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Meteo: pericolosa fase di BLOCCO, le conseguenze per l’Italia sono pesanti

Davide Santini di Davide Santini
10 Dic 2025 - 15:00
in A La notizia del giorno, Alla Prima Pagina Meteo, Meteo News
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(METEOGIORNALE.IT) Quello che sta succedendo sopra le nostre feste è qualcosa di anomalo e pericoloso. Ma perché utilizziamo questi aggettivi? Solitamente, in campo meteo quando c’è una fase di alta pressione si parla di bel tempo. E come non dar ragione, in fondo sono gradevoli le giornate tra 15 e 20 gradi, con un bel sole tiepido. Ma in questo articolo capiremo perché tale pattern meteorologico è rischioso per il nostro paese.

 

La situazione

Il cuore del Mediterraneo si trova infatti sotto un enorme cupola anticiclonica, chiamiamola pure una bolla calda capace di far innalzare le temperature oltre le medie stagionali. Senza contare che impedisce l’arrivo di qualunque tipo di perturbazione. Scordiamoci Quindi pioggia e soprattutto neve per parecchi giorni.

 

Nelle aree del Centro e del Sud i cittadini potranno sperimentare giornate serene, cieli spesso limpidi e un clima davvero parecchio mite per il periodo. In questo quadro è bello approfittare del clima mite nelle ore pomeridiane per stare all’aria aperta e godere del sole. Sicuramente è un bel quadro. Ma non è privo di rischi. Li vediamo dopo.

 

Clima brutto al Nord

L’alta pressione non è sempre sinonimo di bel tempo assoluto, soprattutto nei mesi più freddi dell’anno. Nei bassi strati dell’atmosfera, infatti, possono formarsi condizioni stagnanti che favoriscono la comparsa di nebbie estese e persistenti.

 

È un chiaro esempio di quello che accade in Valle Padana. E perché parliamo di condizioni meteo pericolose? La visibilità potrà ridursi drasticamente, rendendo gli spostamenti in auto molto delicati e aumentando le probabilità di incidenti. Attenzione quindi a guidare con prudenza.

 

Attenzione agli spostamenti notturni e di primo mattino, le nebbie possono risultare molto insidiose. ID 107218924 © Oleksandr Kliuiev | Dreamstime.com
Attenzione agli spostamenti notturni e di primo mattino, le nebbie possono risultare molto insidiose. ID 107218924 © Oleksandr Kliuiev | Dreamstime.com

 

Aria pessima

Oltre alla nebbia, un ulteriore elemento problematico riguarda la qualità dell’aria. L’assenza di perturbazioni e forti venti impedisce il ricambio naturale e favorisce l’accumulo di particolato e sostanze inquinanti nei bassi strati. In città caratterizzate da intenso traffico veicolare (non solo in Valpadana), questo processo può portare a un rapido peggioramento della qualità dell’aria con conseguenze gravi per la salute delle persone più fragili.

 

Particolare attenzione sarà necessaria in grandi centri come Milano, Torino, Bologna, tutte le altre località della Pianura Padana, Roma, Firenze e Napoli, aree che storicamente soffrono maggiormente l’effetto combinato di inversione termica, smog e ristagno degli inquinanti. Ma anche altrove la situazione non sarà migliore, parliamo delle grandi città del Sud.

 

Le conseguenze nefaste

Già questo non è un bel quadro. Ma a peggiorare la situazione ci si mette la totale mancanza di neve sugli appennini e la scarsissima neve sulle Alpi. Una situazione davvero drammatica. Ciò non è solamente un pugno nell’occhio. È un problema serio di approvvigionamento leader con i prossimi mesi.

 

È vero che abbiamo davanti tutto l’inverno e la primavera dove può piovere tanto. Ma è anche vero che oramai il manto Nevoso è spesso discontinuo e queste lunghe fasi meteo di alta pressione sono un ulteriore problema per le scorte idriche nei mesi a venire. Soprattutto se dovessero prolungarsi anche nei primi mesi del 2026.

 

Sempre meno neve sulle nostre montagne, anche in pieno inverno. ID 133658046 | Alpi Neve ©
| Dreamstime.com

 

Credit

ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE, Copernicus (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: allerta nebbiaalta pressioneanomalia meteoAnticiclone africanoanticiclone sul MediterraneoAppennini senza neveclima insidiosoclima invernaleclima mitecondizioni atmosferiche stagnanticrisi neve Alpiemergenza climaticainquinamento atmosfericoinquinamento cittàinverno anomaloinverno caldoinversione termicamancanza di nevemeteo centro sudmeteo dicembremeteo Italianebbia al Nordno pioggiapericolo guidapianura padanaprevisioni meteorischio nebbiascarsa qualità dell'ariascorte idrichesiccitàsmogsmog cittàstabilità atmosfericatemperature sopra la media
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Davide Santini

Davide Santini

Davide Santini, laureato magistrale in Fisica. Ha effettuato una tesi triennale con il professor Vincenzo Levizzani sui temporali, sulla loro suddivisione e sui fenomeni più violenti. Ha poi approfondito la tesi magistrale, con il professor Maugeri e il professor Miglietta, analizzando la correlazione tra aumento termico della temperatura estiva e probabilità di promontori di alta pressione di matrice subtropicale. Ha collaborato e collabora tuttora con Nimbus, la rivista di meteorologia italiana. Collabora dal 2018 per diverse testate meteorologiche italiane (5 in totale) e in particolare ha una esperienza quinquennale con il sito web Meteo Giornale. Tratta numerose tematiche, tra le quali previsioni a breve, medio e lungo termine; climatologia; cambiamenti climatici; etica ambientale. È esperto di analisi modellistica, di tendenze a lungo termine e analisi di radiosondaggi e profili termici verticali dell'atmosfera. È inoltre insegnante rinomato, dove prepara gli studenti delle superiori e dell'università, idoneo a trattare concorsi pubblici e privati, con professionalità e impegno.

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