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      GELO artico e NEVE in arrivo: AGGRAVAMENTO ulteriore per la Befana

      Federico De Michelis
      Federico De Michelis
      Pubblicato: 31/12/2025
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      8 Min Lettura
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      Contents
      • La metamorfosi meteo dellโ€™Europa
      • Lโ€™Italia nel mirino del freddo, persino il gelo
      • Il rebus della neve: dove e quanta?
      • Lโ€™incognita del Mediterraneo

      Nel nuovo anno, lโ€™atmosfera sopra le nostre teste sta preparando qualcosa di molto diverso da come ci siamo abituati negli ultimi anni. Dando uno sguardo approfondito alle ultime uscite del modello matematico NCEP GFS, non possiamo fare a meno di notare un cambio di passo decisamente brusco, quasi violento, nella circolazione atmosferica a livello continentale. Insomma, lโ€™inverno, quello vero, sembra essersi svegliato dal letargo proprio ora.

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      La metamorfosi meteo dellโ€™Europa

      Se guardiamo la situazione attuale sullโ€™Europa, notiamo ancora una certa stasi, ma รจ la quiete prima della tempesta. Le mappe relative alle temperature a 850 hPa (circa 1500 metri di quota) ci mostrano una vasta massa dโ€™aria gelida, colorata di un viola intenso che incute un certo timore reverenziale, pronta a scivolare dalla Scandinavia verso il cuore del Vecchio Continente. Non รจ la solita perturbazione atlantica, no, qui stiamo parlando di una colata di origine artico-continentale che sembra intenzionata a conquistare latitudini molto basse.

      Nelle prossime 48-72 ore, secondo le proiezioni di NCEP GFS, assisteremo a una manovra da manuale: lโ€™Alta Pressione delle Azzorre proverร  a spingersi verso nord, in pieno oceano Atlantico, e questo movimento innescherร  per risposta la discesa di aria fredda lungo il suo bordo orientale. รˆ come aprire la porta del freezer in una cucina calda. Il freddo dilagherร  sulla Germania, sulla Polonia e sulla Francia orientale, portando le isoterme a crollare vertiginosamente, ben al di sotto della media climatica del periodo.

      รˆ affascinante, e al contempo preoccupante, osservare come le isobare si stringano, disegnando un canale preferenziale per queste correnti settentrionali. Non stiamo parlando di un evento isolato, ma di un riassetto barico che potrebbe condizionare il tempo per buona parte della prima decade di Gennaio. La media climatica di questo periodo, che solitamente vede un Vortice Polare compatto trattenere il gelo alle alte latitudini, viene qui stravolta da scambi meridiani molto marcati. Lโ€™aria fredda non rimane confinata al Polo, ma viaggia verso sud come un treno merci senza freni.

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      Lโ€™Italia nel mirino del freddo, persino il gelo

      Spostando il nostro focus sullโ€™Italia, la situazione si fa ancora piรน intrigante e, per certi versi, complessa. Fino al Capodanno, potremmo godere di una relativa tranquillitร , magari con qualche nebbia in Val Padana o nubi basse sulle tirreniche, ma รจ dal 2 o 3 Gennaio che le carte in tavola cambiano. Lโ€˜ingresso dellโ€™aria fredda nel Mediterraneo non รจ mai una questione semplice, diciamolo. Il nostro mare, che funge da serbatoio di calore (e questโ€™anno รจ ancora piuttosto caldo rispetto alle medie stagionali), reagirร  con vigore a questo schiaffo gelido.

      Le mappe del vento ci mostrano raffiche colorate di rosso acceso e viola che si gettano dalla Porta della Bora e dalla Valle del Rodano. Aspettiamoci venti di tramontana e grecale che spazzeranno le coste, facendo crollare la temperatura percepita ben oltre quanto diranno i termometri. Lโ€™interazione tra lโ€™aria artica e il mare tiepido genererร  con ogni probabilitร  minimi depressionari, vere e proprie bombe di maltempo che il modello NCEP GFS fatica a localizzare con precisione millimetrica a questa distanza temporale, ma la cui genesi appare quasi scontata.

