In questo articolo non vogliamo affatto fare una specifica previsioni meteo. Oltretutto, sappiamo bene che prevedere la neve è qualcosa di difficilissimo anche a poche ore dall’evento. Figuriamoci fare proclami settimane prima.
Una delle possibilità più remote ma al tempo stesso affascinanti per avere la neve in Valle Padana è la comparsa dell’Anticiclone Russo-Siberiano. Ma cosa c’entrano la possibilità di Dama Bianca da noi e un anticiclone distante migliaia di chilometri? Scopriamo insieme il legame.
Le ultime invernate
La mancanza di un’azione decisa da parte dell’Anticiclone Russo nelle stagioni recenti ha determinato un innalzamento del flusso perturbato atlantico, che si è manifestato con piogge diffuse in pianura e nevicate relegate alle Alpi o agli Appennini. Questo schema è stato determinato da una maggiore attività di correnti umide provenienti da ovest. Si chiama flusso zonale. E quando è attivo può piovere bene ma sicuramente non nevica né in pianura né tantomeno sulle coste.
Storicamente, quando l’Anticiclone Russo è particolarmente vivace, le masse d’aria gelida riescono a raggiungere le latitudini meridionali. Certo, non è affatto detto che riescano a raggiungere proprio il bacino del Mediterraneo. Stiamo sempre parlando di qualcosa di fortemente raro Anche perché parliamo del cosiddetto moto retrogrado. Ovvero da est verso ovest.
Due ipotesi a confronto
Parlando di ipotesi nel lunghissimo periodo, è possibile che l’Anticiclone Russo possa riacquistare forza e spingere masse di aria fredda verso le latitudini più basse. Ma ovviamente non è affatto detto che i suoi sbuffi arrivino fino sull’Italia. Spesso e volentieri si sono fermati ad esempio in Ucraina. Oppure tra Romania e Grecia.
Un’altra ipotesi suggerisce invece un’interazione più marcata tra le correnti fredde orientali e quelle perturbate provenienti dall’Atlantico. In questo scenario, l’Italia si troverebbe al centro di una sorta di battaglia meteorologica. tra masse d’aria contrastanti, con possibili nevicate anche a quote interessanti. Non era così raro un tempo, ma adesso lo è diventato di più.
Ma alla fine potrebbe prevalere la via di mezzo…
Come spesso è accaduto, non è tutto da buttare nella stagione invernale. Una moderata irruzione di aria fredda da est potrebbe comunque verificarsi. Magari accompagnata da un parziale coinvolgimento delle perturbazioni atlantiche. Questa combinazione porterebbe nevicate limitate a specifiche aree geografiche, mentre la maggior parte della popolazione italiana sarebbe sotto precipitazioni liquide.
In particolare, le regioni adriatiche sono sempre le più esposte agli effetti del freddo orientale, con episodi nevosi fino a quote basse. Al Nord, le nevicate in pianura restano ovviamente quantomai incerte, poiché il cuscino freddo padano è sempre meno…freddo. E sappiamo che le correnti orientali non portano neve in Valpadana.
Concludiamo dicendo che…
Comunque sia, anche in epoca di riscaldamento globale, non possiamo escludere a priori un periodo freddo e la possibilità di nevicate a bassa quota. Siamo però realistici. Non possiamo dare per certo quello che è davvero poco probabile.
Purtroppo o per fortuna, dipende dai punti di vista, la stagione invernale sta trasformando e le nevicate, che nel meteo di un tempo comunque erano abbastanza possibili persino a fine Febbraio, adesso diventano davvero una rarità. E quando ci sono durano poco.