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(METEOGIORNALE.IT) Aleggia un senso di frustrazione negli appassionati meteo di gelo e neve. Siamo nel cuore di un periodo molto freddo. Come non capitava da tempo. Eppure il problema è che non riesce ancora a fare nevicate e generose. Vediamo che cosa potrebbe succedere.
C’è un problema
Il protagonista principale di questa fase è un getto polare estremamente debole, incapace di svolgere il ruolo che normalmente determina l’andamento dell’inverno europeo. La sua scarsa intensità indica che l’Amplificazione Artica, pur presente, non riesce ancora a tradursi in ondulazioni marcate. È vero che è arrivata una fase di freddo di stampe invernale. Ma molti non si accontentano di avere qualche giorno sotto media. Si vorrebbe godere di un periodo un po’ più marcato.
Inoltre…
Anche il getto subtropicale è piuttosto fiacco. Questo indica, senza ombra di dubbio, una carenza di scambi energetici verso la stratosfera. Il Vortice Polare, pur rafforzandosi alle alte quote, rimane confinato attorno al Polo. Ben poco propenso a farci piombare il gelo addosso.
Un colosso piuttosto in forza, ma ancora incapace di innescare un inverno pienamente efficace. A complicare il quadro interviene il cambiamento climatico, sempre più evidente, con mari ancora parecchio caldi che alimentano eventi estremi e contribuiscono a spegnere le possibilità di nevicate a bassa quota, stante le temperature superficiali marine ancora sopra le medie.
Eppure è a due passi da noi…
Ce n’è sempre una, volendo vedere. Il freddo europeo è davvero vicino, ma rimane per buona parte confinato oltralpe. Resta però un elemento da non sottovalutare: un nucleo gelido fermo sulla Russia europea, che potrebbe cambiare traiettoria con un semplice impulso. Non siamo ancora al giro di boa dell’inverno. Manca ancora tutta la seconda parte.
Guardiamoci attorno. Analizziamo i modelli meteo a lunga gittata. L’energia atmosferica nasce lontano, spesso dal Nord America, e si propaga verso l’Atlantico rallentando il getto polare e favorendo ondulazioni, sovente marcate. Non ci sono le condizioni per un gennaio troppo caldo. Però il problema resta il dinamismo.

Mese molto incerto
Per le prossime tre settimane resta però un’ampia incertezza. L’ensemble mostra segnali nuovi, con una NAO negativa che potrebbe permettere una traiettoria più occidentale alle varie saccature presenti in atmosfera. Stiamo parlando di congetture e ipotesi nel lungo periodo. Assolutamente non di previsioni meteo.
Certo è che, per un motivo o per l’altro, le condizioni invernali sono profondamente mutate e il principale indicatore resta proprio la neve. Visto che un tempo ce la si giocava sempre sul grado, avere un paio di gradi in più di temperatura può comportare davvero un cambio radicale della stagione, non nevicando più a quote tipiche di un tempo.
Credit
Global Forecast System del NOAA,
IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change)
