
(METEOGIORNALE.IT) La frana di Niscemi non si ferma, tutt’altro. La notizia sta assumendo contorni critici e drammatici, tanto da risaltare come una delle emergenze più gravi degli ultimi anni in Sicilia e, secondo gli ultimi aggiornamenti, il fenomeno è tutt’altro che concluso.
Frana di Niscemi senza più larga
Il movimento franoso, attivatosi dopo giorni di piogge eccezionalmente intense, continua a interessare l’intero versante collinare su cui sorge parte dell’abitato, con arretramenti del ciglio, crepe sempre più evidenti e un progressivo scivolamento di grandi volumi di terreno verso valle. La situazione è seguita ora per ora dalla Protezione Civile, che ha confermato come il dissesto sia ancora in evoluzione e potenzialmente capace di nuovi improvvisi acceleramenti.
Evacuazioni in aumento e quartieri isolati
Le evacuazioni hanno superato quota 1.500 persone, molte delle quali difficilmente potranno rientrare nelle proprie abitazioni. Interi quartieri sono stati dichiarati zona rossa e alcune case risultano ormai strutturalmente compromesse. Il fronte della frana si estende per diversi chilometri e in alcuni punti il terreno ha letteralmente “strappato” strade, sottoservizi e fabbricati, restituendo l’immagine di un paese sospeso sul vuoto.
Sul posto si sono recati rappresentanti del Governo e la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha effettuato un sopralluogo dall’alto per valutare direttamente l’entità del disastro e coordinare gli interventi emergenziali.

Perché la frana di Niscemi è così pericolosa
Dal punto di vista geologico, quanto sta accadendo a Niscemi non è affatto casuale. L’area è caratterizzata da terreni argillosi e marnosi, materiali che tendono a comportarsi come una vera e propria “spugna” quando vengono saturati dall’acqua.
In presenza di piogge persistenti, come quelle registrate negli ultimi giorni:
- l’argilla perde rapidamente coesione
- aumenta il proprio peso
- si riduce drasticamente l’attrito interno
favorendo lo scivolamento lungo superffici di debolezza già presenti nel sottosuolo.
Non a caso Niscemi è storicamente nota per la sua instabilità geomorfologica: episodi di dissesto erano già documentati nei secoli passati e anche in tempi più recenti, segno che l’intero versante è soggetto a lenti ma continui movimenti gravitativi.
Il rischio di una frana lenta ma irreversibile
Un ulteriore elemento di fragilità è rappresentato dalla morfologia del territorio, con un abitato costruito su un altopiano che degrada bruscamente verso la piana sottostante. In queste condizioni, una frana non si manifesta come un singolo crollo improvviso, ma come un fenomeno complesso e progressivo, capace di riattivarsi più volte nel tempo.
I principali rischi evidenziati dagli esperti sono:
- possibili nuove accelerazioni improvvise
- ulteriore estensione del fronte di frana
- necessità di una delocalizzazione definitiva di parte del paese
È proprio questo il timore principale: una frana “lenta”, ma estesa, che potrebbe compromettere in modo permanente l’assetto urbano di Niscemi, soprattutto qualora le precipitazioni dovessero proseguire o ripresentarsi con intensità simili. (METEOGIORNALE.IT)
