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FREDDO e NEVE in Italia nelle prossime settimane: gli esperti analizzano un indice meteo

Freddo e neve nel mese di gennaio e febbraio? Ci possiamo appellare a una possibilità. A un indice meteo particolarmente importante. Si tratta

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Freddo e neve nel mese di gennaio e febbraio? Ci possiamo appellare a una possibilità. A un indice meteo particolarmente importante. Si tratta dell’amplificazione artica. In questo articolo andiamo ad analizzare di che cosa si tratta e quali sono le conseguenze che potrebbe portare nelle prossime settimane.

Un’analisi

Si tratta di un processo ben noto agli addetti ai lavori. Esso si verifica quando le regioni polari registrano temperature nettamente superiori alla media, alterando l’equilibrio termico tra il Polo e le aree temperate (le nostre, quindi). In Europa, in particolare, il settore del Polo Nord mostra spesso valori termici superiori alla norma. Con grande e disarmante facilità.

Negli ultimi anni, si è inoltre osservato un progressivo deficit di ghiaccio marino, con effetti particolarmente pronunciati sul lato europeo del Polo. Negli Stati Uniti e in Canada, questo scenario meteo si traduce in frequenti e intense ondate di aria fredda, collegate, secondo gli esperti, all’amplificazione artica.

L’amplificazione artica enfatizza le ondate di gelo negli Stati Uniti, anche se rimane comunque il Trend rivolto al riscaldamento.
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Marc Bruxelle | Dreamstime.com

Ulteriori approfondimenti

Parliamo di Jet Stream. Si tratta di un flusso d’aria ad alta quota, che scorre da ovest verso est e separa le masse di aria fredda polare da quelle più calde temperate. Per farla semplice, potremmo immaginarla nella seguente maniera. Una sorta di nastro trasportatore delle masse d’aria spiccatamente diverse tra di loro. Senza entrare troppo in dettagli tecnici, la velocità del Jet-Stream dipende dalla differenza di temperatura tra il Polo e l’Equatore.

Più grande è la divergenza, più il flusso risulta veloce e lineare, mantenendo le correnti fredde confinate alle alte latitudini. Quando il Polo si riscalda in proporzione (ovviamente in base alle temperature di quelle latitudini!) più rapidamente dei Tropici, come accade durante l’amplificazione artica, la differenza termica diminuisce. Ne consegue che il getto diventa più lento quindi le ondulazioni marcate.

Anche in Europa le nevicate potrebbero aumentare grazie all’amplificazione artica. Ma si tratterebbe sempre di episodi passeggeri, prima dell’arrivo di nuovi periodi miti.
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Ken Cole | Dreamstime.com

Situazioni di blocco

Queste ondulazioni possono provocare delle situazioni di blocco atmosferico. In Europa, negli ultimi anni, si è osservato un aumento della persistenza delle alte pressioni, fenomeno direttamente collegato all’amplificazione artica.

In inverno, sul bacino del Mediterraneo possono originarsi lunghe fasi di alta pressione e, successivamente, forti ondate di il tempo di stampo invernale. È quello che potrebbe succedere nel nostro Paese. Abbiamo avuto una prima parte di dicembre mite e anticiclonica, la seconda parte invece è stata molto più perturbata, e ora c’è freddo invernale in questi primi giorni di gennaio.

Il fenomeno può colpire casa nostra

Ovviamente nessuna parte dell’Europa è esclusa. Se una particolare ondulazione permette di far risalire aria calda tropicale che impedisce il ricambio atmosferico, genera periodi di tempo mite fuori stagione. Al contrario, se un’onda scende verso sud, permette all’aria artica di penetrare a latitudini insolite, come osservato nel Nord America.

L’ultima ondata di gelo che si può chiamare tale è stata nel febbraio 2021. È da quell’occasione che non abbiamo più vere e proprie colate gelide sul nostro paese. Sarà la volta buona nei prossimi periodi? Per adesso non si vedono condizioni meteo idonee, ma qualora ci fossero cambiamenti vi avvertiremmo sicuramente.

Credit

ECMWF

Global Forecast System del NOAA,

ICON

AROME

ARPEGE

IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change)

Copernicus Climate Change Service (C3S)

NASA Goddard Institute

American Meteorological Society

JMA –

WMO – World Meteorological Organization

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