che contano

In poche parole, Febbraio è un mese complesso, un mese di forte variabilità atmosferica dove i due strati (stratosfera e troposfera) vanno in una sorta di competizione. Ci possono essere influenze reciproche, certo, ma a noi interessa soprattutto conoscere quello che succede nella troposfera, circa 5.500 metri sul livello del mare, e poi soprattutto la temperatura a un’altra altezza chiamata 850 hPa, circa 1.500 metri sul livello del mare.

Questo aspetto è particolarmente importante per conoscere il movimento delle masse d’aria fredda in quota. Quando parliamo di aria fredda proveniente dalla Siberia, però, questa va osservata al suolo, non solo a 850 hPa. Perché? Perché è soprattutto il suolo che si raffredda. Infatti, a circa 2 metri dal livello del mare possiamo avere temperature inferiori a quelle di 1.500 metri.

Può sembrare strano, lo so, ma quel freddo è generato da un’inversione termica, cioè una dispersione di calore da parte delle terre emerse. Il freddo tende a stabilizzarsi verso la parte più bassa dell’atmosfera perché l’aria fredda è ben più pesante rispetto a quella calda, anche se poi parliamo di temperature che sicuramente non sono calde. A 850 hPa potremmo avere isoterme di -20°C, ma al suolo magari temperature di -30°C o addirittura -35°C.

Spero di aver chiarito molti punti e soprattutto vi ringrazio di aver letto questo articolo fino a qui.

 

 

Credits e approfondimenti scientifici: (METEOGIORNALE.IT)

  • ECMWF – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts: Stratospheric sudden warming research
  • NOAA Climate Prediction Center – Stratosphere-Troposphere Monitoring
  • WMO – World Meteorological Organization: Polar Vortex and Stratospheric Warming
  • NASA Earth Observatory – Sudden Stratospheric Warming
  • UK Met Office – Stratospheric sudden warmings and the polar vortex
  • American Meteorological Society – Sudden Stratospheric Warmings
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Tags: aria siberianacorrenti atlantichefebbraio meteoinversione termicastratosfera troposferastratwarmingvortice polare
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Federico De Michelis

Federico De Michelis

Libero professionista nel campo dei dati meteo e dell’Osservazione della Terra. Laurea in Ingegneria Spaziale (Brunel University London). Formazione avanzata in meteorologia in Europa e in Canada, con approfondimenti su modellistica numerica, telerilevamento e analisi dei dati ambientali. Cosa faccio Previsione operativa e analisi per settori meteo-sensibili (energia, outdoor, eventi, turismo) Interpretazione di prodotti satellitari e di modelli (EO/remote sensing) Assessment dei rischi meteo-climatici e reportistica Divulgazione e supporto a media e progetti educativi/R&D Lavoro all’intersezione tra scienza, tecnologia e decisioni concrete, con attenzione a qualità dei dati e comunicazione chiara. La meteorologia è la mia passione fin da bambino; dopo un anno di liceo all’estero mi sono trasferito a Londra dove ho conseguito la laurea alla Brunel University London.

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