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Cโรจ qualcosa di profondamente diverso rispetto al passato nel modo in cui lโinverno che viviamo ai giorni dโoggi, quasi come se la stagione avesse perso quella sua antica autoritร . Molti di noi ricordano bene le settimane di gelo (specie al Nord Italia) di una volta, quelle giornate di Gennaio in cui lโaria sembrava cristallizzarsi e il cielo restava di un azzurro terso ma gelido per giorni. Poi arrivava la neve alla prima perturbazione atmosferica, e tutto ciรฒ non era casuale, anzi, occasionale come succede oggi, ma regolare. Ovviamente, al Nord Italia su quel cuscinetto freddo della Valle Padana.
Quella che descrivo non รจ solo una sensazione nostalgica, lo dicono i dati. Siamo in una fase climatica nota a tutti come cambiamento climatico, con il riscaldamento del Pianeta, e da piรน parti giungono notizie di eventi meteo estremi.
La macchina del clima europeo sta cambiando marcia e uno dei pezzi pregiati di questo ingranaggio, il cosiddetto Blocco scandinavo, sembra essersi inceppato o, per dirla meglio, fatica a trovare il suo spazio in un Mondo che corre sempre piรน veloce verso il Riscaldamento Globale.
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Negli ultimi anni, diversi studi hanno cercato di capire perchรฉ quelle configurazioni atmosferiche che un tempo portavano il vero inverno in Italia e nel resto dโEuropa siano diventate cosรฌ rare. Il problema non รจ solo che fa piรน caldo, ma che รจ cambiata proprio la sinottica atmosferica delle correnti sopra le nostre teste. Parliamo di pattern complessi, di movimenti dโaria che decidono se una perturbazione deve passare sopra le Alpi o se invece deve restare confinata nellโOceano Atlantico.
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Lo Scandinavian Blocking, che per comoditร chiameremo spesso Scand+, era il protagonista indiscusso di queste dinamiche. Quando si formava, agiva come una sorta di muro invisibile posizionato sopra la Scandinavia, capace di deviare le correnti miti e umide verso latitudini diverse e permettendo allโaria gelida russa di dilagare verso il cuore del continente. Insomma, era la garanzia del grande freddo.
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La fragilitร dei nuovi Inverni europei
Un punto di svolta nella comprensione di questi fenomeni รจ arrivato con un importante lavoro di ricerca pubblicato nel 2018 da Woollings e dai suoi collaboratori sulla prestigiosa rivista Nature Climate Change. Il titolo originale del paper, Blocking and its response to climate change, dice giร molto. Gli studiosi hanno osservato che il cambiamento dei trend climatici sta influenzando direttamente la frequenza e la durata di questi blocchi. Nello specifico, si nota una preoccupante riduzione delle condizioni di base che permettono a queste alte pressioni di stabilizzarsi. Diciamolo chiaramente, il Blocco scandinavo oggi รจ diventato un pattern meno robusto e decisamente piรน fragile rispetto ai blocchi che vediamo formarsi con piรน frequenza nellโOceano Atlantico.
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Woollings ha evidenziato come lโaumento del background zonale, ovvero quella spinta costante delle correnti da ovest verso est, stia erodendo la capacitร dellโaria di fermarsi e ristagnare. Immaginate un fiume in piena che scorre cosรฌ forte da non permettere la formazione di gorghi o zone di calma lungo le sponde, ecco, lโatmosfera si sta comportando in modo simile. Questa accelerazione porta a quello che i tecnici chiamano wave breaking rapido, una rottura prematura delle onde atmosferiche che costringe il sistema a migrare velocemente verso regimi transitori. Invece di avere settimane di freddo stabile, ci ritroviamo con brevi comparsate gelide seguite da repentine scaldate. ร un poโ come se lโinverno avesse il fiato corto.
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Il ruolo del Jet Stream
Ma non finisce qui, perchรฉ la faccenda si complica se guardiamo a come si muove il grande fiume dโaria che circonda il Polo Nord. Nel 2020, un altro studio di rilievo firmato da B. J. Harvey e pubblicato su riviste specializzate ha analizzato la risposta delle traiettorie delle tempeste e dei jet streams nellโemisfero nord. Analizzando i modelli climatici piรน avanzati, come CMIP5 e CMIP6, รจ emerso un dato piuttosto inquietante per gli amanti della neve. Il jet stream, ovvero quella corrente a getto che governa il tempo alle nostre latitudini, tende a diventare piรน rettilineo. Quando la corrente scorre dritta e veloce, non riesce a formare quelle ampie curve, o meandrizzazioni, che sono fondamentali per pescare lโaria fredda dal Polo Nord e trascinarla fin sulle coste della Sicilia o in Spagna.
