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Amplificazione Artica: il JOLLY che può favorire la NEVE nel periodo natalizio

Davide Santini di Davide Santini
19 Dic 2025 - 15:00
in A Scelta dalla Redazione, Ad Premiere, Meteo News
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(METEOGIORNALE.IT) Lettori e meteo appassionati Avranno sicuramente sentito parlare nei nostri articoli di amplificazione artica. Lo abbiamo trattato più volte. Ma allora perché citarla ancora? Semplice. È per merito suo che potremmo avere un periodo natalizio veramente invernale, come non si vedeva da anni.

 

Cosa sta accadendo

A cominciare dal 21 dicembre e fino al capodanno è possibile che il bacino del Mediterraneo sia coinvolto da irruzione fredde davvero molto interessanti. Al tempo stesso, si osserva una configurazione meteo paradossale. Temperature superiori alla media stagionale in Scandinavia, quasi più caldo in buona parte della pasta Svezia rispetto alla pianura padana. Questo è il pattern tipico delle grandi ondate di freddo del passato. L’anticiclone che dominava 10-15 giorni alle latitudini molto elevate.

 

E parallelamente…

La presenza di una profonda bassa pressione sul Mediterraneo favorisce la convergenza di correnti diverse, aumentando la probabilità che l’aria fredda riesca a raggiungere l’Italia. Come dovrebbe fare, per l’appunto, nell’ultima decade di dicembre. Ma non è tutto.

 

Questo scenario meteo, già di per sé complicato da analizzare ed esporre, è reso ancora più delicato dal fatto che le acque del Mediterraneo, pur non essendo eccezionalmente calde, presentano temperature superiori alla media del periodo. Questo vuol dire che, a livello statistico, può precipitare più acqua (o comunque neve!) di quanto non lo faceva in passato.

 

Esempio di pattern meteo anomalo a livello europeo. Alte pressioni in Scandinavia e clima freddo e nevoso a bassa quota in Italia.

 

Ma attenzione

Per quanto riguarda il tema della neve, è opportuno adottare un approccio quantomai prudente. Esistono infatti le condizioni per la formazione di un cosiddetto cuscinetto freddo nei bassi strati dell’atmosfera. Si tratta di una configurazione meteo particolarmente favorevole a eventi nevosi a quote basse. Ovviamente con l’ausilio delle Correnti oceaniche.

 

È vero che ultimamente Il cuscino è sempre meno resistente. Ma è pur vero che, allora ci fossero le condizioni idonee, potrebbe comunque reggere diverse ore o anche diversi giorni. Ecco perché non possiamo escludere assolutamente la possibilità di nevicate a quote praticamente di pianura.

 

Indice NAO fortemente negativo. Questa è una fase dove il gradiente di pressione tra l’anticiclone delle Azzorre e quella Islandese si indebolisce portando a un getto polare più ondulato e debole. Ne consegue che, unito ad altri indici interessanti, favorirà la possibilità di neve a basse quote in Italia.

 

Alla luce di tutto

Se dovesse verificarsi un’irruzione di aria fredda più decisa, ci troveremmo di fronte a una situazione estremamente delicata. L’amplificazione artica fa questo. Aumentare gli estremi. Se poi ci mettiamo la Nina presente, allora è facile capire che stiamo vivendo un periodo molto delicato. Fatto di estremizzazioni.

 

Come sempre, non sappiamo se il nocciolo più freddo colpirà in pieno l’Italia. Ma è interessante evidenziare che le temperature saranno comunque bene al di sotto delle medie per diverso tempo. In epoca di cambiamenti climatici e condizioni meteo sempre più calde, è davvero una grande notizia. Anche se non riuscirà a nevicare esattamente nel nostro orticello.

 

Credit

ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE, Copernicus (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: amplificazione articaanticiclonearia freddaAROMEARPEGEbassa pressionecambiamento climaticoCapodannocopernicuscuscinetto freddoECMWFestremi climaticieuropagetto polaregfsICONinvernoirruzioni freddeLa Ninamediterraneometeomodelli meteonao negativaNataleneveneve a bassa quotanord italiaondate di freddopattern meteoprevisioni meteoScandinaviavariabilità climatica
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Davide Santini

Davide Santini

Davide Santini, laureato magistrale in Fisica. Ha effettuato una tesi triennale con il professor Vincenzo Levizzani sui temporali, sulla loro suddivisione e sui fenomeni più violenti. Ha poi approfondito la tesi magistrale, con il professor Maugeri e il professor Miglietta, analizzando la correlazione tra aumento termico della temperatura estiva e probabilità di promontori di alta pressione di matrice subtropicale. Ha collaborato e collabora tuttora con Nimbus, la rivista di meteorologia italiana. Collabora dal 2018 per diverse testate meteorologiche italiane (5 in totale) e in particolare ha una esperienza quinquennale con il sito web Meteo Giornale. Tratta numerose tematiche, tra le quali previsioni a breve, medio e lungo termine; climatologia; cambiamenti climatici; etica ambientale. È esperto di analisi modellistica, di tendenze a lungo termine e analisi di radiosondaggi e profili termici verticali dell'atmosfera. È inoltre insegnante rinomato, dove prepara gli studenti delle superiori e dell'università, idoneo a trattare concorsi pubblici e privati, con professionalità e impegno.

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