METEO GIORNALE
    Facebook X-twitter Instagram Rss
    • Home
    • Previsioni Meteo
    • Cronaca Meteo
    • Mappe
    • Diretta Meteo
    • Magazine
    • Viaggi
    • Old news
    • Chi siamo
    • Contatti
    Font ResizerAa
    METEO GIORNALE METEO GIORNALE
      Search
      • Home
      • Previsioni Meteo
      • Cronaca Meteo
      • Mappe
      • Diretta Meteo
      • Magazine
      • Viaggi
      • Old news
      • Chi siamo
      • Contatti
      Follow US
      Home ยป Blocco in Scandinavia avvia un nuovo evento di acuto freddo polare
      A La notizia del giornoA Scelta dalla RedazioneMeteo NewsZoom

      Blocco in Scandinavia avvia un nuovo evento di acuto freddo polare

      Freddo e perturbazioni in arrivo: l'evoluzione meteo fino a inizio Febbraio

      Federico De Michelis
      Federico De Michelis
      Pubblicato: 19/01/2026
      Condividi
      12 Min Lettura
      Condividi
      Seguici su Google
      Aria polare e ciclone mediterraneo.

      Qualcosa si sta muovendo sullo scacchiere atmosferico europeo. Lโ€™analisi delle ultime proiezioni del modello GFS evidenzia un quadro meteorologico in trasformazione, con cambiamenti significativi attesi tra la fine di Gennaio e lโ€™inizio di Febbraio 2026. Parliamo di scenari ancora soggetti a conferma, va detto subito, perchรฉ la volatilitร  dei modelli matematici a medio termine resta elevata. Eppure, alcuni segnali meritano attenzione.

      Contents
        • Il quadro sinottico europeo: alta pressione e irruzioni fredde
        • La svolta fredda a fine mese: scenario da confermare
        • Precipitazioni: dove e quando pioverร 
        • Il vento: fasi di burrasca sul Mediterraneo
        • Il contesto globale: Vortice Polare in evoluzione
      • Scenari per lโ€™Italia: cosa aspettarsi
        • Lโ€™evoluzione verso Febbraio: le ipotesi a lungo termine
        • Conclusione: un inverno che torna a farsi sentire
        • Credit:

      ย 

      Il quadro sinottico europeo: alta pressione e irruzioni fredde

      Partiamo dallโ€™Europa. La situazione di partenza vede un vasto campo anticiclonico disteso dalla Scandinavia verso la Russia, con valori di pressione al suolo che superano i 1020 hPa su vaste aree del continente. Una configurazione che, in linguaggio tecnico, definiamo di blocco scandinavo: lโ€™anticiclone funge da scudo, deviando le perturbazioni atlantiche verso latitudini piรน settentrionali oppure costringendole a scorrere lungo il Mediterraneo.

      Lโ€™analisi delle temperature a 850 hPa, ovvero circa 1500 metri di quota, mostra per Mercoledรฌ 21 Gennaio valori compresi tra 0ยฐC e +4ยฐC sullโ€™Italia centro-settentrionale, leggermente piรน miti al meridione. Niente di particolarmente rigido, insomma. Ma la situazione รจ destinata a evolvere.

      Verso Lunedรฌ 26 Gennaio il modello prospetta un deciso cambiamento. Unโ€™irruzione di aria fredda dalla Scandinavia si riverserebbe verso lโ€™Europa centrale e orientale, con temperature a 850 hPa in calo fino a -8ยฐC sulla Germania orientale e fino a -12ยฐC sulla Polonia. Il cuore dellโ€™aria gelida si posizionerebbe tra Baltico e Russia occidentale, con isoterme a -16ยฐC che lambirebbero la Bielorussia.

      E lโ€™Italia? Sarebbe parzialmente coinvolta, ma la barriera alpina e la persistenza di un promontorio anticiclonico sul Mediterraneo occidentale potrebbero limitare lโ€™afflusso freddo alle regioni settentrionali e allโ€™alto Adriatico. Parliamo di temperature a 850 hPa intorno ai -4ยฐC sulla Pianura Padana e attorno allo zero sul Centro. Valori tipicamente invernali, diciamolo, senza eccessi particolari.

      ย 

      La svolta fredda a fine mese: scenario da confermare

      Ma รจ guardando verso Sabato 31 Gennaio che le mappe si fanno piรน interessanti, e anche piรน incerte. Il GFS disegna unโ€™intensificazione del flusso freddo continentale, con un possibile affondo dellโ€™aria artica verso il Mediterraneo centrale. Le temperature a 850 hPa scenderebbero a -6ยฐC sulla Val Padana, -4ยฐC sul Centro e valori prossimi allo zero anche sulla Sicilia settentrionale.

      Un raffreddamento marcato, questo sรฌ. Tuttavia, bisogna mantenere la dovuta cautela: parliamo di proiezioni a dodici giorni di distanza, un orizzonte temporale in cui lโ€™affidabilitร  dei modelli crolla drasticamente. Lโ€™esperienza insegna che scenari cosรฌ estremi tendono a essere ridimensionati, modulati, a volte completamente ribaltati nelle corse successive.

