
(METEOGIORNALE.IT) Sprite del vortice polare e ondata di gelo in Italia? Fermi tutti! Nessuno sta dicendo questo. Anzi, in questo articolo capiremo quali sono le vere condizioni per avere una fase meteo di stampo siberiano nel nostro paese e soprattutto se un eventuale stratwarming è garanzia o meno di gelo.
Una prima opzione
Una delle ipotesi che potrebbe capitare il prossimo mese prevede la formazione di un blocco anticiclonico in area groenlandese, conseguente allo split del vortice. Questo sarebbe un’occasione persa per amanti di gelo e neve. La disposizione di questa struttura non sarebbe tale da consentire una discesa diretta dell’aria fredda verso il bacino del Mediterraneo.
In altre parole, il gelo non riuscirebbe a piegare sufficientemente verso sud-est. In questa tipologia di pattern meteo, il gelo arriverebbe oltralpe. Ci sarebbero comunque messe l’aria retrograde, ondate di freddo a ripetizione su Germania e Francia, ma in Italia potremmo essere solo scalfiti. Per tutto contro prevarrebbero correnti sud-occidentali, di origine atlantica, caratterizzate da aria mite e carica di umidità.
Le temperature risulterebbero superiori alla media stagionale, soprattutto sulle regioni centro-settentrionali, mentre le precipitazioni sarebbero di tipo atlantico. Tanto maltempo ma nessuna possibilità di gelo. Si riproporrebbe il pattern meteorologico già presente.
Secondo scenario: nessun effetto!
Dobbiamo però considerare un’altra opzione, quasi sempre poco discussa ma tutt’altro che trascurabile. Non tutti gli eventi di riscaldamento stratosferico improvviso riescono a trasmettere i propri effetti alla troposfera. Se la dinamica restasse confinata agli strati alti dell’atmosfera, il vortice polare troposferico rimarrebbe relativamente compatto.
In questo caso, per l’Italia e per gran parte dell’Europa continuerebbe a dominare un regime zonale mite, con febbraio caratterizzato da correnti occidentali e solo occasionali e brevi parentesi più fredde.

Terzo scenario: Italia nel cuore
Esiste poi un’ipotesi alternativa, ovviamente è molto interessante per chi ama gelo e neve, ma è la meno probabile. In questo caso, il blocco anticiclonico si collocherebbe più a ovest, pienamente in Atlantico. Una simile configurazione costringerebbe il flusso perturbato a scendere di latitudine, aprendo un varco favorevole alla discesa dell’aria molto fredda continentale verso di noi.
Le conseguenze sarebbero presto dette. Correnti nord-orientali freddissime, capaci di riportare condizioni pienamente invernali, soprattutto nella seconda metà del mese. Sarebbe un remake dell’ondata di gelo del 2018.
Riepiloghiamo…
Abbiamo proposto tre diverse opzioni. Ben due di esse promuoverebbero lo stesso pattern meteo presente adesso. Tanta pioggia, a più riprese, ma neve solo a quote di collina o di media montagna, a seconda del freddo presente. L’ultima opzione è anche la meno probabile, ma è quella che promuoverebbe uno stravolgimento vero e proprio delle condizioni atmosferiche europee. Non resta altro che continuare a seguirci per vedere l’evoluzione.

Credits
Global Forecast System del NOAA,
IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change)
Copernicus Climate Change Service (C3S)
