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      Home » Il meteo di Gennaio e Febbraio ruota attorno a DUE INDICI: cosa aspettarsi sull’Italia
      A Scelta dalla RedazioneAd PremiereMeteo News

      Il meteo di Gennaio e Febbraio ruota attorno a DUE INDICI: cosa aspettarsi sull’Italia

      Davide Santini
      Davide Santini
      Pubblicato: 01/01/2026
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      6 Min Lettura
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      Contents
        • Prima una considerazione
        • La Nina
        • Amplificazione artica
        • Ma torniamo coi piedi per terra…
        • Cosa emerge dagli scenari
        • Siamo comunque in un periodo di global warming
      • Credit

       

      Si è oramai chiuso il mese di dicembre. È stato un periodo dalle condizioni meteo molto miti. Di vero freddo ce ne è stato poco. Forse gli ultimi due giorni sono stati spiccatamente invernali, ma nulla a che vedere con le invernate di una volta. Gennaio e febbraio seguiranno questo trend? Oppure riusciranno a essere un poco più invernali? In questo articolo andiamo a scoprire le novità per quanto riguarda gli indici meteorologici.

       

      Prima una considerazione

      È chiaro che non possiamo e non potremo mai fare una previsione meteo da qui a due mesi. Nessuno ci può dire che tempo ci sarà il giorno X di gennaio o il giorno Y di febbraio. Per vedere se una stagione sarà più o meno fredda utilizziamo degli indici statistici.

       

      Si tratta di numeri scientifici, che dicono se abbiamo una maggiore propensione a ondate di freddo, periodi miti, anticicloni oppure molto dinamismo. Inoltre, questi elementi possono contenere degli errori. Ecco perché non è corretto dare per certo ciò che ancora non lo è.

       

      La Nina

      L’abbassamento delle temperature superficiali nel Pacifico equatoriale, tipico delle condizioni della Niña, sta già alterando il comportamento della circolazione atmosferica globale. È qualcosa che sia originato già nella prima parte dell’autunno, macchie ha avuto l’apice tra novembre e dicembre.

       

      Che cosa potrebbe succedere in Italia? Una seconda parte di stagione con sempre maggiori estremi. In fondo, tale pattern meteo amplifica gli scambi meridiani. È vero che rischiamo delle fasi lunghe di mitezza, ma è vero che si potrebbe essere contrapposti a periodi freddi. Un po’ come è successo a dicembre. Lunghe fasi altopressorei. Successivi periodi nevosi, infine il freddo. Potrebbe ricalcare in parte questa tendenza.

       

      Ci sono ancora abbondanti nevicate, ma sempre più a quote di montagna. La Nina potrebbe enfatizzarle.
      ID 51401233 ©
      minnystock | Dreamstime.com

       

      Amplificazione artica

      Si tratta di un indice medio climatico molto importante. Le zone artiche si scaldano con Maggiore frequenza e intensità rispetto al resto del pianeta. Oltre che essere un male per quanto riguarda i dati e flora e fauna, può avere effetti molto sorprendenti.

       

      In primis, agisce indebolendo il gradiente termico tra Polo ed Equatore. Di conseguenza, la corrente a getto si indebolisce, perde linearità e comincia a ondulare in maniera più marcata. Quando ciò accade, aumentano gli scambi meridiani e le configurazioni bloccate. Si tratta di una coppia di valori estremamente importanti per l’arrivo di freddo e neve.

       

      Paradossalmente, il fatto che la zona artica si stia scaldando di più in inverno può permettere maggiori colate fredde alle medie latitudini. È importante però ricordare che non parliamo di certezze, ma semplicemente di probabilità.
      ID 21561 ©
      Anthony Hathaway | Dreamstime.com

       

      Ma torniamo coi piedi per terra…

      Attenzione che enunciare degli indici non vuol dire dare per certezza un’ondata di gelo. In Europa la dinamica per l’arrivo del grande freddo è la seguente. Per raggiungere il Mediterraneo, deve quasi sempre arrivare dalla Siberia.

       

      Il tutto attraverso configurazioni sinottiche complesse e durature nel tempo, oltre che decisamente rare anche una volta. Per tutto contro, sono comparsi anticicloni invernali insolitamente potenti e persistenti. Ecco perché stiamo parlando di qualcosa di poco probabile. Che però non vuol dire impossibile…

       

      Cosa emerge dagli scenari

      Uno di essi prevede la possibilità che l’anticiclone possa spostarsi in posizione più settentrionale, liberando così un corridoio orientale che permetterebbe all’aria gelida continentale di raggiungere agevolmente il Mediterraneo. Questo non è cosa da poco. Cerchiamo di seguire insieme al ragionamento. In presenza di un mare ancora caldo, il contrasto termico favorirebbe la formazione di vere e proprie ondate di maltempo di stampo invernale.

       

      Nevica ancora, ma sempre più spesso a quote di montagna.
      ID 160731338 ©
      Siarhei Dzmitryienka | Dreamstime.com

       

      Siamo comunque in un periodo di global warming

      Quello che possiamo fare è osservare, monitorare gli indici atmosferici e capire che la meteorologia non è una scienza delle certezze ma delle tendenze. Questa seconda parte dell’inverno 2026 potrebbe essere un po’ diverso dagli ultimi, monotoni anni. Senza dimenticare che il trend è volto verso il riscaldamento inequivocabile.

       

      Certo, ce ne siamo accorti tutti. Dopo una seconda metà di novembre scintillante, ricca di freddo e nevicate a quote bassissime, si è un po’ inceppato attorno a metà dicembre. Per poi avere una lunga fase di neve attorno a Natale, ma solo in montagna. Per adesso, la prima settimana di gennaio sarà pienamente invernale. Continuate a seguire i nostri aggiornamenti meteo per capire l’evoluzione del tempo.

       

      Credit

      ECMWF

      Global Forecast System del NOAA, 

      ICON

      AROME

      ARPEGE

      IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change)

      Copernicus Climate Change Service (C3S)

      NASA Goddard Institute

      American Meteorological Society

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      TAG:amplificazione articaanticiclonecambiamento climaticocircolazione atmosfericaclimacorrente a gettofebbraiofreddogennaioglobal warmingindici meteorologiciinvernoItaliaLa NinamediterraneometeoneveNinaondate di freddoprevisioni meteostagionalità invernaletendenze climatiche
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