(METEOGIORNALE.IT) Ci sono delle novità non poco rilevanti nello scenario europeo sia sul breve termine sia sul medio e lungo termine. Staremo a vedere se queste avranno un’influenza addirittura per tutto il mese di dicembre, perché c’è qualcosa che veramente non era previsto: si temeva che potesse capitare, ma ecco che inizia a emergere. Andiamo da capo.
Circa una settimana fa vi abbiamo parlato della possibilità che si potesse formare un uragano delle latitudini medie, ovvero un uragano extratropicale in prossimità delle Isole Britanniche. Ebbene, i modelli matematici cominciano a intravedere questa possibilità come praticamente ormai certa: infatti, una tempesta particolarmente violenta (si veda mappa qui sopra) si sta per approssimare alle Isole Britanniche.
Questa sta già causando vento molto forte soprattutto in Irlanda, con raffiche superiori ai 100 km/h. Tale bassa pressione sta alterando anche le condizioni meteorologiche in Italia: infatti sta favorendo lo sviluppo dell’alta pressione delle Azzorre, che si estende con i suoi massimi su Madeira e interessa anche le Canarie, e le condizioni atmosferiche tendono quindi a cambiare sulla Penisola Iberica, dove tornerà questo anticiclone e cesserà il periodo favorevole alle precipitazioni per alcuni giorni.
Nel frattempo, però, l’Italia sarà coinvolta da una struttura di bassa pressione sulle regioni meridionali, ma da ovest scivoleranno delle perturbazioni che però sfileranno lungo l’arco alpino. Infatti si formerà un’alta pressione così, improvvisamente, proprio nel periodo dell’Immacolata.
E questo è un evento meteo di eccezionale rilevanza, perché nessun modello matematico prevedeva niente del genere proprio per il weekend che sta per giungere. Questo sistema anticiclonico determinerà anche un sensibile miglioramento delle condizioni atmosferiche in molte regioni italiane.

Al Nord Italia, in pianura soprattutto, persisterà la nuvolosità medio-bassa, in particolare in Pianura Padana; forse sulle Alpi ci saranno delle schiarite e delle belle giornate. Ma attenzione: c’è il rischio che lo zero termico, cioè la temperatura in quota, possa salire sensibilmente, perché arriverà anche aria piuttosto mite. Niente di paragonabile, però, alle ondate di calore invernale che abbiamo vissuto, ad esempio, a Capodanno del 2023 e del 2024.

Poi però c’è da dire che l’Oceano Atlantico è estremamente produttivo di basse pressioni e che quindi degli sbuffi di aria fredda di origine artica cominceranno a farsi sentire anche sull’arco alpino assai presto. Quindi, per buona pace di chi svolge attività nell’arco alpino correlate alla neve, non ci sono notizie così pessime come in altri anni. Però attenzione: c’è una riduzione della possibilità di avere precipitazioni, per adesso, ma staremo a vedere, visti gli stravolgimenti.
Ecco, andiamo più avanti nel tempo. Qui ci complichiamo la vita da meteorologo, in quanto le previsioni a lungo termine sono soggette a repentini cambiamenti. Noi spesso vi parliamo di indici di comportamento del clima e di fattori che possono influenzare il tempo atmosferico: in questo caso stiamo osservando le mappe, quelle che più o meno tutti potrete eventualmente consultare. Queste vedono un cambiamento del tempo dopo metà mese, all’incirca, con la formazione di una bassa pressione che andrà a colpire l’Italia e un abbassamento però abbastanza consistente della temperatura.

