Piove da ore su molte città del Sud Italia, soprattutto su Calabria, Sicilia e Sardegna, complice la presenza di un ciclone molto ben organizzato tra il nostro Stivale e le coste nordafricane. Il minimo barico di questo complesso vortice depressionario è situato sul Canale di Sardegna e qui giacerà per almeno 36 ore, contribuendo a una severa fase di maltempo su gran parte del Meridione.
Gli accumuli pluviometrici sono già davvero abbondanti sulla Calabria ionica e sulla Sicilia orientale, dove si sfiorano i 150 mm a ridosso delle montagne. Tuttavia siamo ancora agli inizi di questa ondata di maltempo, che raggiungerà l’apice nel corso di martedì 20 gennaio.
Perché il ciclone sta diventando così pericoloso
Sul bordo orientale del ciclone si innalza un flusso umidissimo di Scirocco proveniente dal Mar Libico, il quale attraversa tutto il Mediterraneo fino a raggiungere il Canale di Sicilia in seno a venti superiori agli 80 km/h. Tutta questa umidità inevitabilmente va a sbattere sul Meridione, soprattutto sulle catene montuose della Sicilia e della Calabria, contribuendo a un effetto sbarramento di grossa portata.
L’effetto sbarramento, altresì noto come effetto stau, costringe la massa d’aria umida a salire di quota per superare la catena montuosa e questo permette una improvvisa condensazione dell’umidità qui presente, la quale si tramuta in grossi cumulonembi ricchi di precipitazioni.
Le zone dove pioverà di più
In montagna, dunque, sono in azione le piogge più intense rispetto ai territori collinari e pianeggianti. Nel corso di questo martedì gli accumuli più significativi saranno presenti proprio a ridosso delle montagne, specie sulla Sila, sull’Aspromonte, sulle Madonie e sull’Etna, dove si prevedono accumuli vertiginosi ed eccezionali.
Picchi di pioggia più elevati attesi:
- Oltre 300 mm tra Reggino e Catanzarese ionico
- Oltre 400 mm sui rilievi del Catanese e del Messinese ionico
- Tra 200 e 300 mm sulla Sardegna orientale (Nuorese, Ogliastra, Cagliaritano)
- Oltre 100 mm sulla Basilicata ionica, in particolare nel Metapontino
La quarta regione che rientrerà nel forte maltempo sarà dunque la Basilicata ionica, dove cadranno presumibilmente oltre 100 mm di pioggia a ridosso dei rilievi.
Rischi anche a valle e lungo le coste
Sia chiaro: non andrà sottovalutata la pioggia nemmeno sulle pianure e sulle colline, dove cadranno diffusamente tra 50 e 150 mm di pioggia. Tuttavia, le enormi quantità d’acqua che si riverseranno sulle montagne potrebbero causare parecchi disagi anche a valle e sui litorali, dove troviamo le foci di fiumi e torrenti.
Le imponenti mareggiate e i fortissimi venti di Scirocco andranno inoltre a rallentare il naturale riversamento delle acque in mare, ponendo le basi per ulteriori allagamenti e disagi lungo le aree costiere più esposte.
Fonti e modelli utilizzati
Per analizzare l’evoluzione di questo ciclone al culmine, ho consultato gli ultimi aggiornamenti dei principali centri meteo internazionali, in particolare il modello GFS del NOAA (https://www.ncep.noaa.gov), il Centro Europeo ECMWF (https://www.ecmwf.int) e i prodotti ufficiali NOAA (https://www.noaa.gov), fondamentali per la valutazione degli accumuli pluviometrici, dei venti di Scirocco e della persistenza del minimo depressionario.
