
(METEOGIORNALE.IT) Il vortice polare – la grande bassa pressione che avvolge il Polo Nord nei mesi invernali – non è in grande forma. Sicuramente non è in mille pezzi, ma nemmeno così tanto compatto da annullare l’inverno alle latitudini temperate. Certamente al momento il freddo, quello vero, in grado di portare la neve a bassa quota, non potrà raggiungere l’Italia. Almeno per altri dieci giorni possiamo confermare con certezza che non arriveranno irruzioni fredde in Italia o nel Mediterraneo.
Come si presenta oggi il vortice polare
L’attuale posizionamento del vortice polare, allungato tra Nord America e Siberia, non è in grado in alcun modo di permettere irruzioni fredde degne di nota in Europa. Anzi, è totalmente deleterio da questo punto di vista! Con l’attuale disposizione dei principali lobi del vortice polare (uno sulla Siberia e l’altro sul Canada) l’unica logica conseguenza per l’Europa è il rinforzo dell’alta pressione, esattamente quel che succederà tra 8 e 15 dicembre.
Gli effetti sull’Italia
Sarà l’alta pressione l’unica protagonista del tempo fino a metà dicembre, pertanto faremo i conti col Sole su alcune regioni, con le nebbie su altre. Ma senz’altro non pioverà e non nevicherà, né in pianura né in montagna. Insomma, sono pessime notizie in ottica invernale, proprio nel periodo in cui le montagne dovrebbero fare il pieno di neve, anche in vista delle vacanze di Natale.
Ecco cosa comporterà questa configurazione:
- Assenza di precipitazioni, con un inverno che rimane “in pausa”.
- Nebbie e inversioni termiche, soprattutto sulla Val Padana.
Vortice polare in crisi?
Ma qualcosa, all’orizzonte, si muove. Come scritto ad inizio articolo, il vortice polare non è in grande forma. Non è quella trottola compatta al centro del Polo Nord come spesso si è visto nei recenti inverni, una condizione che di fatto annulla totalmente l’arrivo di irruzioni fredde in Europa.
Il vortice polare è leggermente destabilizzato e stiracchiato tra Canada e Siberia, mentre sul Polo Nord agiscono alcune bolle di alta pressione (le responsabili di questo indebolimento). Ricordiamo che più il vortice polare è debole e “minacciato” da alte pressioni, più è facile che il freddo possa raggiungere le basse latitudini, tra cui anche l’Italia.

Ritornano le perturbazioni
Dopo metà dicembre il vortice polare continuerà a muoversi e ad assumere nuove forme, poiché sarà costantemente insidiato da grossi flussi tiepidi sub-tropicali a partire dall’Oceano Pacifico. Queste sollecitazioni andranno inevitabilmente a creare ondulazioni molto marcate, che metteranno sempre più in crisi l’intero vortice polare.
Da queste ondulazioni della corrente a getto potrebbero nascere nuove perturbazioni dirette verso l’Italia dal 16 dicembre, le quali regalerebbero un po’ di pioggia ed anche un po’ di neve in montagna. Quantomeno si ritornerebbe in un contesto tardo-autunnale.
Ecco cosa potrebbe accadere dal 16 dicembre:
- Prime perturbazioni atlantiche, con piogge e neve in montagna.
- Fine del lungo dominio anticiclonico, soprattutto al Centro-Nord.
Freddo e neve: cosa aspettarsi a Natale?
Le chance per irruzioni fredde degne di nota, capaci di portare la neve a bassa quota, sono rimandate alla terza decade di dicembre e alle feste di Natale. Il vortice polare in crisi potrebbe rivelarsi fondamentale per l’arrivo di qualche ondata di freddo degna di nota in Italia.
In questo immenso e complesso sistema di ingranaggi è pressoché impossibile determinare, con così largo anticipo, l’arrivo della neve in pianura o a bassa quota nei dintorni di Natale, ma quantomeno possiamo confermare che le probabilità sono in aumento (al momento siamo pur sempre attorno al 20%, vista la distanza temporale).
Credit: questo articolo è stato realizzato analizzando i dati dei modelli matematici ECMWF e Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, UKMO per le previsioni meteorologiche. (METEOGIORNALE.IT)