      Ciรฒ che sembra piรน robusto รจ la tendenza generale: un raffreddamento progressivo della massa dโ€™aria sullโ€™Europa centrale durante lโ€™ultima decade di Gennaio, con possibili ripercussioni anche sullโ€™Italia. La tempistica e lโ€™intensitร  restano perรฒ da definire.

      ย 

      Precipitazioni: dove e quando pioverร 

      Lโ€™aspetto precipitativo merita unโ€™analisi separata. Le mappe relative allโ€™Italia mostrano un quadro differenziato e, come sempre accade in meteorologia, fortemente dipendente dai dettagli della circolazione atmosferica.

      Per Mercoledรฌ 21 e Giovedรฌ 22 Gennaio il modello indica precipitazioni concentrate principalmente sul basso Adriatico e sullo Ionio, con accumuli nelle 24 ore che potrebbero raggiungere i 30-40 millimetri sulla Puglia meridionale e sulla Calabria ionica. Fenomeni intensi sono previsti anche sulla Grecia occidentale, dove gli accumuli potrebbero superare i 100 millimetri. Un sistema perturbato, dunque, che scorrerebbe lungo il fianco orientale della penisola, alimentato da correnti meridionali umide e instabili.

      Il Nord e il Centro resterebbero in gran parte al riparo, con precipitazioni deboli e sparse limitate alle Alpi orientali e allโ€™alto Adriatico. La Sardegna vedrebbe solo qualche piovasco isolato sulla costa orientale.

      Verso Lunedรฌ 26 e Martedรฌ 27 Gennaio lo scenario cambierebbe. Lโ€™arrivo di aria piรน fredda da nord favorirebbe la formazione di un minimo depressionario sul Tirreno centrale, con precipitazioni diffuse su gran parte dellโ€™Italia. I quantitativi piรน significativi, secondo le proiezioni attuali, interesserebbero la Sardegna occidentale, con 30-40 millimetri in 24 ore, e il versante tirrenico del Centro-Sud.

      Attenzione anche alla neve. Con le temperature in calo, la quota neve potrebbe abbassarsi fino a 800-1000 metri sullโ€™Appennino centro-settentrionale, localmente anche piรน in basso nelle ore notturne. Sulle Alpi la neve scenderebbe fin verso i 600-700 metri, con accumuli consistenti oltre i 1500 metri.

      ย 

      Il vento: fasi di burrasca sul Mediterraneo

      Lโ€™analisi del campo di vento a 10 metri evidenzia alcune fasi particolarmente ventose. Per Mercoledรฌ 21 Gennaio il modello indica raffiche sostenute sullo Ionio, con velocitร  medie superiori ai 50-60 km/h e picchi che potrebbero raggiungere i 100 km/h nelle aree piรน esposte. Il libeccio soffierebbe con intensitร  sul basso Tirreno, mentre la tramontana rinforzerebbe lungo lโ€™Adriatico centro-meridionale.

      Ma รจ verso Lunedรฌ 26 Gennaio che le condizioni potrebbero farsi piรน impegnative. Lโ€™approfondimento del minimo sul Mediterraneo occidentale genererebbe venti di scirocco e libeccio fino a 70-80 km/h sul Tirreno, mentre maestrale e tramontana imperverserebbero sulla Sardegna e sul Mar Ligure. Una giornata decisamente da bollino rosso per la navigazione, insomma.

      ย 

      Il contesto globale: Vortice Polare in evoluzione

      Per comprendere meglio questi scenari occorre allargare lo sguardo alla scala emisferica. Il Vortice Polare, quella vasta circolazione ciclonica che avvolge le regioni artiche durante lโ€™inverno, sta attraversando una fase di instabilitร . Le ultime analisi mostrano un riscaldamento stratosferico in atto, quello che i meteorologi chiamano Stratospheric Warming Event, destinato a indebolire la circolazione polare nelle prossime settimane.

      Quando il Vortice Polare si destabilizza, le masse dโ€™aria artica tendono a fuoriuscire verso le medie latitudini. รˆ un meccanismo ben noto, responsabile di alcune delle ondate di freddo piรน intense degli ultimi decenni sia in Nord America che in Europa. Non a caso, proprio negli Stati Uniti e in Canada sono previste condizioni di freddo intenso per la seconda metร  di Gennaio, con temperature anche 15-20 gradi sotto la media.

      Lโ€™Europa potrebbe essere coinvolta da questo pattern, ma con modalitร  e tempistiche ancora incerte. Lโ€™Oscillazione Artica, un indice che misura la forza del Vortice Polare, mostra segnali di passaggio a fase negativa tra fine Gennaio e inizio Febbraio. Una configurazione che storicamente favorisce irruzioni fredde continentali sul nostro continente.

      ย 

      Scenari per lโ€™Italia: cosa aspettarsi

      Ricapitolando, le proiezioni attuali suggeriscono per lโ€™Italia una prima parte della settimana relativamente tranquilla, con temperature nella norma o leggermente superiori al Centro-Sud e qualche disturbo limitato allโ€™estremo meridione.

