
(METEOGIORNALE.IT) Le tendenze meteo a lungo termine sono chiare. Il quadro atmosferico europeo continuerà a essere dominato da una forte instabilità. Il motivo è semplice. Totale assenza di strutture anticicloniche solide e durature capaci di garantire condizioni di tempo stabile sul nostro Paese. Se è vero che potrebbe fare una veloce comparsa l’alta pressione, da quell’altro non cambierebbe la situazione in atto.
Il quadro generale
Le perturbazioni atlantiche, alimentate da un flusso occidentale particolarmente attivo (quasi di stampa autunnale), riusciranno a muoversi veramente con facilità verso il Mediterraneo centrale. E stavolta L’Italia sarà presa in pieno. Questo pattern meteo favorirà il ripetersi di fasi di maltempo distribuite sull’intera Penisola. Anche se, come possiamo vedere dall’immagine che vi mostriamo qui sotto, non saranno precipitazioni uniformi.

Cosa aspettarci
Tanto maltempo. Questo oramai pare chiaro a tutti. Le precipitazioni risulteranno diffuse e in diversi casi anche di forte intensità, con un coinvolgimento più marcato delle regioni settentrionali e di quelle tirreniche. Ovviamente, grazie alla prevalenza di flussi occidentali, le regioni più a oriente sentiranno meno gli effetti. Si chiama ombra pluviometrica. Le precipitazioni tendono a svanire quando vengono fermate dalla catena montuosa. In questo caso si tratta degli Appennini.

Quando ci sarà la fine del maltempo?
Abbiamo già detto che tra il 4 e il 6 febbraio potrebbe esserci una pausa. Ma si tratta di qualcosa di abbastanza effimero. Non possiamo parlare di fine del maltempo. Quello che è curioso è che viviamo sempre di estremi meteo. O si passa da inverni totalmente anticiclonici e con pochissimi precipitazioni. O si passa a stagioni estremamente piovose, con poche opportunità di neve a bassa quota ma, al tempo stesso, tantissima in montagna. E sarà così anche questo 2026. Pare proprio che le precipitazioni saranno enormemente al di sopra della media del periodo per diverso tempo.
Credits
L’articolo è stato redatto analizzando attentamente i run dei modelli meteo seguenti e rieditati dall’autore: ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE (METEOGIORNALE.IT)
