
(METEOGIORNALE.IT) L’attenzione degli esperti verte sulle anomalie del vortice polare. Sicuramente molti di voi ne avranno sentito parlare. È molto debole e particolarmente allungato verso le medie latitudini. Anomalia meteo climatica? In parte. Scopriamo di più in questo articolo e soprattutto che cosa potrebbe accadere sull’Italia.
Non si può parlare di collasso
Erroneamente, abbiamo sentito il termine collasso. Ma è sbagliato. Questo perché il vortice rimane compatto e ben strutturato nei suoi livelli più alti. L’anomalia osservata deriva semplicemente dal fatto che l’asse principale del vortice non attraversa più la zona in cui si trova maggiormente durante il corso dell’inverno. Almeno dal punto divisa statistico.
Come detto, il vortice non si è distrutto in mille pezzi ma semplicemente ha avuto un allungamento. In campo meteo si utilizza il termine bilobazione. Si può parlare anche di Split del vortice polare. Ne abbiamo trattato più volte nei nostri articoli.
La configurazione attuale
Avere degli allungamenti (lobi) nel vortice polare è del resto abbastanza comune all’inizio della stagione invernale. In simili configurazioni, uno dei lobi della struttura tende spesso a scendere verso il Canada, mentre sull’Alaska si sviluppa un robusto campo di alta pressione. Questa disposizione produce un canale ideale per la discesa di aria gelida sul Nord America.
Basti pensare che capitano diverse volte durante un inverno. Molte delle più intense ondate di freddo statunitensi e canadesi sono nate proprio da un vortice stirato o deformato. Per l’Europa, al contrario, questa situazione non comporta conseguenze dirette.
Al massimo può favorire un’intensificazione del flusso atlantico, con condizioni meteo più vicine all’autunno che all’inverno: piogge frequenti, perturbazioni estese e temperature all’incirca nelle medie del periodo. Niente di veramente freddo.
Le conseguenze su di noi
Perché un’alterazione del vortice si ripercuota, in maniera netta, sul nostro continente sono necessarie due condizioni precise. La prima è un reale indebolimento dinamico della struttura. Non basta semplicemente un allungamento.
La seconda è che è essenziale che tale perturbazione riesca a propagarsi verso il basso, dalla stratosfera fino alla troposfera, dove hanno origine i sistemi che regolano il tempo alle nostre latitudini. Al momento nessuna delle due condizioni si sta verificando. Ecco il motivo per cui non arrivano ondate di gelo sull’Italia. Ma semplicemente perturbazioni abbastanza fredde ma non certo freddissime.
La novità
Gli esperti si aspettano che, dopo questo passaggio così debole, il vortice recuperi vigore e torni nella sua posizione abituale, pur rimanendo piuttosto debole. È Importante sottolineare il seguente fatto. Un vortice nato già indebolito risulta più vulnerabile a futuri disturbi e può essere più facilmente rallentato o deformato nel corso delle settimane.
Ma attenzione. Ciò non implica automaticamente che si avranno effetti rilevanti sul clima europeo, né tantomeno che causerà un’ondata di freddo. Significa semplicemente che il pattern europeo è vivace e quindi di certo non ci saranno alte pressioni invadenti. Ma, come vedete, non è corretto parlare di gelo. Semplicemente di condizioni meteo vivaci.

Credit
ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE (METEOGIORNALE.IT)
