
(METEOGIORNALE.IT) In particolare, nelle regioni del Sud e sulle due Isole Maggiori, il clima assumerà connotati quasi primaverili, con punte termiche che potrebbero ricordare più il mese di marzo che quello di gennaio, portando un temporaneo sollievo dal rigore invernale ma sollevando allo stesso tempo diversi interrogativi sulla tenuta della stagione.
Nonostante questo scenario di relativa mitezza, la domanda che molti osservatori e appassionati si pongono rimane la stessa, ovvero se e quando tornerà il vero freddo invernale. Per tentare di delineare un orizzonte temporale credibile, è necessario consultare i principali centri di calcolo internazionali, i quali tuttavia mostrano attualmente una visione tutt’altro che concorde.
Se nel breve periodo la situazione appare ormai cristallizzata, con una totale assenza di irruzioni artiche imminenti, la vera complessità emerge analizzando il medio e lungo termine, dove i due principali super calcolatori mondiali seguono traiettorie predittive diametralmente opposte.
Il modello americano ipotizza infatti una possibile rottura dell’equilibrio attuale proprio verso l’ultima decade di gennaio, prefigurando un ritorno del crudo freddo invernale attraverso la discesa di masse d’aria polare capaci di riportare le temperature su standard consoni al calendario. Al contrario, la visione del centro europeo propende per la persistenza di un flusso zonale atlantico.
Questa seconda configurazione manterrebbe l’Italia in un contesto meteorologico estremamente dinamico e instabile, caratterizzato da frequenti passaggi perturbati e piogge, ma restando comunque all’interno di un regime termico piuttosto mite e privo di gelate significative.
Delineare con certezza l’evoluzione climatica delle prossime settimane rimane dunque un compito arduo, ma è bene sottolineare che non possiamo affatto parlare di un inverno ormai al tramonto. Gennaio rappresenta il cuore della stagione fredda e la storia climatica del nostro Paese insegna che i colpi di coda più intensi possono verificarsi anche in febbraio o all’inizio di marzo. In conclusione, risulta decisamente prematuro riporre negli armadi gli indumenti più pesanti.
Prima di decretare la fine della stagione del gelo o, al contrario, prepararci a una nuova offensiva invernale, sarà necessario attendere i prossimi aggiornamenti dei modelli matematici, poiché l’inverno ha ancora tutto il tempo necessario per tornare a farsi sentire con rinnovato vigore. (METEOGIORNALE.IT)
