
(METEOGIORNALE.IT) Dobbiamo procedere per gradi, evitando – almeno per il momento – di proiettarci oltre quella che sarà una delle notti più attese dell’anno. Perché i modelli matematici, così com’era ampiamente prevedibile, ci propongono non poche novità delle quali parleremo a tempo debito
Il tema dominante dell’ultima settimana, lo sappiamo, era ed è rappresentato tutt’ora dal freddo. Anzi, dalla colata di aria gelida che si sta per abbattere sull’Europa orientale e i cui effetti in Italia appaiono tutt’altro che scontato. Vi avevamo detto che avrebbe fatto freddo ed è effettivamente quel che emerge dai centri di calcolo internazionali.
Freddo che arriverà proprio il 31 Dicembre e che nel corso della nottata successiva – quella di Capodanno, appunto – abbraccerà gran parte del Paese. Abbiamo analizzato attentamente le diverse proiezioni termiche a nostra disposizione e non sembrano esserci più alcun dubbio sul fatto che le temperature crolleranno.
Crolleranno da Nord a Sud, in particolar modo lungo l’Adriatico laddove l’esposizione all’ondata di gelo sarà più vicina. Giusto definirlo crollo perché stiamo parlando di circa 8-10°C in meno rispetto a quelle che saranno le temperature attese in questi ultimi giorni di Dicembre.
Si profilano pesanti anomalie termiche negative, peraltro associate al rischio neve soprattutto nelle zone interne appenniniche. Neve che potrebbe spingersi a bassissima quota, ma va detto che si tratterà presumibilmente di fenomeni irregolari sostenuti principalmente dall’instabilità causata dal passaggio dell’aria gelida sull’Adriatico.
In queste circostanze l’esposizione orografica gioca un ruolo determinante, ragion per cui prevedere dove si verificheranno rovesci di neve non è affatto semplice. Peraltro c’è da considerare anche un altro elemento, ovvero l’inserimento di spifferi d’aria umida dai quadranti occidentali.
Difatti rispetto a quanto emerso dalle analisi modellistiche di giorni fa emergono novità sostanziali, novità che peraltro avranno importanti ripercussioni nei giorni successivi. Ma questo come detto è un altro discorso, a corredo aggiungiamo che tra Sardegna e Sicilia proprio la presenza di un’area depressionaria secondaria – piccola ma insidiosa – dovrebbe limitare l’avanzata dell’aria gelida.
Ciò significa che le due Isole Maggiori godranno probabilmente di un clima decisamente meno freddo, nulla a che vedere con quel che accadrà nel resto d’Italia. Tuttavia è tutto ancora in gioco, d’altronde una configurazione barica così complessa predica prudenza ed è ciò che stiamo cercando di dirvi da diversi giorni.
Il nuovo anno promette situazioni meteo climatiche estremamente interessanti, ad esempio una possente ondata di freddo sull’Europa occidentale i cui effetti potrebbero essere tutt’altro che trascurabili. Soprattutto in termini di maltempo, soprattutto su alcune regioni laddove un richiamo d’aria umida e mite potrebbe innescare un peggioramento di un certo spessore. Ma questo è argomento che verrà trattato in un apposito approfondimento. (METEOGIORNALE.IT)
