(METEOGIORNALE.IT) Diciamolo chiaramente: l’inverno ha deciso di alzare la voce, e lo ha fatto nel modo più brusco possibile. Non stiamo parlando di una semplice nevicata scenografica, ma di una vera e propria tempesta che ha messo in ginocchio l’isola di Hokkaido, nel nord del Giappone. Tra il 14 e il 15 Dicembre 2025, una ciclogenesi esplosiva – termini tecnici che fanno paura solo a leggerli – ha scatenato il caos, portando bufere di intensità rara.
Un risveglio al buio
Immaginate di trovarvi nel pieno di un’ondata di gelo e, improvvisamente, restare senza riscaldamento. È l’incubo vissuto da migliaia di persone. La violenza del meteo ha lasciato al buio oltre 35.000 abitazioni. Le aree più colpite? Quelle di Okhotsk e Kushiro. Secondo i report della Hokkaido Electric Power Network, il picco dei disservizi si è registrato all’alba, intorno alle 6:30 del mattino.
Il problema non è stato solo il vento, ma la consistenza della neve: umida, pesante, collosa. Si è attaccata ai cavi elettrici e alle infrastrutture fino a farli cedere sotto il peso insostenibile. Le squadre di riparazione si sono trovate a operare in condizioni proibitive, rallentando inevitabilmente il ripristino della corrente.
Vento a 110 km/h e muri di neve
I dati meteorologici registrati fanno impressione. Ad Abashiri e Kushiro, il vento ha ululato con raffiche superiori ai 110 km/h (oltre 30 m/s), trasformando la nevicata in un muro bianco impenetrabile. In alcune località, il cielo ha scaricato fino a 50 cm di neve fresca in appena sei ore.
Non si vedeva nulla, letteralmente. Le strade sono diventate trappole: veicoli bloccati in accumuli che in certi punti hanno superato gli 80 cm, scuole chiuse e pendolari bloccati. Insomma, una paralisi quasi totale.
Trasporti in ginocchio
Come prevedibile, muoversi è diventato un miraggio. Il sistema dei trasporti, solitamente un orologio svizzero (o meglio, giapponese), ha subito un colpo durissimo. Oltre 100 treni sono stati soppressi, lasciando le stazioni deserte e silenziose. Anche i cieli si sono chiusi: all’aeroporto di New Chitose e in altri scali dell’isola, più di 40 voli sono rimasti a terra, cancellati per scarsa visibilità e piste impraticabili.
La Japan Meteorological Agency (JMA) ha mantenuto alta l’allerta, avvisando che il pericolo non è finito: si temono ancora mareggiate con onde alte fino a 6 metri e possibili valanghe. Una situazione complessa, insomma, che richiederà giorni per tornare alla normalità.
Ecco alcuni riferimenti internazionali autorevoli per approfondire l’evento e le dinamiche meteorologiche in atto: (METEOGIORNALE.IT)

