
(METEOGIORNALE.IT) La neve non smette di cadere. Mentre il resto del mondo osserva distrattamente le previsioni stagionali, la città di Sapporo si è ritrovata letteralmente sepolta sotto una coltre bianca che non ha lasciato scampo a trasporti e logistica. Quasi un muro di ghiaccio, impalpabile ma pesantissimo, che ha paralizzato l’intera Isola di Hokkaido. Diciamolo, nessuno si aspettava una tale intensità in un lasso di tempo così ridotto, nonostante queste terre siano abituate a convivere con il gelo più crudo.
A Sapporo, nel cuore del Giappone settentrionale, la situazione è diventata critica durante la giornata di Domenica 25 Gennaio 2026. I dati forniti dalla JMA non lasciano spazio a interpretazioni, in sole ventiquattr’ore sono caduti ben 54 centimetri di neve fresca. Si tratta del valore più alto mai registrato per il mese di Gennaio da quando sono attivi i sistemi di rilevamento digitale, ovvero dalla fine degli anni Novanta. Insomma, un evento che definire eccezionale non è affatto un’esagerazione giornalistica. Chi si trovava in strada ha dovuto fare i conti con una visibilità ridotta a pochi metri, avvolto in un silenzio ovattato interrotto solo dal rumore delle pale e dei mezzi di soccorso.
Ma cosa ha scatenato questo finimondo bianco? La colpa, se così vogliamo chiamarla, è di un sistema di bassa pressione particolarmente profondo situato sul Mar del Giappone. Questo vortice ha richiamato masse d’aria gelida direttamente dalle steppe siberiane, caricate di umidità durante il passaggio sul mare. Quando queste nuvole si scontrano con i rilievi della Prefettura di Hokkaido, scaricano tutto il loro peso sotto forma di Bufere di Neve incessanti. È l’effetto del cosiddetto sea-effect snow, che quest’anno sembra voler battere ogni primato precedente. In effetti, non è solo la città a soffrire, in alcune aree della Prefettura di Aomori si sono misurati accumuli che sfiorano i 4,7 metri di altezza.
L’aeroporto internazionale di New Chitose è diventato il simbolo di questa emergenza. Circa 7.000 persone sono rimaste bloccate, trascorrendo la notte tra i corridoi e le sale d’attesa, in attesa di un volo che non sarebbe mai decollato. I treni? Completamente fermi. I bus? Cancellati a causa del rischio di incidenti stradali.
È stato un vero e proprio blocco totale che ha messo a dura prova la leggendaria efficienza dei trasporti del Giappone. Eppure, nonostante i disagi e le lunghe code per un taxi, la popolazione locale mantiene quella calma stoica che la contraddistingue, anche se l’accumulo complessivo al suolo ha superato i 112 centimetri in alcune zone urbane.
Questa fase della stagione sta mostrando il lato più estremo del Clima, con un Vortice Polare che sembra aver deciso di fare una sosta prolungata sull’Asia orientale. Forse dovremmo chiederci se queste anomalie non siano ormai la nuova norma, inserite in un contesto di Cambiamento Climatico che estremizza ogni fenomeno. Ma per ora, tra i vicoli di Sapporo, la preoccupazione principale resta quella di liberare gli ingressi delle case prima della prossima perturbazione. La neve, bellissima da guardare dietro un vetro, sa diventare una prigione molto fredda quando decide di non fermarsi più.
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