
(METEOGIORNALE.IT) Sembra il titolo di un film, ma è una autentica realtà meteo. In alcune località si potranno avere addirittura sette giorni di neve di fila. Secondo le ultime analisi previsionali, ci si troverà di fronte a una delle nevicate più abbondanti da decenni.
Un evento che potrebbe lasciare accumuli straordinari su vaste aree montane. Il tutto sarà innescato dall’arrivo di un intenso ciclone che, proprio nel corso della settimana natalizia, andrà a stravolgere il tempo su molte aree del nostro paese.
Si è cominciato domenica 21
Da almeno un paio di giorni le mappe sinottiche mostravano chiaramente la discesa di masse d’aria molto fredde di origine polare dal Nord Europa, le quali, interagendo con l’atmosfera più mite del bacino del Mediterraneo, hanno favorito la nascita e l’estensione di un ciclone mediterraneo. Sarà proprio quest’ultimo il principale responsabile del peggioramento del tempo e delle nevicate di forte intensità previste sulle montagne.
Rex Block
La dinamica atmosferica prende proprio questo nome. Da un lato l’Italia sarà interessata dall’afflusso di aria gelida proveniente dalle latitudini settentrionali, dall’altro subirà l’azione di una perturbazione carica di umidità. Il contrasto termico tra queste masse d’aria così diverse, unito al continuo richiamo di aria umida nei bassi strati e al progressivo raffreddamento in quota, sarà il vero e proprio trigger per la formazione di abbondantissime nevicate.
Ovviamente non tutte le zone saranno coinvolte. Le aree montuose risulteranno le più esposte, con nevicate che potrebbero protrarsi per diversi giorni consecutivi e raggiungere quantitativi eccezionali. Ve le indichiamo, dal punto di vista geografico.
Le aree più colpite
Questa configurazione atmosferica non sarà di breve durata, ma accompagnerà l’Italia per l’intera settimana di Natale. Quali sono le zone più interessate? In primis, le Alpi Occidentali. Gli ultimi aggiornamenti meteo indicano la possibilità di nevicate ininterrotte per addirittura una settimana su tutto il Piemonte Montano e la Valle d’Aosta. Si tratta di zone già abituate a inverni nevosi, ma aree come il Cuneese e il Torinese potrebbero ricevere vere e proprie badilate di Dama Bianca.
Qualche esempio
Entro la fine della settimana natalizia gli accumuli complessivi potrebbero raggiungere e superare i due metri di neve fresca oltre i 1400-1600 metri di quota su Piemonte e Valle d’Aosta, ovviamente nelle aree esposte al flusso sud-orientale. Alle altitudini più elevate, ad esempio sopra i 2500 metri, non si esclude la possibilità di arrivare fino a quattro metri di neve.

Un aspetto importante
Non saranno nevicate di stampe invernale ma più autunnali. Sia perché in inverno non è assolutamente comune avere questo tipo di accumuli. Sia perché la quota neve non sarà mai neanche lontanamente in pianura. Solo nel basso Cuneese si potrebbe vedere la neve al di sotto dei 700-800 metri. Ma stiamo parlando della ex ghiacciaia d’Italia. Quindi non è certo qualcosa di anomalo per essere pieno di dicembre.
E per concludere
Avvertiamo i lettori che amano lo sci di non sottovalutare il rischio valanghe. Le nevicate abbondanti e concentrate in un arco di tempo ristretto porteranno alla formazione di un manto nevoso instabile, per giunta ricco di acqua. Per questo motivo è fortemente consigliato consultare con attenzione i bollettini meteo valanghe ufficiali prima di intraprendere le varie attività in montagna.
Credit
L’articolo è stato redatto analizzando attentamente i run dei modelli meteo seguenti e rieditati dall’autore: ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE (METEOGIORNALE.IT)
