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      Home ยป Fine Dicembre e Gennaio resteranno nella memoria collettiva
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      Fine Dicembre e Gennaio resteranno nella memoria collettiva

      Federico De Michelis
      Federico De Michelis
      Pubblicato: 10/12/2025
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      12 Min Lettura
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      Contents
      • Stratwarming e Inverno: il gelo arriverร  davvero o รจ un bluff?
        • Come si muove il regista dellโ€™inverno
        • Tra gelo americano e primavera europea
        • Cosa aspettarsi davvero dopo San Silvestro
        • Il mito del โ€œGrande Invernoโ€ e la realtร 
        • Gennaio 2026: uno sguardo lontano
        • Un clima che oscilla
        • Il blocco atmosferico: lโ€™incubo moderno

      Stratwarming e Inverno: il gelo arriverร  davvero o รจ un bluff?

      Lassรน, a trenta chilometri dalle nostre teste, succede qualcosa che sfugge alla vista ma non ai calcoli dei supercomputer. Proprio in questi giorni, sopra lo Stretto di Bering, lโ€™aria si sta scaldando. E non di poco. Le stime parlano di unโ€™anomalia termica spaventosa, roba da 35ยฐC sopra la media climatologica. Unโ€™enormitร , fisicamente parlando.

      Eppure, diciamocelo subito per sgombrare il campo da facili entusiasmi o inutili allarmismi: non รจ detto che questo basti. Non รจ ancora quel pugno sul tavolo capace di invertire i venti e spedire il gelo verso di noi. Per ora sono numeri, pixel colorati sulle mappe dei modelli. Entro due settimane ritroveremo questo calore vagare sopra il Canada. Ma la partita รจ appena iniziata.

      Quando il Vortice Polare viene preso a schiaffi โ€“ passatemi il termine โ€“ da uno Stratwarming cosรฌ intenso, il serbatoio del gelo accumulato in Siberia trova unโ€™autostrada spianata verso lโ€™Europa. รˆ in questi frangenti, e solo in questi, che si scrivono le pagine di storia della meteorologia. Quelle di cui si parla per decenni al bar o sui social.

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      Come si muove il regista dellโ€™inverno

      I modelli matematici oggi ci offrono una radiografia dellโ€™atmosfera impensabile fino a qualche anno fa. Possiamo vedere lo scheletro del tempo che farร . E cosa ci dicono le simulazioni odierne? Che siamo in una fase di stanca. Il primo episodio di Stratwarming โ€“ il riscaldamento stratosferico, per i non addetti ai lavori โ€“ perderร  i pezzi per strada. Cambierร  forma, si allungherร  pigramente verso lโ€™Atlantico e poi verso la Siberia, come un elastico che ha perso tensione.

      Ma lโ€™atmosfera non sta mai ferma troppo a lungo. Attorno al 17 o 18 dicembre, i radar dei modelli fiutano un nuovo impulso. Un riscaldamento importante, questa volta centrato proprio sulla Siberia. Anche qui, le anomalie potrebbero schizzare a 35-40ยฐC sopra la norma. Tanta roba, direbbe qualcuno. Ma cโ€™รจ un โ€œmaโ€.

      Il punto cruciale รจ che questo secondo tentativo potrebbe non avere i muscoli necessari per invertire il flusso dei venti zonali (quelli che corrono da ovest a est). Se non si inverte quel nastro trasportatore, il collegamento diretto tra il gelo russo e lโ€™Europa resta un miraggio. Niente ponte, niente freddo epocale.

      Bisogna guardare oltre, verso il 20-22 dicembre. Lรฌ il nucleo caldo sembra voler traslocare di nuovo sul Nord America. Ecco, quella potrebbe essere la chiave di volta. La famosa โ€œfinestra idealeโ€. Se in quella fase il riscaldamento dovesse accelerare, potremmo assistere alla rottura del Vortice Polare. Quello stratosferico, sโ€™intende. Perchรฉ il suo โ€œfratelloโ€ piรน in basso, quello troposferico, sta giร  dando spettacolo in Nord America da novembre, regalando ondate di gelo che gli americani non dimenticheranno presto.

