
(METEOGIORNALE.IT) Il meteo dei prossimi giorni mostra segnali chiari e tutt’altro che rassicuranti, con una sequenza di eventi che, letti nel loro insieme, delineano uno scenario di forte instabilità e potenziale criticità su molte aree del Paese. Non si tratta del classico peggioramento passeggero, ma di una fase dinamica e complessa, governata da configurazioni bariche incisive secondo i più autorevoli modelli di calcolo.
Guardando al quadro generale, quello che colpisce subito è l’imminente intensa ondata di maltempo destinata a interessare l’Italia tra domenica e martedì. In questa finestra temporale il Mediterraneo diventerà il teatro di una profonda depressione, capace di richiamare masse d’aria molto umide e instabili. Le precipitazioni risulteranno diffuse e a tratti abbondanti, con accumuli significativi soprattutto sulle regioni meridionali e sulle Isole maggiori.
Particolare attenzione va posta su Sardegna orientale, Sicilia e Calabria ionica, dove le piogge potranno assumere carattere di forte intensità, localmente di nubifragio. In queste zone entrerà in gioco un fattore chiave: la convergenza tra correnti umide meridionali e aria più fredda in arrivo dai Balcani. Questo mix favorirà non solo rovesci persistenti, ma anche nevicate copiose sui rilievi, con la neve che potrà spingersi localmente fino a 600–700 metri sul livello del mare. Sila e Pollino sono tra le aree più esposte a questo tipo di dinamica.
A rendere il quadro ancora più severo ci penseranno i venti, destinati a rinforzare in modo significativo. Tra lo Ionio meridionale e il Canale di Sardegna sono possibili raffiche superiori ai 100 km/h, con mareggiate imponenti e onde che potranno raggiungere gli 8–9 metri. Condizioni che impongono massima prudenza, soprattutto lungo le coste esposte e per le attività marittime.
Nel frattempo, mentre il Sud farà i conti con piogge e vento, il Nord-Ovest non resterà a guardare. Nello stesso periodo è attesa una nuova passata nevosa sui rilievi alpini, ma gli ultimi aggiornamenti indicano uno scenario ancora più interessante. Secondo i più autorevoli modelli di calcolo, tra il 24 e il 25 gennaio potrebbe verificarsi un’interazione delicata tra aria atlantica e aria continentale di origine balcanica, con la concreta possibilità di neve fino in pianura tra Piemonte e Lombardia. Una situazione da seguire passo dopo passo, perché basterà poco per spostare l’ago della bilancia.
Se allarghiamo lo sguardo meteo all’orizzonte dei prossimi dieci giorni, la carta delle precipitazioni cumulate parla chiaro: l’Italia si troverà spesso sotto il tiro di sistemi perturbati attivi e carichi di energia. E dopo? Il seguito resta tutto da definire. Si intravede una possibile evoluzione più fredda, forse persino gelida, ma è prematuro sbilanciarsi ora. Meglio concentrarsi sul peggioramento già in atto, con piogge persistenti sul Golfo Ligure e le prime nevicate sulle Alpi piemontesi, segnali evidenti di un meteo che ha deciso di fare sul serio e che merita attenzione costante nei prossimi giorni.
Ci ritorneremo.
Credit: l’articolo è stato redatto su analisi scientifica con dati dei modelli matematici ECMWF e Global Forecast System del NOAA, ICON e ARPEGE. (METEOGIORNALE.IT)
