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Scenari meteo di Gennaio e Febbraio: il ruolo dell’Amplificazione Artica

Davide Santini di Davide Santini
28 Dic 2025 - 16:00
in A Scelta dalla Redazione, Ad Premiere, Meteo News
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(METEOGIORNALE.IT) Molti di voi avranno sicuramente sentito parlare nei nostri articoli di amplificazione artica. Lo abbiamo trattato più volte. Si tratta di un indice molto utilizzato a livello climatologico e anche nelle tendenze meteo a lungo termine.

 

Le zone artiche sono un cosiddetto hotspot climatico. Questo vuol dire che si riscaldano in maniera più veloce rispetto alla media del globo. Non è una conseguenza da poco. Paradossalmente, questo tipo di riscaldamento fa sì che masse d’aria fredde possano raggiungere più facilmente le medie latitudini. Sappiamo già che non possiamo parlare di ondate di gelo sicure, ma solamente di probabilità.

 

Un’indagine tecnica

La possibilità che arrivi un nocciolo gelido sul bacino del Mediterraneo e che le acque superficiali presentano temperature superiori alla media del periodo, rende la questione molto complessa. A livello fisico, c’è una nota legge di Clausius-Clapeyron che afferma che ogni grado in più di temperatura aumenta del 7% l’acqua precipitabile. Questo vuol dire che, a livello statistico, può precipitare più acqua (o comunque neve!) di quanto non lo faceva in passato.

 

Anche in un pianeta che si riscalda possono essere presenti le grandi nevicate. Solo che risultano più rarefatte e di durata inferiore rispetto a un tempo. ID 160731338 ©
Siarhei Dzmitryienka | Dreamstime.com

 

Ma attenzione a facili conclusioni…

Se tutto fosse così semplice, dovrebbe aumentare la quantità di neve. E invece a livello di pianura e di Costa è letteralmente crollata. A livello della Valle Padana, ad esempio, è sempre più difficile la formazione di un cosiddetto cuscinetto freddo nei bassi strati dell’atmosfera.

 

Ma è pur vero che, allora ci fossero le condizioni idonee, potrebbe comunque reggere diverse ore o anche diversi giorni. Ecco perché non possiamo escludere del tutto la possibilità di nevicate a quote praticamente di pianura. Anche in epoca di global warming. Ma con una rarefazione delle stesse.

 

Brevi e intensi episodi di neve a bassa quota risultano possibili anche in un contesto di global warming. ID 35794736 ©
Eros Erika | Dreamstime.com

 

Gli elementi che pendono a favore

Se dovesse verificarsi un’irruzione di aria fredda più decisa, ci troveremmo di fronte a una situazione estremamente delicata. L’amplificazione artica fa questo. Aumentare gli estremi. Si passa da lunghe fasi di alta pressione, esattamente come è successo nelle prime due settimane di dicembre, a periodi molto dinamici, come quello natalizio.

 

Le tendenze per gennaio e febbraio non sono incoraggianti. Ma è interessante evidenziare che, se dovessimo essere presi dalla cresta d’onda negativa originata da una discesa artica, potremmo avere un periodo al di sotto delle medie. Le possibilità ci sono. Anche se, giova ricordarlo, il pianeta si scalda sempre e comunque, in ogni situazione e in ogni stagione. Le condizioni meteo che si stanno verificando negli ultimi anni sono sotto gli occhi di tutti.

 

Credit

ECMWF

Global Forecast System del NOAA, 

ICON

AROME

ARPEGE

IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change)

Copernicus Climate Change Service (C3S) (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: alta pressioneamplificazione articaaria freddacambiamenti climaticidinamiche atmosferichefebbraiogennaioglobal warminghotspot climaticoirruzioni freddelegge di Clausius-Clapeyronmediterraneometeoneveneve a bassa quotaondate di gelopianuraprecipitazioniprevisioni meteoriscaldamento articotemperature superficialitendenze meteoValle Padana
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Davide Santini

Davide Santini

Davide Santini, laureato magistrale in Fisica. Ha effettuato una tesi triennale con il professor Vincenzo Levizzani sui temporali, sulla loro suddivisione e sui fenomeni più violenti. Ha poi approfondito la tesi magistrale, con il professor Maugeri e il professor Miglietta, analizzando la correlazione tra aumento termico della temperatura estiva e probabilità di promontori di alta pressione di matrice subtropicale. Ha collaborato e collabora tuttora con Nimbus, la rivista di meteorologia italiana. Collabora dal 2018 per diverse testate meteorologiche italiane (5 in totale) e in particolare ha una esperienza quinquennale con il sito web Meteo Giornale. Tratta numerose tematiche, tra le quali previsioni a breve, medio e lungo termine; climatologia; cambiamenti climatici; etica ambientale. È esperto di analisi modellistica, di tendenze a lungo termine e analisi di radiosondaggi e profili termici verticali dell'atmosfera. È inoltre insegnante rinomato, dove prepara gli studenti delle superiori e dell'università, idoneo a trattare concorsi pubblici e privati, con professionalità e impegno.

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