      A partire dal weekend del 25-26 Gennaio le cose dovrebbero cambiare. Un peggioramento piรน organizzato interesserebbe la penisola, con precipitazioni diffuse e un primo calo termico. Ma รจ verso fine mese che potrebbe concretizzarsi la fase piรน interessante, quella fredda vera e propria, con nevicate a quote collinari sullโ€™Appennino e temperature sotto media su gran parte del territorio.

      Dobbiamo perรฒ ribadirlo con forza: si tratta di tendenze, non di certezze. I modelli matematici, pur sofisticati, mostrano una dispersione elevata oltre i 7-8 giorni di proiezione. Piccole variazioni nelle condizioni iniziali possono produrre risultati molto diversi. รˆ il famoso effetto farfalla di cui parlava Lorenz, in fondo, tradotto in chiave meteorologica.

      Nei prossimi giorni sarร  fondamentale seguire lโ€™evoluzione delle emissioni modellistiche per affinare la previsione. Lโ€™inverno, quello vero, potrebbe essere appena dietro lโ€™angolo. Oppure no. Ma questa, dopotutto, รจ la bellezza della meteorologia: lโ€™incertezza come compagna costante, la sorpresa sempre possibile.

      ย 

      Lโ€™evoluzione verso Febbraio: le ipotesi a lungo termine

      Spingersi oltre, verso i primi giorni di Febbraio 2026, significa addentrarsi nel territorio dellโ€™alta incertezza. Tuttavia, alcuni elementi meritano di essere menzionati.

      Il pattern generale suggerito dai modelli indica una possibile persistenza delle condizioni fredde sullโ€™Europa centro-orientale, con lโ€™anticiclone scandinavo-russo che manterrebbe una posizione dominante. In questo contesto lโ€™Italia si troverebbe sul bordo occidentale del blocco freddo, in una zona di transizione dove si alternerebbero fasi piรน miti, legate allโ€™ingresso di perturbazioni atlantiche, e fasi piรน fredde, quando lโ€™aria continentale riuscirebbe a scavalcare le Alpi.

      Le mappe delle precipitazioni per i primi di Febbraio mostrano un Mediterraneo centrale piuttosto attivo, con ciclogenesi frequenti sul Tirreno e precipitazioni diffuse sullโ€™Italia. La quota neve resterebbe bassa, almeno secondo le proiezioni attuali, con possibilitร  di fiocchi fino in collina su Toscana, Umbria e Marche.

      Ma ripeterlo ancora una volta non guasta: queste sono ipotesi di lavoro, scenari probabili ma tuttโ€™altro che certi. Il modello GFS, per quanto affidabile, non รจ infallibile. E a distanze temporali superiori ai dieci giorni ogni previsione va presa con le molle.

      ย 

      Conclusione: un inverno che torna a farsi sentire

      Lโ€™analisi delle proiezioni modellistiche dipinge dunque un quadro di trasformazione per il comparto italiano. Dopo settimane di tempo relativamente mite e stabile, lโ€™ultima decade di Gennaio potrebbe segnare un cambio di passo, con lโ€™arrivo di condizioni piรน prettamente invernali.

      Non parliamo di eventi eccezionali, sia chiaro. Ma di un ritorno alla normalitร  stagionale, quella che prevede freddo, neve in montagna e qualche episodio perturbato anche in pianura. Un inverno che torna a farsi sentire, dopo un avvio fin troppo timido.

      Seguiremo lโ€™evoluzione con gli aggiornamenti dei prossimi giorni, pronti a correggere il tiro se, come spesso accade, i modelli cambieranno idea. Perchรฉ in meteorologia, lโ€™unica certezza รจ che nulla รจ mai davvero certo.

      ย 

      Credit:

      • European Centre for Medium-Range Weather Forecasts (ECMWF)
      • NOAA National Centers for Environmental Information โ€“ Global Forecast System
      • Atmospheric and Environmental Research (AER) โ€“ Arctic Oscillation Blog
      • Severe Weather Europe โ€“ Long Range Forecasts
      • World Meteorological Organization (WMO)
      Seguici su Google
      TAG:anticiclone scandinavoirruzione freddamodello GFSneve appenninoperturbazione Mediterraneotemperatura 850 hPavortice polare
      Condividi questo articolo
      Facebook Whatsapp Whatsapp LinkedIn Reddit Telegram Threads Copy Link

      MeteoGiornale.it รจ un portale di divulgazione meteorologica attivo dal 2000, fondato sullโ€™esperienza maturata online fin dal 1996 nel settore dellโ€™informazione meteo.

      Link veloci
      • Chi siamo
      • Contatti
      • Privacy Cookie
      • Chi siamo
      • Contatti
      • Privacy Cookie
      Seguici
      Facebook X-twitter Instagram Rss

      Credit immagini:ย le immagini utilizzate su questo sito sono con licenza e copyright di Adobe Stock, Canva, Shutterstock, Dreamstime e Freepik.

      ยฉ 2026 - Innovazione Scienza S.r.l. unipersonale P.IVA/C.F. 10463560960- Milano (MI)

      Welcome Back!

      Sign in to your account

      Username or Email Address
      Password

      Lost your password?