
Mentre in Nord America cโรจ grande fermento per unโaltra situazione meteorologica invernale estrema, in Europa lโinverno sembra percorrere, tutto sommato, una via quasi normale. Perlomeno in questo scorcio del mese di gennaio. Nel settore settentrionale del continente si registrano basse temperature, mentre nellโEuropa mediterranea prevalgono condizioni tipicamente invernali, con temperature stagionali, precipitazioni anche abbondanti e nevicate.
Nevica, ad esempio, sui rilievi maggiori della Sardegna, dove giunge aria fredda proveniente dal Golfo del Leone. Nevicate si registrano anche sulle Alpi e sullโAppennino settentrionale e centrale. Insomma, questo รจ inverno, come altro vogliamo chiamarlo se non inverno.
Giustamente mi direte che mancano le precipitazioni nevose nelle solite zone. Ne abbiamo parlato numerose volte e abbiamo detto anche che non erano presenti le configurazioni sinottiche atmosferiche favorevoli, probabilmente influenzate anche dal Cambiamento Climatico. Tuttavia, attenzione: tra martedรฌ e mercoledรฌ giungerร una perturbazione piuttosto robusta, associata a una profonda area di bassa pressione e, tra le altre cose, anche a aria piรน fredda rispetto a quella che attualmente interessa il nostro territorio, con precipitazioni piรน abbondanti.
Si potrebbero verificare nevicate a quote piรน basse rispetto a quelle osservate nelle ultime 24 ore, perchรฉ le precipitazioni piรน intense tendono a spingere verso il basso lโaria fredda. Al momento, perรฒ, non si intravede una vera e propria irruzione di aria gelida in arrivo. Le temperature restano tutto sommato prossime alla media, oscillando perรฒ dallโalto verso il basso di alcuni gradi centigradi.
Tutto questo รจ, in realtร , normale in una condizione atmosferica di NAO negativa. La NAO negativa consente infatti il transito di perturbazioni provenienti dallโOceano Atlantico, che attraversano la Penisola Iberica, si dirigono verso il Mediterraneo e raggiungono lโItalia. Anche questo รจ normale, anche questo รจ inverno. Le regioni centrali e meridionali italiane, soprattutto il Sud e le Isole Maggiori, durante la stagione invernale registrano il picco massimo delle precipitazioni annuali.
Se poi dovessimo andare a caccia delle anomalie che si sono verificate negli ultimi tempi, non la finiremmo piรน. Meglio allora concentrarsi sulle prospettive. Prospettive che, tutto sommato, sono simili a quelle analizzate ieri: un Vortice Polare molto instabile, talmente instabile da tentare di spingere verso sud masse dโaria molto fredde. Lo indica anche il Centro Meteo Europeo (ECMWF), soprattutto per la prima parte di febbraio.
Secondo lo stesso modello matematico, tuttavia, questa spinta gelida potrebbe essere ostacolata sullโItalia dalle basse pressioni associate alla NAO negativa. Pressioni che, perรฒ, potrebbero lasciare un varco. Lโaria fredda, infatti, si porterebbe estremamente vicina allโItalia, addirittura verso la Svizzera, e potrebbe scivolare rapidamente verso sud attraverso la porta della Bora o dal Golfo del Leone, sfruttando un corridoio aperto da una delle tante depressioni in transito sul Mediterraneo.
Questa รจ la linea di tendenza che sembra delinearsi per le prossime due settimane: precipitazioni frequenti, temperature invernali ma non gelide. Resta perรฒ il rischio che lโaria gelida, spingendosi ancora piรน a sud, possa coinvolgere anche lโItalia. Al momento, questa possibilitร non รจ contemplata dai modelli matematici, quantomeno da quello europeo e nemmeno da quello americano (NOAA).
Tutto ciรฒ porterebbe a escludere, per ora, unโondata di gelo intenso. Tuttavia sappiamo bene che i modelli matematici, oltre una certa distanza temporale, presentano inevitabili incertezze e possono non intercettare eventi meteo estremi. Eventi che, peraltro, si sono giร verificati nel nostro Paese. Basti pensare alla tempesta Henry, che ha interessato le regioni meridionali e in particolare Sardegna, Sicilia e Calabria, causando danni ingentissimi.
Danni talmente rilevanti da essere riportati dai servizi meteorologici di tutto il mondo, anche perchรฉ si รจ trattato di una tempesta raramente osservata nel Mediterraneo, con mareggiate inusuali per queste aree. Tutto questo perchรฉ il meteo estremo รจ ormai una realtร . Se durante lโestate osserviamo grandinate violente e sistemi temporaleschi intensi, soprattutto sul Nord Italia, nella stagione invernale assistiamo a fenomeni altrettanto estremi nellโarea mediterranea, spesso capaci di colpire a tradimento.
Non sempre riusciamo a prevederli con precisione, anche se in questo caso specifico la tempesta era stata individuata per tempo e gli enti preposti avevano diramato allerte di livello rosso. Grazie a questo, non si sono registrate vittime.
Ricapitolando e chiudendo questo articolo: evoluzione atmosferica abbastanza lineare, con perturbazioni a catena sullโItalia, molte precipitazioni e un freddo che, al momento, non sembra destinato a diventare estremo. Si apre perรฒ la possibilitร di un varco potenzialmente decisivo, perchรฉ le basse pressioni sul Mediterraneo potrebbero non essere continue e trasformarsi in vere e proprie aspiratrici di aria fredda proveniente da nord.
In quel caso, in pochissimo tempo, potrebbe essere trasportato verso sud il grande freddo che interesserร Germania, parte della Francia, la Svizzera, oltre al Nord Europa e alla Russia. Un freddo importante, prodotto da un Vortice Polare previsto in indice negativo per tutto gennaio e probabilmente per gran parte di febbraio, capace di generare profonde anse fredde verso sud.
Un tempo avremmo parlato di eventi โapocalitticiโ, ma oggi รจ meglio evitare termini eccessivi. Nulla di storico, al momento, appare allโorizzonte. Tuttavia, il freddo che si accumulerร a nord delle Alpi รจ rilevante e potrebbe presentare, almeno in parte, similitudini con un Burian. Per lโItalia, vedremo cosa accadrร .
Fonti e crediti
- ECMWF โ European Centre for Medium-Range Weather Forecasts
https://www.ecmwf.int - NOAA โ National Oceanic and Atmospheric Administration
https://www.noaa.gov