• Privacy Cookie
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Privacy settings
sabato, 9 Maggio 2026
METEO GIORNALE
  • Home
  • Previsioni Meteo
  • Cronaca Meteo
  • Mappe
  • Diretta Meteo
  • Magazine
  • Viaggi
  • Old news
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Home
  • Previsioni Meteo
  • Cronaca Meteo
  • Mappe
  • Diretta Meteo
  • Magazine
  • Viaggi
  • Old news
  • Chi siamo
  • Contatti
Meteo Giornale
Home A La notizia del giorno

Metà Gennaio dal meteo sorprendente: i segnali incoraggianti arrivano da questo indice

Davide Santini di Davide Santini
23 Dic 2025 - 15:00
in A La notizia del giorno, Ad Premiere, Meteo News
A A
Share on FacebookShare on Twitter
ID 141944851 ©
Pp1 | Dreamstime.com

 

(METEOGIORNALE.IT) Ce ne siamo accorti un po’ tutti. Il riscaldamento globale ha letteralmente stravolto il meteo dei nostri inverni. Se in principio era comune avere delle nevicate in Valle Padana, adesso stanno diventando Una rarità. Lo stesso può dirsi per altre zone d’Italia. In Appennino la neve alle quote basse diventa una chimera. Ma ciò non toglie che, se alcuni tasselli andranno in porto il mese, di gennaio possa essere sorprendente.

LEGGI ANCHE

Previsioni meteo: Domenica temporali frequenti, rischio grandinate

I modelli meteo ECMWF e GFS confermano: forte maltempo tra il 15 e il 17 Maggio

 

Un Natale anomalo

Fino all’incirca al 28 dicembre 2025 la situazione appare ormai ben definita. Sull’Europa settentrionale si consoliderà una vasta area di alta pressione, posizionata in particolare sulla Scandinavia. Questa configurazione, nota come “blocco scandinavo” o Rex-Block (ne abbiamo parlato in un nostro approfondimento), costringe le perturbazioni atlantiche a deviare verso sud, incanalandole direttamente verso l’Italia. Mentre una tenace alta pressione blocca il flusso alle alte latitudini

 

Il risultato sarà un Natale dominato dal maltempo: piogge frequenti, cieli coperti e clima tutt’altro che freddo. Non a caso, le correnti che raggiungeranno la penisola non avranno caratteristiche artiche, ma oceaniche. Venti di Libeccio e Scirocco, dopo aver attraversato un mare ancora relativamente caldo, porteranno con sé aria mite e carica di vapore acqueo. Le temperature, di conseguenza, si manterranno su valori superiori alle medie stagionali, con punte di 14-15 °C soprattutto al Centro-Sud. Roba da fine ottobre!

 

Ecco correnti fredde ma non gelide. Questa è la settimana che ci attende nel periodo natalizio. Tanto maltempo ma gelo assente.

 

Il ruolo chiave dell’Amplificazione Artica

Per gli ultimissimi giorni del 2025 e per la prima settimana del 2026 potrebbero però esserci sorprese davvero importanti. Diamo uno sguardo a quello che accade alle altissime latitudini. L’Artico sta vivendo un riscaldamento accelerato, nettamente superiore a quello del resto del pianeta.

 

Questo fenomeno, noto come Amplificazione Artica (trattato adeguatamente nei nostri articoli), riduce il contrasto termico tra le alte e le basse latitudini. Tale contrasto è fondamentale perché alimenta la Corrente a Getto. In parole povere, si tratta di un flusso di venti in quota che governa la circolazione atmosferica alle medie latitudini. Italia compresa.

 

Quando la differenza di temperatura diminuisce essa perde velocità e diventa più ondulato. Invece di scorrere rapidamente da ovest verso est, inizia a formare ampie ondulazioni che tendono a bloccarsi. Le conseguenze sono evidenti: le configurazioni meteo diventano persistenti. Sempre sole, oppure sempre mitezza, o ancora precipitazioni infinite. A seconda dei casi e delle eventualità geografiche.

 

Il cambio di scenario a cavallo dell’anno

È proprio questo meccanismo che potrebbe favorire la svolta attesa tra la fine di dicembre e l’inizio di gennaio. Intorno al periodo compreso tra il 28 dicembre 2025 e il 5 gennaio 2026, l’anticiclone atlantico dovrebbe spingersi verso la Groenlandia. Non è una manovra casuale. Questo movimento aprirà la strada a una discesa di aria fredda di origine polare verso l’Europa centrale e il Mediterraneo.

