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Vortice Polare debole: un GRAFICO mostra il legame con il meteo di Dicembre

Davide Santini di Davide Santini
07 Dic 2025 - 11:00
in A Scelta dalla Redazione, Ad Premiere, Meteo News
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(METEOGIORNALE.IT) In un nostro precedente articolo (click qui per approfondire) avevamo analizzato il comportamento del vortice polare. I meteo appassionati sanno bene che se il vortice è debole la possibilità di avere gelo e neve in Italia cresce sensibilmente. Mentre se è forte è facile che ci siano alte pressioni e clima mite.

 

Che cosa sta accadendo

Dopo un periodo invernale conclusosi qualche giorno fa, stiamo vivendo una fase di stallo. Un’altra pressione piuttosto tenace interesserà la nostra penisola per diversi giorni. E allora, come si spiega la possibilità di un vortice debole se c’è questo pattern meteo? La risposta è semplice.

 

Intanto il vortice si sta compattando e quindi è sempre più difficile ricevere impulsi freddi. In secondo luogo, siamo solo alla prima decade del primo mese invernale. Non possiamo fare una sentenza. Non possiamo sbandierare ai quattro venti inverno morto in partenza. Anche in questo articolo avevamo approfondito questa tematica.

 

Cosa potrebbe succedere nelle prossime settimane

Le nostre attente analisi dimostrano che la struttura del vortice polare potrebbe subire delle variazioni anche piuttosto interessanti. Tra queste spiccano le espansioni di alta pressione che tenderanno a collocarsi tra l’area canadese e la Groenlandia, apportando masse d’aria insolitamente miti per quelle latitudini, insieme a marcate oscillazioni del jet stream, la forte corrente d’aria che scorre in quota.

 

Gli esperti definiscono questo insieme di fattori come forzanti d’onda, in particolare verso l’alto. Questo vuol dire che ci possono essere dei mutamenti della potenza del vortice grazie anche a questi fattori che vengono combinati tra loro.

 

Per farla più semplice…

Per la fase iniziale dell’inverno, concentrata principalmente nel mese di dicembre, il vortice polare potrebbe manifestarsi in uno stato di debolezza, per lo meno a tratti. Una struttura poco compatta e successivamente soggetta a frammentazione tende infatti a favorire la discesa di aria molto fredda verso latitudini più meridionali rispetto al consueto. Favorire non vuol dire dare per certo. E soprattutto non significa concludere che sicuramente arrivano gelo e neve.

 

Una spiegazione tecnica ma pratica

Un vortice indebolito e suddiviso in più nuclei, quindi, potrebbe fungere da canale preferenziale per l’arrivo di impulsi gelidi capaci di generare condizioni perturbate sull’Europa centrale e meridionale. In questo contesto non si esclude una seconda parte del mese particolarmente movimentata, con alternanza tra peggioramenti incisivi e rapide pause di stabilità.

 

Non sarà un crollo né tantomeno uno split del vortice polare. Quindi non possiamo parlare nemmeno di riscaldamento stratosferico. Ma di incertezza e debolezza. Questo significa che, con la fase attuale di alta pressione, le condizioni meteo potrebbero cambiare radicalmente…

 

Come si può notare da questo importante grafico a cura di ECMWF, il vortice polare rimarrà piuttosto debole attorno a metà mese. Questo vuol dire che non dovrebbero esserci anticicloni possenti proprio attorno a quel periodo e la possibilità di sorprese fredde e neve a bassa quota resta concreta.

 

Credit

ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: alta pressioneanalisi meteoArctic vortexaria freddabassa pressioneclima europeoclima mediterraneoECMWFforecastgelo in Italiainstabilità meteoItalia meteojet streammeteo invernomodelli meteoneve bassa quotaneve in italiaondate di freddoperturbazioni invernaliprevisioni dicembreprevisioni meteovariazioni atmosferichevortice polarevortice polare debole
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Davide Santini

Davide Santini

Davide Santini, laureato magistrale in Fisica. Ha effettuato una tesi triennale con il professor Vincenzo Levizzani sui temporali, sulla loro suddivisione e sui fenomeni più violenti. Ha poi approfondito la tesi magistrale, con il professor Maugeri e il professor Miglietta, analizzando la correlazione tra aumento termico della temperatura estiva e probabilità di promontori di alta pressione di matrice subtropicale. Ha collaborato e collabora tuttora con Nimbus, la rivista di meteorologia italiana. Collabora dal 2018 per diverse testate meteorologiche italiane (5 in totale) e in particolare ha una esperienza quinquennale con il sito web Meteo Giornale. Tratta numerose tematiche, tra le quali previsioni a breve, medio e lungo termine; climatologia; cambiamenti climatici; etica ambientale. È esperto di analisi modellistica, di tendenze a lungo termine e analisi di radiosondaggi e profili termici verticali dell'atmosfera. È inoltre insegnante rinomato, dove prepara gli studenti delle superiori e dell'università, idoneo a trattare concorsi pubblici e privati, con professionalità e impegno.

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