Niente di che, però potrebbe dare precipitazioni a carattere nevoso a quote pianeggianti nelle regioni settentrionali. Ecco, bene: questo non viene previsto: è bene dirlo anche se siamo in un arco temporale di 15 giorni. Però ecco che il freddo che c’è nel Nord America tenderà a trasferirsi verso l’Oceano Atlantico e si mitigherà sensibilmente, perché in Atlantico abbiamo la Corrente del Golfo, che è una superficie marina molto mite, e quindi le temperature saliranno sensibilmente.
Però l’aria fredda in quota si porterà verso le coste occidentali europee e comincerà, nei giorni precedenti a Natale, ad appoggiarsi all’Italia, dove però le condizioni meteo saranno decisamente incerte, perché non si vede la formazione di una decisa area di alta pressione – questo è quantomeno ciò che emerge al momento. Anzi, si vede svilupparsi verso sud, soprattutto da parte del Centro Europa, un vortice troposferico, ovvero una bassa pressione degli strati più bassi dell’atmosfera, cioè quelli che creano le condizioni meteo. Si nota un’intrusione di aria fredda verso l’Europa, e si tratta proprio di quel freddo americano molto mitigato che va verso l’Europa.
Molto spesso vi ho parlato del fatto che, quando nel Nord America si creano eventi con ondate di freddo, poi quello che si chiama Jet stream va a ondularsi e, con queste onde, a propagarsi verso est transitando nell’Oceano Atlantico e portandosi verso l’Europa, con l’arrivo di una massa d’aria di origine polare.
Però, in una prima fase, questa massa d’aria di origine polare transiterà su aree marittime, interesserà poi le Isole Britanniche nel periodo precedente Natale, per portarsi poi verso Natale sull’Italia. A questo punto dovremo vedere se la bassa pressione che si formerà poi sulla Scandinavia andrà a traslare verso est e quindi spingerà quell’aria di origine polare attraverso le terre emerse, che saranno molto più fredde rispetto all’Oceano Atlantico. In questo caso, in Italia, proprio nel periodo natalizio, potrebbe giungere aria decisamente fredda che, se associata – come viene prospettato – ad aree di bassa pressione, potrebbe portare nevicate a quote basse. Ma siamo molto distanti da Natale: queste sono le primissime indicazioni che non possiamo considerare previsioni meteo, ma semplicemente linee di tendenza.
Ecco, il dato positivo rispetto ad altre stagioni è che a Natale e Capodanno non ci dovrebbe essere quel fastidioso anticiclone che ha praticamente prosciugato una parte dell’inverno e che poi si è protratto nel tempo.
È pur vero che potrebbe succedere che si possa formare e che i modelli matematici lo ignorino, ma attenzione: siamo in una stagione in cui c’è la Niña che, seppur molto debole rispetto a come sarebbe potuta essere, darà la sua influenza – anche se la Niña, come sapete, è una condizione molto distante dall’Europa.
Poi, in Europa, c’è il Cambiamento Climatico e quindi dobbiamo considerare anche questo, soprattutto il fatto che il freddo, se non intrusivo, cioè davvero irruento, viene mitigato dal fatto che terre emerse e mari hanno una temperatura di circa 1°C-2°C superiore a quanto avevano circa cinquant’anni fa.
Diciamolo però: o arriva una situazione di freddo abbastanza importante, oppure ci troveremo nuovamente in una sorta di limbo, dove farà freddo sì, ma avremo precipitazioni sotto forma di neve mista magari in pianura e neve solo in collina. Ma questo non si può sapere oggi.
Io ricordo benissimo ciò che avvenne il 28 dicembre 2020: era un periodo molto complesso per tutti noi, in tutto il pianeta, perché eravamo in piena pandemia. Ci fu un’irruzione di aria fredda dalla regione Scandinava che raggiunse la Val Padana. Quanto descrivo è ciò che potrebbe accadere con l’ultima cartina che ho allegato qui sopra.
Non faceva così tanto freddo, eppure poi transitò una perturbazione e cadde una fitta e abbondante nevicata, neve addirittura polverosa, che poi gelò nelle nottate successive. Però quel cuscinetto d’aria fredda fu spazzato via dalla nuova perturbazione; nuove nevicate si ebbero tra Appennino e Alpi. E quell’anno, tra proprio il 28 dicembre e la prima decade di gennaio 2021, si registrarono nevicate straordinarie tra le Alpi e l’Appennino Settentrionale. I tanti paesi e villaggi turistici erano vuoti in quel periodo: il turismo era praticamente bloccato, ma c’era tantissima neve, come non se ne vedeva da diversi anni. Ebbene, ci troviamo in una situazione che potrebbe essere simile a quella per questo periodo dell’anno.
Più avanti nel tempo, però, stiamo vigili per il forte riscaldamento della stratosfera che molti meteorologi a livello mondiale si aspettano: uno Stratwarming importante potrebbe deviare le correnti generali e spingere le masse d’aria con origini dalla Siberia verso l’Europa. Allora si aprirebbe un nuovo capitolo, ma questo è tutto da scrivere per il momento.
Fonti e riferimenti internazionali
ECMWF – NOAA (METEOGIORNALE.IT)




