L’Autunno è stato quel che è stato, cioè dinamico. Dinamicità che ha portato piogge, a tratti abbondanti, ma soprattutto temperature mai esageratamente alte se non per brevissimi periodi. Ciò che ha lasciato maggiormente il segno è stato senz’altro l’arrivo dell’Inverno nell’ultima decade mensile e vista la vicinanza cronologica degli eventi è stato l’evento rimasto impresso nella memoria.
Le due irruzioni artiche avevano illuso un po’ tutti gli amanti del freddo e della neve, mentre chi apprezza un altro tipo di tempo attendeva che l’Alta Pressione potesse riprendere a far parlare di sé. Ed eccolo l’Anticiclone, pronto ormai a imporsi sul Mediterraneo centrale nelle prossime ore.
Le ultimissime interpolazioni modellistiche ci dicono che potrebbe insistere per gran parte della prossima settimana. Quindi non solo 3-4 giorni, che avrebbero rappresentato una durata “normale”, bensì 6-7 giorni. Vivremo giornate piuttosto miti, dal sapore primaverile durante il giorno mentre di notte toccherà coprirsi. Causa, come sappiamo, le inversioni termiche foriere di crolli termici e nebbie tra valli e pianure.
Ed allora proviamo a capire se c’è il rischio persistenza o meno. Proviamo a capire se il prolungamento del periodo di bel tempo potrebbe rappresentare un problema. Perché spesso e volentieri succede che l’Alta Pressione, una volta che riesce a imporre il suo diktat, è difficilissima da mandar via.
Non sembra questo il caso. Già nel corso del prossimo weekend, quello di metà Dicembre, il quadro meteorologico potrebbe cambiare. Un cambiamento indotto dall’avanzata delle umide correnti atlantiche, che pian piano potrebbero erodere la resistenza anticiclonica lungo il fianco orientale. Un’azione di pressing crescente, che dovrebbe sfociare in un vero e proprio peggioramento nella settimana del 15 Dicembre.
Osservando le varie mappe di previsione possiamo già abbozzare il tipo di dinamica: spostamento dell’Alta Pressione verso ovest, direzione Penisola Iberica, e scivolamento di una depressione polare verso l’Italia. Prima l’aria polare marittima, poi quella artica ed ecco che l’Inverno – così come predetto in tempi non sospetti – potrebbe ripresentarsi tra non molto.
Sarebbe il preludio alle dinamiche invernali indicate per il periodo natalizio, un periodo durante il quale si potrebbero verificare alcune irruzioni artiche e forse addirittura un’ondata di gelo continentale. Quest’ultima a cavallo tra fine 2025 e inizio 2026.
