
Ci accingiamo a vivere un Natale nel quale finalmente l’inverno si farà sentire, con meteo caratterizzato da condizioni localmente perturbate fra pioggia e neve. Non dobbiamo comunque attenderci nulla d’eclatante, ma avremo soprattutto maltempo, a causa di un ciclone mediterraneo.
Il flusso freddo colpirà in misura molto più diretta le nazioni dell’Europa Centrale e in qualche modo alimenterà la depressione presente sull’Italia. Ci sarà un calo termico ma non eccessivo e la neve potrà cadere a quote relativamente basse a tratti solo sul Nord-Ovest e sull’Appennino Settentrionale.
L’Italia sarà ai margini, mentre tutt’altro scenario potrebbe realizzarsi nel momento del passaggio fra il vecchio e il nuovo anno. Una massiccia discesa gelida dal Polo Nord sembra poter affondare decisa sul Mediterraneo, dopo aver invaso le nazioni centro-orientali dell’Europa.
Naturalmente è un’ipotesi ancora da confermare, anche se le ultime proiezioni calcano la mano non poco. Questo eventuale intenso raffreddamento arriverebbe dopo una fase mite, considerando che a partire da Santo Stefano le temperature si addolciranno e così nel weekend del 27-28 dicembre.
Affondo artico in rotta verso l’Italia e Capodanno al gelo
Il rialzo termico sarà del tutto momentaneo, con i massimi dell’anticiclone nordico che a fine anno arretreranno ad ovest delle Isole Britanniche. Un nuovo impulso d’aria gelida scenderà verso il cuore dell’Europa con rotta più occidentale e inizierà a premere verso l’Italia proprio dal 30-31 dicembre.
Gli ultimi scenari ripropongono quindi il grande freddo raggiungere anche l’Italia entro fine anno, dopo che questa ipotesi sembra aver perso fondamento. Alcune ipotesi vedono una traiettoria del freddo molto occidentale, con l’Italia che risulterebbe un target principale.
L’inverno quindi ci sta provando in tutti i modi e prima poi potrebbe riuscire a proiettarci nella prima ondata di freddo rilevante della stagione. I continui sbalzi sono comunque espressione di un’atmosfera in fibrillazione, in un qualcosa che effettivamente non si è visto nelle annate recenti.
Non ci si può ancora sbilanciare troppo su quello che può accadere di preciso. Quando ci sono in ballo masse d’aria gelide in spostamento retrogrado, con alte pressioni alle alte latitudini in Groenlandia e Scandinavia, la previsione meteo diventa più complicata e meno attendibile anche a distanza di pochi giorni.
Questo articolo è stato realizzato consultando i più recenti aggiornamenti degli autorevoli modelli proposti da ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts) ed il Global Forecast System (GFS) per le previsioni meteo.