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      Home ยป Quando il Vortice Polare esplode: il Pattern meteo โ€˜da Manualeโ€™ che minaccia USA, Canada, Europa e Italia
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      Quando il Vortice Polare esplode: il Pattern meteo โ€˜da Manualeโ€™ che minaccia USA, Canada, Europa e Italia

      Il collasso del vortice polare non garantisce gelo ovunque, ma alza drasticamente le probabilitร  di episodi invernali intensi e fuori stagione

      Angelo Ruggieri
      Angelo Ruggieri
      Pubblicato: 31/01/2026
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      7 Min Lettura
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      Le analisi stratosferiche piรน recenti indicano con sempre maggiore coerenza lโ€™avvicinarsi di un evento di riscaldamento stratosferico maggiore (SSW) tra la prima e la seconda decade di febbraio 2026.

      Contents
      • Cosโ€™รจ il Vortice Polare e perchรฉ รจ determinante per lโ€™inverno
      • Fase pre-split: vortice allungato, onde planetarie e risposta giร  visibile
      • SSW major: quando scatta la definizione e cosa implica
      • Dal disturbo in quota agli effetti al suolo: il fattore tempo
      • Nord America in prima linea, Europa con risposta piรน lenta ma potenzialmente incisiva
      • Affidabilitร  del segnale e limiti da non sottovalutare
      • Conclusioni: un finale dโ€™inverno da monitorare da vicino

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      Non si tratta di un semplice disturbo passeggero, ma di una manovra capace di riorganizzare la struttura del Vortice Polare stratosferico, fino a una possibile frammentazione (split) e a un quasi collasso del sistema in quota.

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      Quando la stratosfera entra in questo tipo di regime, le conseguenze si riflettono spesso sulla circolazione troposferica, con un aumento della probabilitร  di scambi meridiani e di irruzioni fredde alle medie latitudini.

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      Cosโ€™รจ il Vortice Polare e perchรฉ รจ determinante per lโ€™inverno

      Nel semestre freddo, lโ€™emisfero nord รจ dominato da una grande circolazione ciclonica che avvolge lโ€™Artico: il Vortice Polare. In termini operativi รจ utile distinguere:

      • Vortice troposferico, collegato direttamente a jet stream, tempeste extratropicali e onde planetarie.
      • Vortice stratosferico, tra circa 10 e 50 km di quota, vero regolatore โ€œaltoโ€ del regime invernale.

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      Quando il vortice stratosferico รจ compatto e profondo, i venti zonali restano forti e occidentali alle alte latitudini e lโ€™aria piรน gelida tende a rimanere confinata in area artica. Al contrario, un vortice debole, disturbato o spezzato favorisce un getto piรน ondulato, un aumento del flusso meridiano e un rischio piรน elevato di discese fredde verso Nord America ed Europa.

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      Fase pre-split: vortice allungato, onde planetarie e risposta giร  visibile

      Le proiezioni in quota descrivono un vortice giร  deformato e disassato, sollecitato da robuste onde planetarie che trasportano calore verso il Polo. In queste fasi il vortice tende a stirarsi e a perdere simmetria, predisponendosi allo split in due lobi principali. In genere uno dei lobi puรฒ essere proiettato verso il Nord America, mentre lโ€™altro rimane piรน legato al comparto euro-asiatico, con esiti diversi sulla distribuzione del freddo.

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      Questa configurazione ha giร  una risposta ai livelli inferiori: blocchi alle alte latitudini, anomalia positiva di geopotenziale in area artica e un getto piรน ondulato, elementi che aumentano lโ€™energia disponibile per eventi invernali severi, soprattutto sul continente nordamericano.

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      SSW major: quando scatta la definizione e cosa implica

      Un evento di Major Sudden Stratospheric Warming viene identificato quando i venti zonali medi a 60ยฐN e 10 hPa si annullano o invertono direzione (da occidentali a orientali). รˆ un passaggio cruciale perchรฉ rappresenta la rottura del regime invernale standard in stratosfera.

