
(METEOGIORNALE.IT) Il gelo dell’Est ha scelto la sua strada e pare proprio che non sarà quella tracciata alcuni giorni fa dai principali centri meteo. Nel corso delle ultime ore, infatti, le simulazioni dei centri di calcolo hanno aggiustato il tiro, come sempre avviene man mano che le ore di distanza da un determinato evento si riducono.
Gelo da est, strada segnata?
Ebbene, il gelo dell’Est Europa, quello che avrebbe dovuto investire l’Italia nei primissimi giorni di gennaio, ha scelto la strada occidentale, quella che lo porterà ad affluire sull’Europa centrale, sulla Francia e addirittura su parte della Spagna. Ma attenzione, perché questo non significa che freddo, maltempo e neve non arriveranno in Italia. Semplicemente cambiano le tempistiche e, tutt’al più, le zone interessate dal freddo intenso e dalle potenziali nevicate.
Inoltre stiamo discutendo pur sempre dei primi giorni del nuovo anno, sottolineando che tutto ciò che accadrà dall’Epifania in poi resta ancora un mistero, soggetto a forti variazioni.
Ma andiamo con ordine e cerchiamo di capire cosa succederà nei prossimi giorni in Europa e in Italia.
Freddo rapido tra San Silvestro e Capodanno
Il vasto serbatoio gelido che ora sta prendendo vita sull’Est Europa e sulla Scandinavia riuscirà a lambire l’Italia tra martedì 30, San Silvestro e il primo gennaio. Dopo l’attuale fase soleggiata e più gradevole, ci sarà un sostanzioso calo delle temperature: addirittura affluirà aria gelida dai Balcani che provocherà un crollo termico di oltre 8–10°C su tante città, specie quelle adriatiche, ma solo per poco tempo.
Nel giorno di San Silvestro si ipotizzano temperature massime di appena 6–7°C sui litorali dell’Adriatico e circa 5°C al Nord. Tuttavia il tutto si svolgerà in un contesto piuttosto avaro di precipitazioni, poiché il nucleo davvero gelido e instabile della perturbazione resterà al di là dell’Adriatico, sui Balcani.
Questa massa d’aria molto fredda, che avrebbe potuto portare la neve in pianura, non avrà la forza sufficiente per valicare i Balcani e portarsi sul Mediterraneo. Arriveranno solo le “briciole” di questo freddo, ma tanto basterà per far crollare la colonnina di mercurio per un paio di giorni.
Seconda fase: gelo verso l’Europa occidentale
Successivamente, tra 2 e 4 gennaio, l’aria fredda aggirerà le Alpi e si fionderà sull’Europa occidentale, favorendo lo sviluppo di depressioni cariche di maltempo. Sul Centro-Sud Italia le temperature tenderanno lentamente a salire grazie ai venti di scirocco, mentre al Nord il freddo farà molta più fatica ad andar via.

La possibile sorpresa del 5 gennaio
Ed ecco la possibile sorpresa: attorno al 5 gennaio parte dell’aria gelida potrebbe affluire attraverso la Valle del Rodano sulle regioni del Nord. Il contemporaneo arrivo di una perturbazione da ovest potrebbe favorire nevicate fino in pianura sul Nord Italia.
Le regioni potenzialmente coinvolte sarebbero:
- Piemonte, Lombardia, Emilia, Veneto
- Trentino-Alto Adige
Insomma, ad oggi sarebbe proprio il 5 gennaio la data da tenere ben a mente per rivedere i fiocchi bianchi a bassissima quota su diverse regioni settentrionali. Ne riparleremo nei prossimi aggiornamenti.
Fonti e modelli previsionali
Per questa analisi ho incrociato le più recenti simulazioni dei principali centri meteo internazionali, utilizzate come riferimento per l’evoluzione sinottica:
- GFS – Global Forecast System (NOAA) → https://www.ncep.noaa.gov
- ECMWF – Centro Europeo per le Previsioni a Medio Termine → https://www.ecmwf.int
- NOAA – National Oceanic and Atmospheric Administration → https://www.noaa.gov
