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neve capodanno meteo 2212

L’inverno si sta lentamente risvegliando dopo essersi concesso una vacanza a metà dicembre, complice l’arrivo dell’alta pressione nordafricana. Ora sono ritornate le nubi e pian piano si avvicina anche il maltempo legato a una perturbazione groenlandese, carica di aria fredda in alta quota, pronta a scompigliare le vacanze di Natale su gran parte d’Italia. Per gelo e neve in pianura, tuttavia, potrebbe essere necessario attendere l’inizio del 2026.

 

Neve relegata in montagna, ma ci sono novità

Fino a Natale, in effetti, dovremo fare i conti con correnti di origine atlantica, molto ricche di freddo e instabilità in alta quota ma decisamente più miti nei bassi strati, impedendo così l’arrivo dei fiocchi bianchi in pianura.

Fortunatamente nevicherà in maniera abbondante sulle Alpi, soprattutto su quelle occidentali, dove fino a Natale sono attesi accumuli di oltre 100 cm, in particolare tra Liguria e Piemonte.

Qualche fiocco possibile il giorno di Natale

Una piccola sorpresa bianca potrebbe arrivare proprio nel giorno di Natale, con qualche fiocco anche a basse quote del Nord Italia e localmente in pianura. In quel frangente transiterà infatti la prima massa d’aria fredda proveniente dall’Est Europa.

Si tratterà però solo di un piccolo nucleo instabile, diretto principalmente verso l’Europa centrale e destinato a lambire il Nord Italia, causando:

  • un veloce calo delle temperature
  • qualche nota instabile
  • fiocchi di neve a bassissima quota, senza accumuli rilevanti

Insomma, nulla di particolarmente incisivo o duraturo.

 

Dopo questo passaggio, il tempo potrebbe momentaneamente migliorare tra Santo Stefano e il 27 dicembre, con una fase più stabile e meno perturbata su gran parte del Paese.

 

Svolta possibile nel finale di dicembre

La vera svolta potrebbe arrivare proprio sul finire della settimana, con l’arrivo di un’ondata di freddo proveniente dalla Scandinavia, al momento inquadrata dal Centro Meteo americano GFS. Questa irruzione fredda potrebbe valicare i Balcani e poi fiondarsi sulle regioni del Centro-Sud, causando:

  • brusco calo delle temperature
  • venti freddi orientali
  • clamorose nevicate fino a quote piuttosto basse

Il tutto potrebbe durare un paio di giorni, ma rappresenterebbe le prime avvisaglie di un risveglio delle correnti orientali, quelle capaci di traghettare il gelo russo verso il Vecchio Continente e il Mediterraneo.

 

Gelo russo-siberiano vicino all’Italia

In effetti il gelo russo-siberiano tenderà gradualmente a scivolare sull’Europa orientale in questo finale di dicembre. La sua presenza a pochi chilometri dal nostro Stivale accresce sensibilmente le probabilità di ondate di gelo anche in Italia, con potenziali nevicate a quote bassissime o in pianura.

Gli ultimi aggiornamenti propongono un inizio del 2026 dominato dalle correnti fredde orientali: l’Italia potrebbe così ritrovarsi nel mirino di brusche ondate di freddo e neve, come non accadeva da anni.

 

Fonti e riferimenti scientifici:

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