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      Il rebus della neve: dove e quanta?

      Ecco il punto che tutti aspettano: la neve. Guardando la mappa dello snow depth (lโ€™accumulo nevoso al suolo), si nota come le Alpi faranno il pieno, specialmente sui versanti esteri e di confine, ma la vera novitร  sarร  lโ€™interessamento degli Appennini e, potenzialmente, delle quote pianeggianti. Quando lโ€™aria fredda scavalca lโ€™arco alpino e si getta nel Mediterraneo, si creano le condizioni per nevicate da stau sui versanti adriatici, dallโ€™Emilia Romagna giรน fino alla Puglia.

      Ma cโ€™รจ unโ€™ipotesi, suggerita da alcune corse del modello e visibile in quei vortici blu che ruotano attorno allโ€™Italia centrale, che vedrebbe la neve spingersi fin sulle coste o sulle pianure del Nord in caso di formazione di un โ€œcuscino freddoโ€ resistente. Se lโ€™aria gelida riuscirร  a depositarsi nei bassi strati della Pianura Padana prima dellโ€™arrivo di un fronte piรน umido, potremmo rivedere la dama bianca imbiancare cittร  come Bologna, Milano o Torino verso lโ€™Epifania. Tuttavia, e qui serve cautela, lโ€™esatta traiettoria del minimo depressionario farร  la differenza tra una pioggia gelida e una nevicata. Basta uno spostamento di 50 chilometri del vortice per cambiare tutto.

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      Lโ€™incognita del Mediterraneo

      Dobbiamo essere onesti e trasparenti: stiamo analizzando una tendenza a medio termine. Piรน ci allontaniamo dalla data odierna, piรน lโ€™errore del modello matematico tende a crescere. รˆ la natura stessa della fisica dellโ€™atmosfera. Lโ€™intrusione di aria cosรฌ fredda in un bacino chiuso come il Mediterraneo รจ una delle sfide piรน ardue per i supercomputer. Spesso, questi modelli sottostimano la quantitร  di precipitazioni che il mare nostrum puรฒ generare โ€œdal nullaโ€, o meglio, dal contrasto termico.

      Potremmo trovarci di fronte a fenomeni di instabilitร  marittima che portano temporali di neve (sรฌ, tuoni e fiocchi insieme) su aree costiere non esplicitamente dalle mappe attuali. Inoltre, la posizione esatta dei minimi di bassa pressione รจ ballerina. Una depressione che si forma sul Mar Ligure porta neve al Nord-Ovest; se si forma sul Tirreno centrale, la neve colpisce lโ€™Appennino centrale e il Nord resta a secco. Quindi, prendiamo queste mappe come una โ€œstrada tracciataโ€, ma consapevoli che ci possono essere deviazioni, lavori in corso e semafori imprevisti.

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      In particolare, verso la metร  del mese, le proiezioni diventano piรน fumose. Si intravede una persistenza del freddo sullโ€™Europa orientale che potrebbe reiterare azioni retrogade (ovvero che tornano indietro da est verso ovest) verso lโ€™Italia, mantenendo un clima crudo ben oltre lโ€™Epifania. Ma qui entriamo nel campo delle ipotesi che necessitano di conferme giorno per giorno.

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      Insomma, preparate cappotti pesanti e sciarpe, perchรฉ sembra che lโ€™inverno abbia deciso di recuperare il tempo perduto proprio allโ€™inizio del 2026. Non sarร , forse, il gelo storico, ma di sicuro ci ricorderร  che siamo nel cuore della stagione fredda, e in questi anni ne abbiamo perso lโ€™abitudine. Monitoreremo lโ€™evoluzione, perchรฉ con il Mediterraneo di mezzo, le sorprese sono sempre dietro lโ€™angolo.

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      Credit dati meteo:

      • NOAA โ€“ National Oceanic and Atmospheric Administration (Ente governativo USA che gestisce il modello GFS)
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      TAG:bassa pressionefreddo articomodello GFSneve italiaprevisioni gennaiovento fortevortice polare
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