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Insomma, la tendenza รจ verso un flusso piรน zonale e meno disturbato. Manca quella amplificazione delle onde planetarie che una volta vedevamo con regolaritร . Senza questi meandri, il Vortice Polare resta spesso chiuso in se stesso, compatto e gelosissimo del suo freddo, lasciando le zone temperate a gestire un piattume meteorologico fatto di nebbie o correnti atlantiche. Cโรจ una sorta di perdita di dinamicitร , una semplificazione dei pattern che rende le stagioni meno variegate e piรน prevedibili nella loro monotonia calda.
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La realtร dei fatti
Tuttavia, bisogna fare attenzione a non cadere in conclusioni troppo affrettate o, peggio, in narrazioni distorte. Quando si discute della minore ricorrenza di queste situazioni favorevoli al freddo, occorre essere cristallini per non prestare il fianco a chi, al primo fiocco di neve in Piazza Duomo a Milano, grida al complotto climatico o al negazionismo. Minore frequenza non significa assolutamente scomparsa. Il fatto che il Blocco scandinavo sia meno persistente o piรน raro non toglie che possa manifestarsi ancora con violenza. Anzi, paradossalmente, in un contesto di Riscaldamento Globale, quando questi pattern si attivano possono dare vita a eventi estremi proprio perchรฉ trovano unโatmosfera carica di energia e umiditร .
Lโinverno non รจ morto, ha solo cambiato abitudini. La persistenza che un tempo caratterizzava le ondate di gelo degli anni sessanta o ottanta รจ oggi un ricordo, ma gli elementi che portano alla formazione dello Scand+ sono ancora presenti nel sistema, anche se devono combattere contro una corrente a getto che spinge come mai prima dโora. ร una lotta tra titani invisibili sopra le nostre teste. Ogni tanto il blocco riesce ancora a imporsi, magari per pochi giorni, regalandoci quellโillusione di normalitร stagionale che tanto ci rassicura, prima che la modernitร climatica riprenda il sopravvento.
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In effetti, osservare lโevoluzione di questi fenomeni รจ diventato quasi un esercizio di pazienza per i meteorologi di tutto il mondo. La sfida non รจ solo prevedere se pioverร domani in Sardegna, ma capire come queste macro-tendenze influenzeranno la vita quotidiana, lโagricoltura e le riserve idriche di intere nazioni in Europa.
Il clima non รจ un monolite, รจ un organismo vivo che reagisce alle sollecitazioni umane in modi che stiamo appena iniziando a decodificare del tutto. Ci aspetta un futuro di inverni diversi, forse meno bianchi ma certamente non meno complessi da interpretare. Dobbiamo imparare a leggere tra le righe di unโatmosfera che sembra aver fretta di cambiare, senza dimenticare che la natura ha sempre in serbo qualche sorpresa, anche quando tutto sembra indicare una direzione univoca.
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Ed ecco che le proiezioni meteo climatiche per le prossime settimane confermano che lโenergia disponibile potrebbe attivare eventi meteo estremi. Il freddo proveniente dalla Siberia, anche se con una durata probabilmente piรน breve rispetto al passato, potrebbe tornare a interessare lโEuropa e lโItalia, portando di conseguenza anche la neve. Poichรฉ nellโatmosfera รจ presente energia in eccesso, le precipitazioni, laddove si manifesteranno, potrebbero risultare furiose, ovvero estreme, con accumuli persino record in alcune localitร .
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Le proiezioni meteo e il ritorno del gelo
La Penisola di Kamchatka, situata nellโestremo oriente della Russia, รจ stata recentemente colpita da un tremendo uragano di neve che ha accumulato decine di metri di coltre bianca a ridosso dei condomini di cittร e villaggi. La furia degli elementi ha letteralmente seppellito le auto e gli alberi delle vie cittadine. Solo qualche settimana fa, a Juneau, in Alaska, si รจ verificata una serie di nevicate da record che hanno causato lโaffondamento di numerose imbarcazioni nel porto. Negli scorsi giorni, inoltre, si รจ abbattuta una pioggia alluvionale con 230 millimetri di acqua caduta in soli due giorni sopra lo strato nevoso.
Lโinverno estremo
Anche la cittร di Mosca, in Russia, sta lottando contro un inverno estremamente nevoso. Nella capitale russa la quantitร di neve media annuale, nellโultimo decennio, รจ piรน che raddoppiata. Allo stesso tempo, nel medesimo periodo, ha quasi smesso di nevicare in Italia in molte localitร , un fenomeno che si รจ ripetuto in diverse aree dellโEuropa. Tuttavia, in questo Inverno si stanno osservando eventi meteo nuovi. La stagione รจ ancora giovane, ci troviamo infatti appena a metร del percorso, e Febbraio รจ storicamente il mese piรน instabile, persino un poโ cattivello, per cosรฌ dire.
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Credit
- Nature Climate Change: Blocking and its response to climate change
- Journal of Climate: The Response of the Northern Hemisphere Storm Tracks
- ScienceDirect: Atmospheric blocking and global warming impacts
- AGU โ Journal of Geophysical Research: Jet stream variability and climate trends
- Royal Meteorological Society: Dynamics of Scandinavian blocking patterns
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