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Home A Scelta dalla Redazione

Amplificazione Artica e Vortice Polare: due JOLLY per il meteo di Gennaio

Davide Santini di Davide Santini
29 Dic 2025 - 12:00
in A Scelta dalla Redazione, Ad Premiere, Meteo News
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ID 28602732 ©
Tomas1111 | Dreamstime.com

 

(METEOGIORNALE.IT) Le tendenze meteo per la prima metà di gennaio sono molto interessanti. Dato per certo che non ci sia un’alta pressione ostinata sul nostro paese, in questo articolo andiamo a vedere che cosa potrebbe accadere e soprattutto i motivi per cui possiamo stimare un gennaio abbastanza turbolento e un poco più freddo della media.

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Il freddo di lassù

Diamo uno sguardo a quello che accade alle altissime latitudini. L’Artico sta vivendo un riscaldamento accelerato, nettamente superiore a quello del resto del pianeta. Si tratta del cosiddetto hotspot climatico. In particolare, nella fattispecie delle zone artiche, prende la terminologia di Amplificazione Artica (trattato adeguatamente nei nostri articoli).

 

La caratteristica è che essa riduce il contrasto termico tra le alte e le basse latitudini. Ciò è fondamentale perché alimenta la Corrente a Getto. In parole povere, si tratta di un flusso di venti in quota che governa la circolazione atmosferica alle medie latitudini.

 

Quando la differenza di temperatura diminuisce essa perde velocità e diventa più ondulato. Invece di scorrere rapidamente da ovest verso est, inizia a formare ampie ondulazioni che tendono a bloccarsi. Le conseguenze sono evidenti: le configurazioni meteo diventano persistenti. Sempre sole, oppure sempre mitezza, o ancora precipitazioni praticamente incessanti. Diciamo che si passa da lunghe fasi stabili ad altrettante instabili.

 

Paradossalmente, il fatto che la zona artica si stia scaldando di più in inverno può permettere maggiori colate fredde alle medie latitudini. È importante però ricordare che non parliamo di certezze, ma semplicemente di probabilità.
ID 21561 ©
Anthony Hathaway | Dreamstime.com

 

Il cambio di scenario a cavallo dell’anno

È proprio questo meccanismo che potrebbe favorire un periodo più freddo in Europa. Dato per certo che parta il giorno 30 dicembre 2025 e duri almeno fino 5 gennaio 2026. L’anticiclone atlantico dovrebbe spingersi verso la Groenlandia. Non è una manovra casuale. Questo movimento aprirà la strada a una discesa di aria fredda di origine polare verso l’Europa centrale e il Mediterraneo orientale.

 

Questo potrebbe aprire a una vera e propria colata fredda. Anche se in una prima fase sarebbe spiccatamente secca quindi senza precipitazioni di rilievo. Non sarebbe occasione di nevicate diffuse. E soprattutto Bisognerà vedere con quale intensità coinvolgerà il nostro paese.

 

Gennaio più freddo della media? Per adesso non sembra anche perché le tendenze parlano di un mese molto mite. Ma ciò non toglie che ci siano, almeno nella sua prima metà, occasioni per gelo e neve a bassa quota.

 

Un gennaio più freddo della media?

Come al solito, dipende sempre con che cosa stiamo facendo il paragone. Se intendiamo gli ultimi gennai molto probabilmente sì. Se invece analizziamo come era il mese qualche decennio fa quasi sicuramente no. Al Nord si potrebbero verificare giornate gelide, con minime sotto zero anche in pianura e cieli spesso sereni ma pungenti.

 

Maggiore maltempo sulle adriatiche e neve a bassa quota, per via della disposizione delle Correnti da nord-est. Ricordiamo che un pattern meteo simile era piuttosto comune fino a qualche decennio fa. Così come avere intensa gelate e nevicate diffuse quasi a quote di pianura.

 

E come se non bastasse…

Eventuali disturbi del Vortice Polare, anche a livello stratosferico, potrebbero amplificare ulteriormente gli scambi meridiani e favorire l’arrivo di aria molto fredda dall’Europa orientale. Stiamo solo parlando di scenari meteo. Ma sono comunque molto interessanti. Potremmo escludere abbastanza a priori una prima metà di gennaio piatta e noiosa. Serviranno ovviamente ulteriori conferme per vedere se il prossimo mese sarà davvero sorprendente come una volta.

 

Credit

ECMWF

Global Forecast System del NOAA, 

ICON

AROME

ARPEGE

IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change)

Copernicus Climate Change Service (C3S)

NASA Goddard Institute

American Meteorological Society

https://www.nature.com/articles/s43247-022-00498-3 (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: adriaticheamplificazione articaanticiclone Atlanticoaria polarearticocambiamento climaticocolata freddacorrente a gettoeuropafreddogelogennaiohotspot climaticoinvernoItaliamaltempomediterraneometeoneveneve a bassa quotaprevisioni meteotendenze meteovortice polare
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Davide Santini

Davide Santini

Davide Santini, laureato magistrale in Fisica. Ha effettuato una tesi triennale con il professor Vincenzo Levizzani sui temporali, sulla loro suddivisione e sui fenomeni più violenti. Ha poi approfondito la tesi magistrale, con il professor Maugeri e il professor Miglietta, analizzando la correlazione tra aumento termico della temperatura estiva e probabilità di promontori di alta pressione di matrice subtropicale. Ha collaborato e collabora tuttora con Nimbus, la rivista di meteorologia italiana. Collabora dal 2018 per diverse testate meteorologiche italiane (5 in totale) e in particolare ha una esperienza quinquennale con il sito web Meteo Giornale. Tratta numerose tematiche, tra le quali previsioni a breve, medio e lungo termine; climatologia; cambiamenti climatici; etica ambientale. È esperto di analisi modellistica, di tendenze a lungo termine e analisi di radiosondaggi e profili termici verticali dell'atmosfera. È inoltre insegnante rinomato, dove prepara gli studenti delle superiori e dell'università, idoneo a trattare concorsi pubblici e privati, con professionalità e impegno.

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