
(METEOGIORNALE.IT) Il qui presente editoriale vorrebbe che si riflettesse sull’importanza della normalità stagionale e più in generale sull’importanza della normalità di ogni singola stagione. Normalità meteo climatica, normalità in termini termici e pluviometrici
Per confutare la normalità non serve la percezione, assolutamente no. Servono dati, misurabili e misurati. Serve stilare un serio bilancio stagionale, che chiaramente andrebbe stilato al termine di ogni stagione. Ovvio, un articolo con una sfilza di numeri rischierebbe di annoiare ed è per questo che spesso e volentieri si cerca la discussione.
Lo stile discorsivo aiuta a spiegare quel che a volte non è facile accettare: l’anormalità. Superfluo, forse, ricordarci e ricordarvi che negli ultimi anni – per non dire decenni – le eccezioni sono diventate regola. Ed è la regola, ormai, a rappresentare l’eccezione. Perché in ogni singola stagione, puntualmente, c’è qualcosa di “strano” da segnalare.
L’Inverno in corso, ad esempio, pur ripercorrendo binari seguiti in passato – allorquando la normalità era tutt’altra roba – verrà ricordato per quello che normale non lo è affatto. Le troppe piogge, il Ciclone Mediterraneo, la lunga sfilza di perturbazioni che non dà tregua.
E chissà che da qui a Marzo non sia capace di lasciare il segno anche e soprattutto per il gelo. Sì, perché al momento è ciò che manca all’appello e nonostante qualcuno ritenga che sia normale beh, non lo sarebbe affatto. Alle nostre latitudini, sulle nostre regioni, un’ondata di gelo rappresenterebbe una possente anomalia termica ed è giusto evidenziarlo.
Quindi, a ben vedere, per far sì che una stagione lasci il segno servono le anomalie. Ma un conto sono quelle ripetute, un altro conto sono quelle che si discostano dalla media. Le deviazioni standard, giusto per essere chiari.
Sapete però una cosa? Non si è mai contenti. Non si è contenti se piove tanto, non si è contenti se nevica, neppure se fa freddo o se fa caldo. Alla fin fine si troverà qualcosa che non va, un cavillo, un elemento che possa darci fastidio. In realtà si dovrebbe accettare ogni singola stagione così com’è, a maggior ragione quando quella stagione – leggasi Inverno 2025/2026 – è capace di portarci un barlume di normalità stagionale.
Ma forse è proprio questo il bello della meteorologia, il fatto che essendo una scienza così affasciante e ricca di spunti di discussione non sarà mai in grado di accontentare tutti. Dipenderà sempre e soltanto dai gusti, a prescindere dai freddi dati che puntualmente continueremo a proporvi. Ed è giusto che sia così, che il meteo faccia discutere, giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, mese dopo mese, stagione dopo stagione. (METEOGIORNALE.IT)
