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Quando arriva davvero l’Estate: intanto Maggio regala grandine, temporali e freddo

Verso la fine di Maggio una svolta meteo porterà temperature oltre i 30°C al Nord, ma prima arrivano temporali violenti e neve sulle Alpi. Un'analisi completa tra instabilità, modelli matematici e il nodo dei ghiacciai alpini nell'estate 2026.

Federico De Michelis di Federico De Michelis
13 Mag 2026 - 19:30
in A La notizia del giorno, A Scelta dalla Redazione, Meteo News, Zoom
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L’estate a maggio semmbra un miraggio: grandine, temporali e freddo ancora protagonisti, ma ci sarà una svolta.

Caldo africano in arrivo a fine Maggio: cosa dicono i modelli matematici

(METEOGIORNALE.IT) In questi giorni abbiamo parlato della possibilità di avere una precoce fase di meteo estivo verso la fine del mese – sarebbe davvero estremamente fastidioso. Un tale evento meteo, quantomeno per come viene prospettato dai modelli matematici, vede in particolare il modello americano spingere con decisione in questa direzione. Il modello europeo, invece, prospetta maggiori incertezze: sposta il picco massimo di caldo verso il Mediterraneo occidentale, lambendo soprattutto la Sardegna e il settore nord-occidentale d’Italia.

Attenzione però: il Nord Italia partirebbe con forza in questa fase, qualora venisse confermata, proprio perché è un’area a clima continentale. Con pochi annuvolamenti o cieli sereni, le possibilità di avere una marcata escursione termica sono concrete. Giungerebbe aria abbastanza secca, che favorisce una notevole differenza di temperatura tra notte e giorno: i pomeriggi potrebbero così risultare piuttosto caldi, con temperature eventualmente anche oltre i 30°C su alcune aree della Pianura Padana. Non è certo normale avere questi valori alla fine di Maggio, però può capitare – e in passato abbiamo vissuto situazioni anche peggiori.

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Ma siamo sicuri di volere subito il CALDO africano? C’è tutta un’Estate davanti

Il resto d’Italia sembra essere più vicino a quel flusso ricorrente di aria fredda proveniente da nord-ovest o addirittura da est, principalmente dalla Scandinavia, diretto verso i Balcani. Tuttavia farebbe caldo anche al sud: ci sarebbe questa spinta verso la calura, verso la riduzione dell’instabilità atmosferica e verso un generale miglioramento del tempo.

La linea di tendenza sembra quindi questa: verso la fine di Maggio si profilerebbe una situazione atmosferica dalla parvenza estiva. Può essere normale in certi contesti stagionali, soprattutto se preceduta da fasi di lungo maltempo. L’anomalia sta proprio qui: questa fase di caldo africano non sarebbe preceduta da periodi di maltempo prolungato o precipitazioni eccessive. Quello che stiamo osservando in questi giorni è più che altro instabilità atmosferica – e tale sarà anche quella che avremo nei prossimi giorni, specie sulle regioni settentrionali d’Italia.

 

Temporali imminenti al Nord: rischio grandine e fenomeni violenti

Sta per arrivare una massa d’aria fredda con instabilità atmosferica, innescata dal contrasto termico più che da una perturbazione vera e propria, che risulta attualmente piuttosto flebile: non è un fronte perturbato organizzato con un minimo di bassa pressione profondo. Queste situazioni meteorologiche favoriscono tuttavia, in tali contesti, quella stessa instabilità atmosferica di cui si diceva.

Nel Nord Italia c’è il rischio che si replichi una situazione simile a quella vista nella giornata di Lunedì, soprattutto a partire dal 14 Maggio – cioè domani – con temporali già dalle prossime ore sulle regioni settentrionali, che potrebbero assumere anche forte intensità. Sul fatto che si possano verificare temporali e grandinate violentissime come il Lunedì scorso, ho qualche lieve riserva: le temperature saranno primaverili, ma con un netto abbassamento rispetto alla giornata odierna. Il 14 Maggio vedrà infatti un sensibile calo termico per l’ingresso di aria fredda.

I temporali più violenti sono generalmente accompagnati da temperature elevate, eppure abbiamo già visto che nella giornata di Lunedì le temperature non erano particolarmente alte, e ciononostante si sono registrate grandinate diffusissime a partire dalla Lombardia verso est. Un fronte temporalesco lungo circa 300 km ha attraversato la Pianura Padana sino alla Slovenia, con fulmini, rovesci di pioggia intensa, raffiche di vento e persino dei tornado. Uno di questi è stato ripreso da una webcam in diretta – un fenomeno incredibile da osservare.

