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Vortice Polare DEBOLE: Inverno con colpi di scena, gli effetti in Italia

Davide Santini di Davide Santini
02 Dic 2025 - 17:00
in A Scelta dalla Redazione, Ad Premiere, Meteo News
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(METEOGIORNALE.IT) L’attenzione degli esperti verte sulle anomalie del vortice polare. Sicuramente molti di voi ne avranno sentito parlare. È molto debole e particolarmente allungato verso le medie latitudini. Anomalia meteo climatica? In parte. Scopriamo di più in questo articolo e soprattutto che cosa potrebbe accadere sull’Italia.

 

Non si può parlare di collasso

Erroneamente, abbiamo sentito il termine collasso. Ma è sbagliato. Questo perché il vortice rimane compatto e ben strutturato nei suoi livelli più alti. L’anomalia osservata deriva semplicemente dal fatto che l’asse principale del vortice non attraversa più la zona in cui si trova maggiormente durante il corso dell’inverno. Almeno dal punto divisa statistico.

 

Come detto, il vortice non si è distrutto in mille pezzi ma semplicemente ha avuto un allungamento. In campo meteo si utilizza il termine bilobazione. Si può parlare anche di Split del vortice polare. Ne abbiamo trattato più volte nei nostri articoli.

 

La configurazione attuale

Avere degli allungamenti (lobi) nel vortice polare è del resto abbastanza comune all’inizio della stagione invernale. In simili configurazioni, uno dei lobi della struttura tende spesso a scendere verso il Canada, mentre sull’Alaska si sviluppa un robusto campo di alta pressione. Questa disposizione produce un canale ideale per la discesa di aria gelida sul Nord America.

 

Basti pensare che capitano diverse volte durante un inverno. Molte delle più intense ondate di freddo statunitensi e canadesi sono nate proprio da un vortice stirato o deformato. Per l’Europa, al contrario, questa situazione non comporta conseguenze dirette.

 

Al massimo può favorire un’intensificazione del flusso atlantico, con condizioni meteo più vicine all’autunno che all’inverno: piogge frequenti, perturbazioni estese e temperature all’incirca nelle medie del periodo. Niente di veramente freddo.

 

Le conseguenze su di noi

Perché un’alterazione del vortice si ripercuota, in maniera netta, sul nostro continente sono necessarie due condizioni precise. La prima è un reale indebolimento dinamico della struttura. Non basta semplicemente un allungamento.

 

La seconda è che è essenziale che tale perturbazione riesca a propagarsi verso il basso, dalla stratosfera fino alla troposfera, dove hanno origine i sistemi che regolano il tempo alle nostre latitudini. Al momento nessuna delle due condizioni si sta verificando. Ecco il motivo per cui non arrivano ondate di gelo sull’Italia. Ma semplicemente perturbazioni abbastanza fredde ma non certo freddissime.

 

La novità

Gli esperti si aspettano che, dopo questo passaggio così debole, il vortice recuperi vigore e torni nella sua posizione abituale, pur rimanendo piuttosto debole. È Importante sottolineare il seguente fatto. Un vortice nato già indebolito risulta più vulnerabile a futuri disturbi e può essere più facilmente rallentato o deformato nel corso delle settimane.

 

Ma attenzione. Ciò non implica automaticamente che si avranno effetti rilevanti sul clima europeo, né tantomeno che causerà un’ondata di freddo. Significa semplicemente che il pattern europeo è vivace e quindi di certo non ci saranno alte pressioni invadenti. Ma, come vedete, non è corretto parlare di gelo. Semplicemente di condizioni meteo vivaci.

 

Esempio di vortice particolarmente allungato, fonte meteociel

 

Credit

ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: alta pressione Alaskaanomalia vortice polarearia gelida Nord Americabilobazione vortice polareclima europacondizioni meteo vivacidinamiche stratosfera troposferaflusso atlanticofreddo Canadainverno italiameteo climameteo invernometeo Italiaondate di freddopattern europeoperturbazioni atlanticheprevisioni meteosplit vortice polarevortice polare
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Davide Santini

Davide Santini

Davide Santini, laureato magistrale in Fisica. Ha effettuato una tesi triennale con il professor Vincenzo Levizzani sui temporali, sulla loro suddivisione e sui fenomeni più violenti. Ha poi approfondito la tesi magistrale, con il professor Maugeri e il professor Miglietta, analizzando la correlazione tra aumento termico della temperatura estiva e probabilità di promontori di alta pressione di matrice subtropicale. Ha collaborato e collabora tuttora con Nimbus, la rivista di meteorologia italiana. Collabora dal 2018 per diverse testate meteorologiche italiane (5 in totale) e in particolare ha una esperienza quinquennale con il sito web Meteo Giornale. Tratta numerose tematiche, tra le quali previsioni a breve, medio e lungo termine; climatologia; cambiamenti climatici; etica ambientale. È esperto di analisi modellistica, di tendenze a lungo termine e analisi di radiosondaggi e profili termici verticali dell'atmosfera. È inoltre insegnante rinomato, dove prepara gli studenti delle superiori e dell'università, idoneo a trattare concorsi pubblici e privati, con professionalità e impegno.

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