
(METEOGIORNALE.IT) In un nostro precedente articolo (click qui per approfondire) avevamo analizzato il comportamento del vortice polare. I meteo appassionati sanno bene che se il vortice è debole la possibilità di avere gelo e neve in Italia cresce sensibilmente. Mentre se è forte è facile che ci siano alte pressioni e clima mite.
Che cosa sta accadendo
Dopo un periodo invernale conclusosi qualche giorno fa, stiamo vivendo una fase di stallo. Un’altra pressione piuttosto tenace interesserà la nostra penisola per diversi giorni. E allora, come si spiega la possibilità di un vortice debole se c’è questo pattern meteo? La risposta è semplice.
Intanto il vortice si sta compattando e quindi è sempre più difficile ricevere impulsi freddi. In secondo luogo, siamo solo alla prima decade del primo mese invernale. Non possiamo fare una sentenza. Non possiamo sbandierare ai quattro venti inverno morto in partenza. Anche in questo articolo avevamo approfondito questa tematica.
Cosa potrebbe succedere nelle prossime settimane
Le nostre attente analisi dimostrano che la struttura del vortice polare potrebbe subire delle variazioni anche piuttosto interessanti. Tra queste spiccano le espansioni di alta pressione che tenderanno a collocarsi tra l’area canadese e la Groenlandia, apportando masse d’aria insolitamente miti per quelle latitudini, insieme a marcate oscillazioni del jet stream, la forte corrente d’aria che scorre in quota.
Gli esperti definiscono questo insieme di fattori come forzanti d’onda, in particolare verso l’alto. Questo vuol dire che ci possono essere dei mutamenti della potenza del vortice grazie anche a questi fattori che vengono combinati tra loro.
Per farla più semplice…
Per la fase iniziale dell’inverno, concentrata principalmente nel mese di dicembre, il vortice polare potrebbe manifestarsi in uno stato di debolezza, per lo meno a tratti. Una struttura poco compatta e successivamente soggetta a frammentazione tende infatti a favorire la discesa di aria molto fredda verso latitudini più meridionali rispetto al consueto. Favorire non vuol dire dare per certo. E soprattutto non significa concludere che sicuramente arrivano gelo e neve.
Una spiegazione tecnica ma pratica
Un vortice indebolito e suddiviso in più nuclei, quindi, potrebbe fungere da canale preferenziale per l’arrivo di impulsi gelidi capaci di generare condizioni perturbate sull’Europa centrale e meridionale. In questo contesto non si esclude una seconda parte del mese particolarmente movimentata, con alternanza tra peggioramenti incisivi e rapide pause di stabilità.
Non sarà un crollo né tantomeno uno split del vortice polare. Quindi non possiamo parlare nemmeno di riscaldamento stratosferico. Ma di incertezza e debolezza. Questo significa che, con la fase attuale di alta pressione, le condizioni meteo potrebbero cambiare radicalmente…

Credit
ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE (METEOGIORNALE.IT)