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      Tra gelo americano e primavera europea

      Mentre oltreoceano battono i denti, noi qui viviamo il rovescio della medaglia. Tipico. Quando il Nord America congela, lโ€™Europa spesso si gode una sorta di primavera anticipata. รˆ il gioco delle compensazioni. Lโ€™alta pressione a cuore caldo ci ha regalato giornate miti, quasi irreali. La speranza โ€“ e qui incrociamo le dita โ€“ รจ che non duri mesi. Anche perchรฉ, sulla carta, gli indici climatici (le teleconnessioni) suggerirebbero freddo, e cโ€™รจ pure la Niรฑa che, seppur debole, ci mette del suo.

      Siamo, insomma, in quel periodo dellโ€™anno dove gli estremi sono statisticamente piรน probabili. Eppure, ad oggi, non cโ€™รจ una firma chiara sui modelli. ECMWF e GFS (i due colossi della previsione mondiale) non vedono il mostro gelido puntare lโ€™Italia per Natale. Vedono un calo termico, sรฌ. Qualche pioggia tra la Sardegna e il Tirreno, un poโ€™ di neve in Appennino e forse, dico forse, una spolverata sulle Alpi. Ma sappiamo bene come funziona con la neve: prevedi 10 centimetri e te ne ritrovi mezzo metro, o viceversa. รˆ il bello, e il brutto, della diretta meteo.

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      Cosa aspettarsi davvero dopo San Silvestro

      Traducendo tutto questo in vita pratica: la fine di dicembre non sembra destinata a passare alla storia per il gelo siberiano. Ma gennaio? Qui il discorso si fa scivoloso. Non abbiamo dati certi per gridare โ€œal lupo, al lupoโ€ con il gelo. Anzi, le proiezioni stagionali di ECMWF e del NOAA sussurrano un gennaio con temperature nella media per lโ€™area italiana.

      Attenzione perรฒ: โ€œnella mediaโ€ non significa noia. Significa precipitazioni. E se le temperature sono giuste, precipitazioni in inverno significano neve. Neve al Nord, a quote molto basse, e โ€“ perchรฉ no? โ€“ magari a tratti anche in Valle Padana.

      Non serve per forza uno Stratwarming da manuale per avere freddo. Lโ€™inverno ha tante frecce al suo arco. Lo abbiamo visto lโ€™anno scorso a metร  settembre, o a fine settembre 2025, quando lโ€™aria siberiana รจ arrivata senza troppi preavvisi dallโ€™alto. O pensiamo alla fine di novembre: neve a bassa quota, freddo pungente, e lassรน in stratosfera tutto taceva. Il riscaldamento stratosferico รจ un regista potente, certo, ma il film puรฒ girarlo anche qualcun altro.

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      Il mito del โ€œGrande Invernoโ€ e la realtร 

      Cโ€™รจ un equivoco di fondo che gira spesso: confondiamo lโ€™inverno โ€œnormaleโ€ con gli eventi eccezionali. Quando pensiamo al vero inverno, la memoria corre subito al gennaio 1985 o al febbraio 2012. In realtร , quelli non sono la norma. Sono mostri statistici. Un inverno tipico alle nostre latitudini รจ un mosaico: un poโ€™ di freddo, un poโ€™ di pioggia, le nebbie in pianura, qualche giornata di sole mite. Non siamo in Finlandia.

      I ricordi ci ingannano. Cancelliamo i giorni tiepidi e teniamo solo quelli in cui abbiamo spalato la neve. Se guardiamo ai dati, il โ€œgrande geloโ€ era piรน frequente tra il 1600 e lโ€™800, durante la Piccola Era Glaciale. In quel periodo i ghiacciai alpini si mangiavano i pascoli e minacciavano i villaggi. Un altro mondo.

      Oggi i modelli stagionali non dipingono scenari apocalittici per lโ€™Italia. Suggeriscono un inverno forse meno anomalo degli ultimi, ma pur sempre figlio di unโ€™epoca in cui il Riscaldamento Globale pesa come un macigno. Le aree tropicali spingono verso nord, e il Mediterraneo rischia sempre piรน spesso di trovarsi sotto cupole di alta pressione mangia-pioggia.

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      Gennaio 2026: uno sguardo lontano

      รˆ interessante iniziare a sbirciare gennaio 2026. Se le tendenze stagionali verranno confermate dai modelli a breve termine, potremmo vivere un intervallo di โ€œnormalitร โ€. E sarebbe giร  una notizia, di questi tempi. La linea di tendenza piรน solida parla di precipitazioni abbondanti. Ottimo per le Alpi, buono per lโ€™Appennino. Il periodo dโ€™oro per la neve in dorsale resta tra la fine dellโ€™anno e febbraio. Dire oggi che โ€œlโ€™inverno รจ finitoโ€ o che โ€œsaremo sepolti dalla neveโ€ รจ pura fantasia. O clickbait, se preferite. Oltre i 5-7 giorni entriamo nel campo delle probabilitร , non delle certezze.

