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L’ultimo Jolly di Febbraio: il Riscaldamento Stratosferico Improvviso

Davide Santini di Davide Santini
30 Gen 2026 - 15:00
in A Scelta dalla Redazione, Ad Premiere, Meteo News
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(METEOGIORNALE.IT) Continua a piovere incessantemente in Valle Padana. Ma fino ad adesso sono state davvero poche le occasioni di neve. E ci sono larghissime parti della pianura che non hanno visto nemmeno un fiocco. Nonostante stiamo vivendo un inverno dalle precipitazioni al di sopra della media.

 

Ma abbiamo ancora un’altra chance. Sappiamo che siamo nel cuore di un periodo piuttosto perturbato, che durerà almeno fino alla prima settimana di febbraio, ma non farà mai particolarmente freddo. Le temperature rimarranno abbastanza invernali, ma senza essere così fredde da garantire neve fino in pianura o sulle coste.

 

Un nuovo Jolly?

La risposta è sì. Si chiama Riscaldamento Stratosferico Improvviso. Andiamo per gradi e spieghiamo per bene cosa potrebbe succedere. Ci troviamo nella Stratosfera, tra i 10 e i 30 km sopra la superficie terrestre. In maniera piuttosto occasionale si verifica un fenomeno del tutto straordinario, capace di condizionare il tempo per settimane. Anche a migliaia di chilometri di distanza. Stiamo parlando del Sudden Stratospheric Warming (SSW).

 

Gli esperti lo conoscono oramai da decenni. Ci troviamo sul Polo Nord e di colpo avviene una vera e propria impennata termica. In pochi giorni, la temperatura può aumentare di 40, 50, perfino 70 gradi! Giova ricordare che non stiamo affatto parlando dei livelli del suolo, ma a 10-30 km di quota. Quindi non è che sul polo arriva all’improvviso l’estate. Ma l’impennata è alle altissime quote.

 

Ipotesi Split in sede polare attorno alla prima decade di febbraio. Sarebbe sicuramente un evento meteo rilevante, ma prima di sbandierare ai quattro venti gelo e neve ci saranno ancora molte considerazioni da fare.

 

Le conseguenze

Si tratta di uno sconquasso che crea molto scompiglio e in alcuni casi distrugge in mille pezzi Vortice Polare. Questo termine ormai è familiare anche a chi non segue la meteorologia, ma per capire davvero di cosa si tratta, bisogna immaginarlo come una sorta di trottola, sempre a 10-30 km di quota, che gira vorticosamente e che può allungarsi, sfaldarsi e – in casi estremi – rompersi.

 

Cerchiamo di capire con una metafora. Finché la trottola gira veloce, mantiene il freddo nell’Artico, mentre alle medie latitudini le correnti miti oceaniche c’è un clima relativamente temperato. È un po’ quello che sta accadendo in questi periodi. Ma se dovesse sfaldarsi è possibile che cocci di aria gelida vengano a farci visita.

 

Ecco che arriva lo Stratwarming

Quando però si verifica uno Stratwarming può addirittura invertire il senso di rotazione. I venti iniziano a soffiare da est verso ovest, dando le probabilità di avere una colata gelida da nord-est. Che è una condizione essenziale per avere freddo straordinario.

 

Ma attenzione a non cadere in facili giochi. Esattamente come accade in molti altri campi della scienza, non è così semplice la situazione. Non possiamo banalizzare così. Ci possono essere dei SSW molto forti e non arrivare praticamente nulla in Italia. Magari finisce nei Balcani. Quante volte è successo. Oppure, caso ancora più estremo, il riscaldamento non sortisce effetti al suolo e quindi le masse d’aria rimangono tali e quali come prima.

 

Può originarsi un’ ondata di gelo dopo un SSW, ma non è affatto detto che colpisca il nostro paese.
ID 49762064 ©
Jmweb7 | Dreamstime.com

 

Per concludere…

Cerchiamo di riassumere il concetto di questo articolo. Quello che stiamo parlando non è mai una certezza. Basta un leggero aumento della temperatura, un minimo ritardo nelle correnti, o peggio ancora il fatto che il riscaldamento stratosferico non abbia effetti per trasformare la neve in pioggia. Come tante volte è già successo.

 

Tanto per cambiare, in epoca di global warming piove sempre di più a quote di montagna e nevica di meno in pianura. Concludiamo dicendo che questo approfondimento non è una previsione meteo. Nessuno sta dicendo che sicuramente arriverà a freddo a metà febbraio.

 

Ma intanto è l’ultima carta che ci possiamo giocare in vista dell’ultimo mese invernale. Altrimenti poi, qualora dovesse accadere in marzo o aprile, gli effetti sull’Italia sarebbero Modesti e il sole farebbe capolino molto più in fretta.

 

 

Credits

ECMWF

Global Forecast System del NOAA, 

ICON

AROME

ARPEGE

IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change)

Copernicus Climate Change Service (C3S)

NASA Goddard Institute

American Meteorological Society

JMA –

WMO – World Meteorological Organization (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: articocambiamento climaticoclimacolata gelidaECMWFfreddogelogfsglobal warminginvernometeometeorologiamodelli meteoneveneve in pianuraondata di gelopioggiaPolo Nordprecipitazioniprevisioni meteoriscaldamento stratosfericoSplit del Vortice PolareSSWstratosferastratwarmingSudden Stratospheric WarmingValle Padanavortice polare
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Davide Santini

Davide Santini

Davide Santini, laureato magistrale in Fisica. Ha effettuato una tesi triennale con il professor Vincenzo Levizzani sui temporali, sulla loro suddivisione e sui fenomeni più violenti. Ha poi approfondito la tesi magistrale, con il professor Maugeri e il professor Miglietta, analizzando la correlazione tra aumento termico della temperatura estiva e probabilità di promontori di alta pressione di matrice subtropicale. Ha collaborato e collabora tuttora con Nimbus, la rivista di meteorologia italiana. Collabora dal 2018 per diverse testate meteorologiche italiane (5 in totale) e in particolare ha una esperienza quinquennale con il sito web Meteo Giornale. Tratta numerose tematiche, tra le quali previsioni a breve, medio e lungo termine; climatologia; cambiamenti climatici; etica ambientale. È esperto di analisi modellistica, di tendenze a lungo termine e analisi di radiosondaggi e profili termici verticali dell'atmosfera. È inoltre insegnante rinomato, dove prepara gli studenti delle superiori e dell'università, idoneo a trattare concorsi pubblici e privati, con professionalità e impegno.

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