Chi segue costantemente i nostri approfondimenti è a conoscenza della nostra opinione. Un’opinione scaturita dalle analisi, quotidiane, dei vari pattern climatici. Abbiamo parlato della QBO negativa, abbiamo parlato de La Nina, abbiamo evidenziato la grande quantità d’ozono presente sull’atmosfera polare.
Tutti segnali, semmai vi fossero dubbi, del fatto che quest’anno stiamo assistendo a frequenti scambi meridiani. Stiamo registrando profonde oscillazioni del cosiddetto “Jet Stream” e tali oscillazioni facilitano lo spostamento delle grandi masse d’aria lungo i meridiani. Il freddo si muove verso sud, il caldo verso nord.
Ora però vogliamo soffermarci un momento sulla componente zonale. Come ben saprete la circolazione emisferica, quella definita “normale”, fa sì che le correnti d’aria si muovano da ovest verso est. Ed è ciò che determina, spesso e volentieri, l’inserimento delle correnti oceaniche a medie latitudini.
L’inversione dei venti zonali, che può caratterizzare periodi di estrema debolezza del Vortice Polare, può far sì che la circolazione cambi direzione: non più da ovest verso est, bensì da est verso ovest. Inversione che determina, in Inverno, l’avanzata del grande gelo siberiano.
Attualmente stiamo registrando alcune importanti novità circolatorie. A livello troposferico stiamo registrano un crollo delle velocità zonali, il che potrebbe innescare proprio l’inversione di cui sopra. In realtà vi sarebbe necessità di un crollo anche ad alta quota, ovvero in stratosfera. Ma per far sì che ciò avvenga abbiamo bisogno di un forte rallentamento del Vortice Polare.
Rallentamento che potrebbe palesarsi tra non molto, difatti proseguono senza soluzione di continuità i pesanti disturbi troposferici. Ed ecco quindi che l’eventuale frenata del Vortice Polare potrebbe determinare un’inversione dei venti zonali, a quel punto a tutte le quote. Il risultato? Imponenti blocchi anticiclonici capaci di innescare ondate di gelo verso l’Europa.
E’ esattamente ciò che potrebbe succedere entro fine mese, un periodo durante il quale l’espansione dell’Anticiclone Russo-Siberiano – proposta anche da alcuni autorevoli modelli matematici – potrebbe causare una brusca accelerazione invernale. Scatenando, a quel punto, uno di quegli eventi gelidi destinati a passare alla storia.
Non è detto che ci riguardi direttamente, tuttavia visto quanto accaduto sinora diciamo che ci sono buone chances di un coinvolgimento più o meno marcato anche delle nostre regioni. A questo punto non ci resta che attendere ulteriori conferme modellistiche, conferme che potrebbero arrivare già nel corso della prossima settimana.