
(METEOGIORNALE.IT) È ancora possibile che arrivi il freddo dalla Russia direttamente sul nostro paese? La risposta ovviamente è sì. Anche se sono cambiate tante cose rispetto a un tempo. Vediamo in questo articolo cosa possiamo dire e quali sono le reali possibilità dell’arrivo di aria siberiana.
Cosa è cambiato
Innanzitutto, fa molto meno freddo anche in quelle latitudini. Può sembrare insignificante, ma i 30 gradi sotto zero non esistono quasi più nemmeno nella zona di Mosca. Sembra incredibile, ma anche lì scendono con difficoltà sotto i -10. E non è cosa da poco.
Perché se l’aria che parte da quelle latitudini arriva verso di noi, prima o poi ovviamente si riscalda. Quindi, se parte con 25 gradi sotto zero può arrivare perfettamente gelida anche da noi. Se parte con una decina di gradi sotto zero, può incredibilmente giungere in Italia con temperature superiori allo Zero. E quindi non permettere più condizioni meteo nevose a basse quote.

ID 46453272 ©
Elena Elisseeva | Dreamstime.com
Le grandi manovre del gelo
Il freddo siberiano, in maniera estremamente occasionale, riesce a farci visita. Come? C’è una configurazione meteo particolare che si chiama Ponte di Wejkoff. Durante la stagione fredda, gli anticicloni vengono quasi sempre associati a sole e mitezza primaverile. Ma attenzione. In alcune configurazioni, possono anche facilitare il flusso di aria fredda proveniente dalla Siberia verso il continente.
Ma non è tutto. È importante anche la manovra dell’Anticiclone delle Azzorre, il quale si sposta verso nord e crea un corridoio che permette alle correnti gelide di penetrare nel cuore dell’Europa. Ecco che, alla luce di quanto spiegato, paradossalmente un buon anticiclone alle latitudine molto alte può giocare addirittura in nostro favore. Ecco perché non sempre un anticiclone blocca il gelo. Ma lo reindirizza verso altre latitudini.

ID 417860527 ©
Marc Bruxelle | Dreamstime.com
Scenari invernali?
Sicuramente In questa prima metà di gennaio avremo parecchie occasioni per temperature al di sotto delle medie. Inoltre, è doveroso aggiungere questa cosa. Anche un tempo, quando non c’era il riscaldamento globale in atto, il gelo siberiano era molto raro.
Ma quando capitava, le masse d’aria gelida che attraversavano il continente portavano con sé ondate di freddo estremo della durata di giorni. Sarà così anche nel 2026? La probabilità è molto poca. Rimangono comunque condizioni meteo rarissime. Prendiamoci questa fase fredda e vediamo se riusciamo ad avere occasioni nevose a bassissima quota.
Credit
Global Forecast System del NOAA,
IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change)
Copernicus Climate Change Service (C3S)