Non si tratta di qualcosa di inedito per il Nord Italia e la Pianura Padana, dove questi fenomeni atmosferici si verificano ogni anno. Di certo, però, la Pianura Padana non può essere paragonata alle grandi pianure americane, dove i tornado sono di casa con intensità terrificante. Sulle regioni del Nord Italia i temporali hanno caratteristiche di forte intensità, ma non raggiungono quella violenza che si vede nel Nordamerica, dove si verificano eventi devastanti che distruggono le abitazioni e costringono gli abitanti a rifugiarsi nei rifugi antiuragano. Quegli sono eventi meteorologici estremi – e va anche considerato che il Nordamerica è estremamente ampio: le sue grandi pianure coprono un territorio vasto quanto tutta l’Europa occidentale, compresa l’Italia. In un’area così estesa si creano condizioni meteorologiche davvero estreme, che da noi, per fortuna, si manifestano solo molto occasionalmente e non ogni anno.

 

Neve sulle Alpi e quota dello zero termico in calo

Come anticipato, questi temporali sembrano volersi espandere verso sud e, come abbiamo visto in più occasioni, raggiungono con facilità il centro Italia, la Sardegna e anche il sud. Già nella giornata odierna si stanno verificando i primi fenomeni.

Al Nord Italia accadrà però qualcosa di diverso: arriverà di nuovo la neve sulle Alpi. Un’abbondante nevicata è prevista sull’arco alpino, e questa volta potrebbe interessare anche il settore centro-occidentale a quote prossime ai 1.000 metri, specie sui versanti esteri. Sul versante italiano la quota sarà superiore, ma tutto dipenderà anche dall’intensità dei rovesci: come sappiamo, i rovesci temporaleschi spingono verso il basso l’aria fredda, abbassando sensibilmente quella che viene chiamata quota dello zero termico, ovvero la quota della neve.

I fenomeni meteorologici perturbati sulle regioni settentrionali dovrebbero esaurirsi nella giornata del 16 Maggio. Dal 17 ci sarà un graduale miglioramento – con qualche residuo nel Nord-Est italiano – ma nell’insieme l’instabilità atmosferica perdurerà anche nei giorni successivi, con fenomeni sparsi. Sembra tuttavia terminata quella fase meteorologica così estrema descritta in precedenza.

 

I modelli matematici sottostimano gli eventi estremi

Allo stesso tempo, i modelli matematici sembrano non riuscire ancora a inquadrare con precisione questi eventi. Già qualche giorno fa era emerso che ci sarebbe stato un cambiamento importante, ma non così marcato come quello che invece si verificherà. Si conferma, purtroppo, la tendenza dei modelli a sottostimare gli eventi meteorologici estremi.

Qualche giorno fa ho affrontato questo tema in relazione all’utilizzo dell’intelligenza artificiale da parte dei centri meteo per prevedere gli eventi estremi – purtroppo con risultati deludenti. Sembra che i modelli matematici tradizionali siano ancora più capaci di prevedere gli eventi meteorologici estremi rispetto a quelli potenziati con l’ausilio dell’intelligenza artificiale. Credo tuttavia che con il tempo si arriverà ad avere previsioni molto più efficaci e attendibili grazie all’IA.

 

Ghiacciai alpini a rischio: un’Estate 2026 che potrebbe danneggiarli più che altri anni

Per concludere questo ampio approfondimento, è bene ricordare che stiamo vivendo una primavera poco piovosa sulle regioni settentrionali e che l’arrivo del caldo – che ci auguriamo non sia molto duraturo – avviene su un arco alpino con pochissima neve nella parte elevata, quella dei ghiacciai. Le Alpi si trovano quest’anno con i ghiacciai esposti al sole estivo in condizioni di grande vulnerabilità: avremo sicuramente da parlare di un elevato scioglimento durante l’estate 2026, a meno che questa non riservi colpi di scena come accadde nel 2014. Quell’anno si ebbe un’improvvisa svolta in Giugno: l’estate iniziò caldissima nella prima parte del mese per poi deviare verso frequentissime perturbazioni, maltempo diffuso e condizioni meteo sulle montagne davvero avverse. Fu una stagione difficile, con precipitazioni superiori alla media e temperature sotto la norma in montagna; in pianura i valori si avvicinarono a quelli medi degli anni ’60-’90, ben al di sotto della media degli ultimi anni. E questo non è un dettaglio trascurabile: la media climatica degli ultimi anni è decisamente superiore rispetto a quella degli anni ’60. Il clima è cambiato e le temperature sono aumentate – in piena Pianura Padana l’estate è oggi circa 3°C più calda rispetto a quella degli anni ’60. Nel resto d’Italia la calura è più attenuata, ma si fa comunque sentire parecchio.

C’è stato però anche un aumento consistente del tasso di umidità su tutte le aree costiere e nelle zone interne: un tasso di umidità e una temperatura più alti accrescono la sensazione di caldo. In Italia non c’è l’abitudine di parlare di temperatura percepita, cosa che invece negli Stati Uniti è pratica comune e compresa dal cittadino comune. Eppure la temperatura percepita è un fattore estremamente importante, perché determina quanto caldo si avvertirà realmente – ed è quella che conta ben più del dato del termometro registrato dalla stazione meteorologica.