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      Un clima che oscilla

      Negli ultimi quindici anni qualcosa si รจ rotto. Il meccanismo sembra inceppato. Mancano quelle sequenze di freddo che duravano settimane. Al loro posto, lunghe, estenuanti fasi di alta pressione. รˆ un mix esplosivo: da un lato il pianeta si scalda, dallโ€™altro la variabilitร  atmosferica riesce ancora a produrre estremi. Chiedetelo ai nordamericani. Loro, perรฒ, non hanno le Alpi a proteggerli e prendono il gelo artico in faccia, diretto.

      In Europa, il freddo deve fare un giro piรน largo. Se arriva dalla Groenlandia o dallโ€™Islanda, deve passare sopra lโ€™Atlantico. E lโ€™oceano, scaldato dalla Corrente del Golfo, fa da ammortizzatore. Il freddo arriva, sรฌ, ma โ€œaddolcitoโ€. Tuttavia, la circolazione รจ diventata nevrotica. Siamo sul crinale tra i vecchi schemi che abbiamo studiato sui libri e nuovi equilibri che stiamo scoprendo ora.

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      Il blocco atmosferico: lโ€™incubo moderno

      Non crediate sia una maledizione solo italiana. Se allarghiamo lo sguardo, mezzo mondo รจ sulla stessa barca. Le zone a clima mediterraneo soffrono. In California, qualche anno fa, hanno dato un nome allโ€™alta pressione che non voleva schiodarsi: la chiamavano โ€œRidiculously Resilient Ridgeโ€œ, la dorsale ridicolmente resistente. Ha tenuto lโ€™ovest degli Stati Uniti a secco per anni, deviando le tempeste verso lโ€™Alaska. Stessa musica in Cile o nel sud dellโ€™Australia. รˆ come se il pianeta avesse cambiato taglia e i vecchi vestiti della circolazione atmosferica andassero stretti.

      Al momento siamo in stallo. Una calma apparente. Non si vede, per ora, quellโ€™alta pressione mostruosa pronta a mangiare tutto lโ€™inverno. Ma attenzione: spesso questi blocchi arrivano dopo Capodanno, rovinando la festa proprio quando il freddo dovrebbe dare il meglio di sรฉ. A dicembre questa tendenza si nasconde. รˆ una sorpresa a scoppio ritardato.

      Perรฒ, cโ€™รจ una sensazione che serpeggia tra gli addetti ai lavori, al di lร  dei numeri nudi e crudi. Piรน che un ritorno dellโ€™anticiclone africano subito dopo Natale, verrebbe da aspettarsi unโ€™irruzione fredda, magari via Scandinavia. Se accadesse, con temperature in picchiata e qualche perturbazione di passaggio, la Pianura Padana potrebbe rivedere la neve. Quella vera.

      Siamo nel campo delle ipotesi, sia chiaro. Ma lโ€™atmosfera ci sta mandando segnali di vita. รˆ piรน dinamica rispetto agli inverni piatti e noiosi del recente passato. E questo, per chi ama la meteo e le sue sorprese, รจ giร  un buon inizio. Il seguito? Tutto da scrivere, giorno per giorno.

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      Fonti e approfondimenti internazionali:

      • NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration): Climate Prediction Center โ€“ Stratosphere Analyses
        • Monitoraggio in tempo reale delle temperature stratosferiche e analisi del Vortice Polare.
      • ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts): Seasonal Forecasts
        • Le mappe e i dati ufficiali del centro europeo per le tendenze a lungo termine.
      • Met Office (UK): Global seasonal forecast system (GloSea5)
        • Analisi approfondite sui driver climatici invernali, inclusi NAO e Stratwarming.
      • Nature: Stratospheric influence on surface climate
        • Pubblicazioni scientifiche peer-reviewed sui meccanismi di accoppiamento stratosfera-troposfera.
      • NASA: Ozone Watch & Polar Vortex
        • Dati visivi e spiegazioni scientifiche sulla dinamica del vortice polare nellโ€™emisfero nord.

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      TAG:anomalie termichegelo siberianometeo gennaioneve italiaprevisioni stagionalistratwarmingvortice polare
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