Dando uno sguardo d’insieme all’evoluzione meteo fino alla conclusione dell’anno, emerge chiaramente come il periodo sarà tutt’altro che monotono. L’atmosfera sembra infatti intenzionata a proporre due fasi ben distinte, entrambe di forte impatto, capaci di influenzare in modo deciso le condizioni su gran parte del nostro Paese.
Si passerà da una lunga parentesi di maltempo perturbato a un possibile cambio di scenario sul finire di dicembre, con l’ingresso di aria molto più fredda. Una situazione, quindi, che richiederà attenzione sia per chi si sposterà durante le festività sia per chi vive nelle aree più esposte ai fenomeni intensi. Il tutto conferma come il periodo natalizio possa spesso riservare sorprese, nel bene e nel male, dal punto di vista meteorologico.
IL VORTICE CICLONICO E IL MALTEMPO DI NATALE
Il primo evento, ormai imminente, sarà dominato dalla formazione di un vortice ciclonico destinato a condizionare il meteo a partire da martedì 23 e fino al giorno di Natale. Questa struttura depressionaria porterà una fase di maltempo prolungato, con precipitazioni frequenti e localmente intense. Le regioni maggiormente coinvolte saranno quelle di Nordovest e, più in generale, tutto il distretto tirrenico, dove le piogge potrebbero risultare abbondanti e persistenti.
Particolare attenzione va riservata alle aree montane del Nordovest: qui, oltre alle forti piogge a bassa quota, sono previste nevicate davvero copiose sui rilievi. Grazie alla continuità delle precipitazioni, gli accumuli di neve fresca potrebbero diventare molto importanti, soprattutto oltre i 1000 metri, con quantitativi capaci di creare disagi ma anche di regalare un vero scenario invernale.
IL POSSIBILE IRROMPERE DEL FREDDO ARTICO A FINE MESE
Il secondo evento, invece, guarda più avanti nel calendario e per questo va preso con la dovuta cautela. Tra il 29 e il 30 dicembre potrebbe infatti svilupparsi una discesa di aria gelida dal Circolo Polare Artico, diretta inizialmente verso i Balcani ma potenzialmente in grado di coinvolgere anche l’Italia. Se questa configurazione venisse confermata, si aprirebbe una fase molto fredda, a tratti persino gelida, con effetti più marcati sulle regioni esposte a est.
Nordest e distretto adriatico sarebbero le aree maggiormente interessate, con un brusco calo delle temperature e condizioni decisamente invernali. È bene sottolineare, però, che per questo scenario resta alto il margine di incertezza, data la distanza temporale. Discorso ben diverso per il peggioramento natalizio, ormai certo e supportato da tutti i principali modelli di previsione.