La svolta che si prospetta verso fine mese sarà percepita in modo amplificato proprio perché ci troveremo a passare bruscamente da temperature al ribasso – specie al Nord Italia in questi giorni – a un aumento anche di oltre 10°C rispetto ai valori attuali. Questo genera sempre degli squilibri. C’è da augurarsi che non vi sia un elevato tasso di umidità, e credo che nella prima fase non ci sarà: avremo temperature elevate di giorno, ma ancora con minime sotto i 20°C la notte – per fortuna, quindi, niente notti tropicali. Le temperature minime inizieranno però a salire, come quelle massime.

Vedremo poi cosa porterà Giugno: abbiamo già alcuni dati dai modelli stagionali che ci offrono un quadro generale su ciò che potrebbe accadere. Tuttavia, come detto, l’imprevisto è sempre dietro l’angolo. Se la variabilità atmosferica riduce già l’efficacia dei modelli a una settimana, è lecito chiedersi quanto siano affidabili proiettandosi molto in avanti nel tempo. La scienza stagionale resta però importantissima da comunicare: ciò che i modelli matematici stagionali indicano non va oscurato per il timore di possibili errori. È sempre necessario avvertire il lettore che si tratta di previsioni sperimentali e che, in virtù del Riscaldamento Globale, possono presentare maggiori margini di incertezza rispetto al passato – nonostante i progressi enormi compiuti dai supercalcolatori, che svolgono miliardi di calcoli per produrre una singola previsione meteorologica o un trend climatico stagionale.

 

Credit:

  • European Centre for Medium-Range Weather Forecasts – ECMWF
  • NOAA – National Oceanic and Atmospheric Administration
  • World Meteorological Organization – WMO
  • NASA Global Climate Change
  • American Meteorological Society – AMS

Prompt immagine Gemini Ultra

Crea un’immagine meteorologica in formato landscape 8K, ultra-dettagliata e fotorealistica, ottimizzata per Google Discover. La scena raffigura una mappa meteorologica stilizzata dell’Europa meridionale e centrale, con l’Italia in primo piano e i suoi confini delineati da un sottile bordo luminoso color ambra trasparente, chiaramente distinguibile dagli altri paesi. Sulla Pianura Padana e sulle Alpi settentrionali si vedono cumulonembi scuri e minacciosi con fulmini luminosi che squarciano il cielo plumbeo, mentre sulla Pianura Padana è visibile un vortice temporalesco dall’alto con chicchi di grandine in caduta. Frecce di colore blu-violetto intenso si muovono da nord verso sud (vettore rigorosamente orientato verso sud), rappresentando il flusso d’aria fredda proveniente dalla Scandinavia che scende verso il Mediterraneo. Contemporaneamente, frecce rosso-arancio vibranti salgono dal Nordafrica e dal Mediterraneo verso nord (vettore rigorosamente orientato verso nord), simboleggiando l’imminente afflusso d’aria calda africana. Sulle vette alpine è presente un manto nevoso brillante che contrasta con i ghiacciai ridotti e scuri nelle zone più alte. L’illuminazione drammatica con cielo bicolore – tempestoso a nord, solare e caldo a sud – esalta il contrasto tra le due masse d’aria. Utilizza una palette cromatica cinematografica: blu-indaco per il nord perturbato, arancio-dorato per il sud soleggiato. Inserisci nella parte inferiore dell’immagine una legenda grafica con simboli meteorologici stilizzati (nuvola, fulmine, fiocco di neve, sole), usando font bold in rilievo di almeno 15 pixel su sfondo scuro semi-trasparente per massima leggibilità. Nessun testo geografico, nessuna bandiera. Stile: ibrido tra infografica meteorologica professionale e fotografia atmosferica ad alta drammaticità. Suggerimento per migliorare il risultato: aggiungi volumetria alle nuvole temporalesche con tecniche di ray tracing, usa illuminazione cinematografica con contrasto HDR elevato, e inserisci una leggera profondità di campo che sfuochi delicatamente i bordi dell’immagine per dare tridimensionalità alla scena. (METEOGIORNALE.IT)

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Federico De Michelis

Federico De Michelis

Libero professionista nel campo dei dati meteo e dell’Osservazione della Terra. Laurea in Ingegneria Spaziale (Brunel University London). Formazione avanzata in meteorologia in Europa e in Canada, con approfondimenti su modellistica numerica, telerilevamento e analisi dei dati ambientali. Cosa faccio Previsione operativa e analisi per settori meteo-sensibili (energia, outdoor, eventi, turismo) Interpretazione di prodotti satellitari e di modelli (EO/remote sensing) Assessment dei rischi meteo-climatici e reportistica Divulgazione e supporto a media e progetti educativi/R&D Lavoro all’intersezione tra scienza, tecnologia e decisioni concrete, con attenzione a qualità dei dati e comunicazione chiara. La meteorologia è la mia passione fin da bambino; dopo un anno di liceo all’estero mi sono trasferito a Londra dove ho conseguito la laurea alla Brunel University London.

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