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      Le mappe previsionali suggeriscono unโ€™anomalia termica molto intensa, con valori localmente superiori a +50 ยฐC rispetto alla climatologia, insieme a un forte aumento del geopotenziale in area polare e a una struttura vorticosa propensa allo split.

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      Dal disturbo in quota agli effetti al suolo: il fattore tempo

      La parte piรน delicata, in chiave previsionale, รจ la propagazione verso il basso. In media, i grandi disturbi stratosferici richiedono 10โ€“30 giorni per trasmettere segnali coerenti alla troposfera. Se lโ€™accoppiamento risulta efficace, si osserva spesso una tendenza verso:

      • AO negativa e indebolimento del regime zonale alle alte latitudini;
      • NAO debole o negativa, con blocchi piรน probabili tra Groenlandia e Nord Atlantico;
      • incremento degli scambi meridiani e quindi delle irruzioni fredde verso le medie latitudini.

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      Questo non significa gelo continuo e uniforme, ma un regime atmosferico piรน dinamico, con alternanza tra fasi fredde e possibili richiami miti, specie nelle aree di confine tra masse dโ€™aria diverse.

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      Nord America in prima linea, Europa con risposta piรน lenta ma potenzialmente incisiva

      La climatologia dei casi passati mostra che il Nord America รจ spesso il primo settore a rispondere con ondate di freddo significative, ma anche lโ€™Europa puรฒ essere coinvolta, con tempistiche talvolta piรน lente. Le configurazioni tipiche post-SSW includono:

      • blocco anticiclonico alle alte latitudini;
      • fascia depressionaria attiva tra USA orientali, Atlantico ed Europa;
      • getto piรน ondulato e affondi freddi piรน probabili verso Europa centro-settentrionale e, in alcune fasi, anche verso il Mediterraneo.

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      Per lโ€™Italia il segnale non va letto come โ€œgelo garantitoโ€, ma come un aumento del potenziale per irruzioni fredde episodiche e fasi di maltempo piรน incisive nella seconda parte dellโ€™inverno, con esiti che dipenderanno dal posizionamento dei blocchi e dalle traiettorie delle saccature.

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      Affidabilitร  del segnale e limiti da non sottovalutare

      Il segnale stratosferico appare robusto e coerente, ma alcuni punti restano inevitabilmente incerti:

      • non tutti gli SSW producono la stessa intensitร  e durata degli effetti troposferici;
      • la distribuzione del freddo dipende dalla posizione dei lobi residui del vortice e dalle onde troposferiche;
      • gli ensemble tendono a smussare gli estremi: localmente le anomalie possono risultare piรน marcate o piรน attenuate.

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      In sostanza, la previsione รจ piรน affidabile nellโ€™indicare un cambio di regime (maggiore ondulazione del getto, blocchi e scambi meridiani) che non nel fissare con largo anticipo tempi e luoghi esatti delle singole irruzioni fredde.

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      Conclusioni: un finale dโ€™inverno da monitorare da vicino

      Nel complesso, lโ€™insieme delle evidenze supporta uno scenario di fine inverno 2025-26 potenzialmente dominato dagli effetti di un SSW maggiore con split del Vortice Polare. Se la propagazione verso la troposfera risulterร  efficace, aumenterร  la probabilitร  di blocchi alle alte latitudini, di un getto piรน ondulato e di irruzioni fredde ripetute su Nord America ed Europa tra metร  febbraio e inizio marzo.

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      Per la previsione โ€˜operativaโ€™, sarร  decisivo seguire lโ€™evoluzione del coupling stratosfera-troposfera, la collocazione dei lobi residui e la geometria dei blocchi in area groenlandese e scandinava.

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      Credit: questo articolo รจ stato realizzato analizzando i dati dei modelli matematici ECMWF e Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, UKMO per le previsioni meteorologiche.

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      TAG:bilobazione vortice polarecollasso amoccrisi del Vortice Polaresplit vortice polarestratwarmingstratwarming europastratwarming previsionistratwarming vortice polare
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