La situazione è già cambiata, chiaramente a favore dell’Oceano Atlantico. Il peggioramento, pesante, a cui stiamo assistendo ha peculiarità molto simili alle peggiori ondate di maltempo autunnali. Allorquando, per intenderci, l’energia termica presente sui nostri mari – eredità di Estati sempre più calde – innescava assalti ciclonici pericolosissimi.
Ma al di là delle previsioni ormai prossime – l’ondata ciclonica entrerà nel vivo nelle primissime fasi della nuova settimana – quel che emerge dall’analisi modellistica è una chiara tendenza al ritorno in grande stile dell’Inverno. Ad onor del vero c’è da dire che in molte aree d’Europa non è mai andato via, o comunque se è mancato è stato un brevissimo periodo.
Ed ora, semmai vi fossero dubbi circa la bontà di una stagione che promette ancora tanto, si appresta ad un’altra accelerazione. Questa volta potrebbe essere decisiva, al punto tale che alcuni autorevoli esperti – dall’altra sponda dell’Atlantico – ipotizzano pesanti ripercussioni anche a Febbraio.
In realtà era ciò che ipotizzavamo anche noi, ipotesi che già a Dicembre – anzi, a Novembre – scaturiva dall’interpretazione dei vari pattern climatici e dai risvolti che le complesse interazioni atmosferiche avrebbero potuto avere sull’andamento della stagione invernale. I primi assaggi li abbiamo avuti, ora ci prepariamo a ricevere gli effetti più consistenti.
Ed è giusto evidenziare, ancora una volta, che si sta parlando di dinamiche atmosferiche emisferiche. Si sta parlando dei possibili risvolti invernali su scala europea, non limitando l’analisi alle nostre regioni. L’Italia, lo sappiamo, rappresenta una minima parte del vecchio continente e affinché certe dinamiche invernali possano riguardarci direttamente v’è innanzitutto la necessità che raggiungano altre parti d’Europa.
Le proiezioni modellistiche sono orientate esattamente in quella direzione: estensione del gelo siberiano verso ovest, correnti atlantiche verso est. Un mix tanto esplosivo quanto complesso da interpretare, peraltro non è affatto tramontata l’ipotesi di un improvviso blocco anticiclonico oceanico capace di stoppare la circolazione zonale e avvantaggiare – nettamente – l’avanzata del gelo siderale.
Ipotesi che, comunque, indicano una clamorosa accelerazione invernale a stretto giro di posta. Tra circa una settimana potrebbe subentrare un primo peggioramento meteo artico e potrebbe rappresentare l’apripista di una seconda ondata di freddo ben più pesante e ben più incisiva. Perché, probabilmente, su alcune regioni avrà le caratteristiche di una vera e propria ondata di gelo. A quel punto saranno arrivati i giorni della merla, tradizionalmente i più freddi dell’anno.
