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      Home » Ondata di GELO del Febbraio 2012 sull’Italia: potrà ripetersi?
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      Ondata di GELO del Febbraio 2012 sull’Italia: potrà ripetersi?

      Davide Santini
      Davide Santini
      Pubblicato: 18/11/2025
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      4 Min Lettura
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      Contents
      • La protagonista degli ultimi inverni
      • Febbraio 2012: la perfezione assoluta
      • Succederà ancora?
      • Uno sguardo al Vortice Polare

       

      Chi si ricorda l’evento meteo gelido del febbraio 2012? Immagino molti di voi. Quell’evento straordinario fu caratterizzato da un gelo indubbiamente eccezionale e da nevicate storiche. Molti appassionati sognano almeno un periodo simile a questo. Con l’avvicinarsi dell’inverno 2025-6, la domanda è inevitabile. Possiamo aspettarci un evento simile? O comunque paragonabile? In questo articolo analizzeremo tutto quello che serve.

       

      La protagonista degli ultimi inverni

      Ovviamente è l’Alta Pressione. Che ha dominato il quadro meteo in Europa e nel Mediterraneo, spegnendo ogni sogno di gloria. Questa figura ha reso sicuramente gli Inverni sempre più miti e spesso monotoni, con temperature sopra la media stagionale e periodi di siccità.

       

      Non parliamo poi delle nebbie che hanno imperversato per intere settimane. Ma attenzione che anche senza replicare un evento straordinario come quello del 2012, sarebbe già un passo in avanti un inverno più dinamico. L’ultimo è stato abbastanza vivace. Ma con temperature decisamente troppo alte.

       

      Febbraio 2012: la perfezione assoluta

      È importante ricordare che quell’evento è qualcosa di unico nella storia recente. Soprattutto negli ultimi trent’anni. Durante quel mese, il Vortice Polare mostrò evidenti e forti segni di debolezza, generando condizioni favorevoli per un poderoso blocco anticiclonico sull’Atlantico. Il celebre ponte di Wejkoff.

       

      L’Italia fu colpita in pieno, con temperature che scesero ben al di sotto dello zero e nevicate storiche, in particolare tra Romagna e sulle alte Adriatiche. Basti pensare che in alcune città come Urbino gli accumuli superarono i due metri! Per non parlare poi dei valori gelidi registrati, ponte anche di quasi venti sotto zero.

       

      Succederà ancora?

      Probabilmente la risposta è sì. Ma intanto è opportuno specificare una cosa. In primo luogo non possiamo assolutamente dire se sarà così il prossimo febbraio 2026. Il secondo luogo il riscaldamento globale rema contro.
      Le attuali previsioni a lungo termine per la stagione invernale indicano che sarà piuttosto dinamica. Ma da qui a dire che arriva un’ondata di gelo siberiana ne passa…

       

      Uno dei fattori chiave sarà il comportamento de La Niña. Questa configurazione potrebbe favorire una maggiore instabilità atmosferica, aumentando la probabilità di irruzioni di aria fredda verso il Mediterraneo. Ma come detto, parliamo in termini probabilistici e non di certezze. Sono condizioni meteo davvero difficili da verificarsi. Lo erano un tempo e lo saranno sempre di più in epoca di riscaldamento globale.

       

      Uno sguardo al Vortice Polare

      Un altro elemento da considerare è, come sempre, lo stato del Vortice Polare. Se dovesse risultare poco compatto, come accadde nel 2012, potrebbero verificarsi blocchi anticiclonici in zone strategiche come la Scandinavia e l’Atlantico settentrionale.

       

      Questi pattern meteo sarebbero essenziali per deviare le correnti fredde artiche verso l’Europa e, in particolare, sull’Italia. Stiamo parlando di qualcosa di remoto. Ma non di impossibile. Abbiamo comunque rimanere coi piedi per terra. Sarebbe stato qualcosa di estremamente raro anche un tempo, figuriamoci ora con il riscaldamento globale.

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