
(METEOGIORNALE.IT) Da diversi giorni oramai, sulla base delle simulazioni effettuate dai maggiori centri di calcolo mondiali sul più lungo periodo, stiamo evidenziando la possibilità che sul finire dell’anno, verso Capodanno e poi per la prima settimana del 2026, possa esserci una ondata di freddo anche significativa verso l’Italia.
Prove tecniche di freddo ci sarebbero anche nelle fasi precedenti, già verso Natale, con prime moderate incursioni verso le regioni settentrionali, tuttavia, ancora nulla di particolarmente significativo, poiché la traiettoria principale del flusso freddo baltico sarebbe verso l’Europa centrale, anche in parte occidentale, dunque non diretto verso il Centro del Mediterraneo.
Una svolta barica significativa, invece, accorrerebbe dal 29/30 dicembre e poi probabilmente fino all’Epifania, svolta da molti giorni simulata per quel periodo da tutti i modelli matematici e con conferme negli ultimissimi dati.
Anzi, il centro di calcolo europeo di Reading, il prestigioso ECMWF, addirittura rincara la dose, nella corsa ufficiale ultima mattutina, disegnando un blocco anticiclonico da manuale sul Nord Atlantico, tra Islanda, Mare del Nord e Regno Unito e, di contro, prospettando una significativa irruzione di aria fredda dai settori artici russi-baltici e diretta, fiancheggiando il brodo anticiclonico, proprio verso il Mediterraneo centrale.
Questa prospettata è soltanto una tra le possibili e, data la lunga distanza temporale, ancora varie configurazioni meridiane, ma va evidenziato che nelle ultime 2/3 corse del modello, traspare abbastanza evidente un quadro meridiano sempre più favorevole a una buona penetrazione dell’aria fredda anche verso il Mediterraneo centrale e l’Italia.
Se effettivamente le figure bariche dovessero disporsi nel modo simulato nell’aggiornamento di questa mattina, tra il 30 dicembre e il giorno di Capodanno si compirebbe, su tutto il nostro paese, una significativa irruzione di aria fredda artica-continentale, con l’arrivo sulle nostre regioni di isoterme fino a -7/-8° a 1400/1500 m circa, in particolare su Alpi e Prealpi centro orientali, al Nordest e lungo tutti i settori adriatici e appenninici centro meridionali.
Queste termiche alla quota indicata, permetterebbero uno zero termico molto basso, praticamente a 2/300 m o anche sino al piano. Dunque una configurazione come quella prospettata oggi, significherebbe neve fino in pianure e anche sulle coste.
Da evidenziare, però, che specificamente la configurazione prospettata nell’ultima emissione, sarebbe favorevole a precipitazioni, e, dunque, a nevicate, essenzialmente sul medio e basso Adriatico e su tutto il Centrosud Appennino, anche localmente sul Nord Appenino e sulle Alpi di confine centro orientali. Poco o per nulla esposti il resto del Nord, le aree tirreniche e gran parte delle isole maggiori, eccetto il Nord/Nordest della Sicilia, dove, dunque, le precipitazioni sarebbero assenti o scarse.
Configurazione, invece, per neve fino al piano sul Centro Sud Appenino e anche sulle coste adriatiche. Naturalmente, tanto freddo ovunque con gelo diffuso. In termini di considerazioni su questo aggiornamento, va evidenziato che potrebbe essere uno degli scenari possibili nell’azione fredda, questa oramai abbastanza verosimile da fine mese, ma non ancora quello più accreditato.
La distanza temporale ancora piuttosto ampia per la fine dell’anno, è tale da lasciare aperti altri possibili scenari in riferimento alla traiettoria principale dell’aria fredda e, magari, questi più coinvolgenti, in termini di esposizione alle nevicate, anche altri settori italici.
Ciò che va evidenziato, a ora, è che anche il quadro Ensemble del modello europeo, ossia la visione d’insieme di tutti gli scenari possibili per quella fase fredda ipotizzata, vanno in una direzione piuttosto coinvolgente un po’ tutta la nazione in un freddo invernale anche serio.
Sui dettagli in riferimento alle aree più o meno coinvolte, specie nelle precipitaoizni, si avrà una maggiore credibilità con dati via via più freschi e prossimi all’evento, dati che, naturalmente, noi vaglieremo quotidianamente nelle nostre rubriche sul medio-lungo termine. Su elaborazione dati del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio-Lungo Raggio (ECMWF).