 

Questo potrebbe aprire a una vera e propria colata fredda. Anche se in una prima fase sarebbe spiccatamente secca quindi senza precipitazioni di rilievo. Non sarebbe occasione di nevicate diffuse. Almeno stando alle carte attuali.

 

Ultimissimi giorni dell’anno piuttosto freddi? Stanno aumentando le quotazioni.

 

Un gennaio più freddo della media?

Allora, se intendiamo gli ultimi gennai molto probabilmente sì. Se invece analizziamo come era il mese qualche decennio fa no. Al Nord si potrebbero verificare giornate gelide, con minime sotto zero anche in pianura e cieli spesso sereni ma pungenti.

 

Al Centro-Sud, invece, continueranno fasi di maltempo, con precipitazioni frequenti. Sarebbe un pattern meteo assolutamente normale per gli anni addietro. Diventato Però più raro ultimamente. Oltretutto, verso la metà del mese, restano alcune incognite.

 

Eventuali disturbi del Vortice Polare, anche a livello stratosferico, potrebbero amplificare ulteriormente gli scambi meridiani e favorire l’arrivo di aria molto fredda dall’Europa orientale. Stiamo solo parlando di scenari meteo a tre settimane. Serviranno ovviamente ulteriori conferme per vedere se il prossimo mese sarà davvero sorprendente come una volta.

 

Tendenza a lunghissimo termine secondo il modello GFS. Non è da prendere alla lettera, ma solo come visione d’insieme. Gennaio, almeno nella sua prima metà, potrebbe un po’ sorprenderci.

 

Credit

ECMWF

Global Forecast System del NOAA, 

ICON

AROME

ARPEGE

IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change)

Copernicus Climate Change Service (C3S) (METEOGIORNALE.IT)

Seguici su Google News
Tags: alta pressioneamplificazione articaanomalie climaticheAppenninoaria polarearticoblocco scandinavocambiamento climaticoclima europeocolata freddacorrente a gettocorrenti atlanticheECMWFfreddo invernalegennaio freddogfsinverno in Italiajet streamlibecciomaltempometeo invernomodelli meteoNatale anomaloneve in italiaprecipitazioniprevisioni meteorex blockriscaldamento globalesciroccotemperature mititendenza meteoValle Padanavortice polare
CondividiTweetInvia
Articolo precedente

GENNAIO 2026: ecco perché l’ANTICICLONE potrebbe arrivare subito

Prossimo articolo

Meteo, fine dicembre, l’Italia verso una SVOLTA GELIDA: cosa può succedere dopo il 28

Davide Santini

Davide Santini

Davide Santini, laureato magistrale in Fisica. Ha effettuato una tesi triennale con il professor Vincenzo Levizzani sui temporali, sulla loro suddivisione e sui fenomeni più violenti. Ha poi approfondito la tesi magistrale, con il professor Maugeri e il professor Miglietta, analizzando la correlazione tra aumento termico della temperatura estiva e probabilità di promontori di alta pressione di matrice subtropicale. Ha collaborato e collabora tuttora con Nimbus, la rivista di meteorologia italiana. Collabora dal 2018 per diverse testate meteorologiche italiane (5 in totale) e in particolare ha una esperienza quinquennale con il sito web Meteo Giornale. Tratta numerose tematiche, tra le quali previsioni a breve, medio e lungo termine; climatologia; cambiamenti climatici; etica ambientale. È esperto di analisi modellistica, di tendenze a lungo termine e analisi di radiosondaggi e profili termici verticali dell'atmosfera. È inoltre insegnante rinomato, dove prepara gli studenti delle superiori e dell'università, idoneo a trattare concorsi pubblici e privati, con professionalità e impegno.

Prossimo articolo

Meteo, fine dicembre, l’Italia verso una SVOLTA GELIDA: cosa può succedere dopo il 28

Nessun risultato trovato
Guarda tutti i risultati
  • Privacy Cookie
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Privacy settings

Innovazione Scienza S.r.l. unipersonale P.IVA/C.F. 10463560960- Milano (MI)
Credit immagini: le immagini utilizzate su questo sito sono con licenza e copyright di Adobe Stock, Canva, Shutterstock, Dreamstime e Freepik.

Nessun risultato trovato
Guarda tutti i risultati
  • Home
  • Previsioni Meteo
  • Cronaca Meteo
  • Mappe
  • Diretta Meteo
  • Magazine
  • Viaggi
  • Old news
  • Chi siamo
  • Contatti

Innovazione Scienza S.r.l. unipersonale P.IVA/C.F. 10463560960- Milano (MI)
Credit immagini: le immagini utilizzate su questo sito sono con licenza e copyright di Adobe Stock, Canva, Shutterstock, Dreamstime e Freepik.