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      Home » NAO in frenata: cosa può accadere sull’Italia a inizio Dicembre
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      NAO in frenata: cosa può accadere sull’Italia a inizio Dicembre

      Antonio Lombardi
      Antonio Lombardi
      Pubblicato: 27/11/2025
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      4 Min Lettura
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      Contents
      • Una NAO positiva che inizia a cedere
      • Il passaggio chiave tra 3 e 7 Dicembre
      • Conseguenze per il Mediterraneo centrale e per l’Italia
      • La tendenza verso metà mese

      Guardando il grafico ECMWF-EPS della NAO, aggiornato al run del 27 Novembre, la prima sensazione è di movimento. Una curva che sale fin oltre +2, poi scivola verso la neutralità e infine si sfilaccia in mille scenari possibili. Un altalena atmosferica che, per chi vive nel cuore del Mediterraneo, non è mai un dettaglio.

      Perché, diciamolo, quando la NAO oscilla così rapidamente non racconta solo numeri: racconta il destino delle nostre piogge, dei nostri anticicloni, dei nostri freddi che a volte non arrivano mai.

       

      Una NAO positiva che inizia a cedere

      All’inizio del periodo, tra 27 e 29 Novembre, la situazione sembra scolpita: NAO saldamente positiva, segnale classico di un Vortice Polare pimpante e di un getto teso alle alte latitudini. Nel Mediterraneo centrale, questo si traduce quasi sempre nello stesso copione: alta pressione, temperature sopra la media e qualche passaggio umido relegato al Nord-Ovest.

      Me lo ricorda un Dicembre di qualche anno fa – 2015, se la memoria non mi inganna – quando passai giorni interi a osservare il cielo terso su Roma mentre al Nord si nuotava nella nebbia.

      Poi, però, dal 30 Novembre la curva scende. Lentamente, con un tono quasi prudente, fino ad avvicinarsi allo zero.

       

      Il passaggio chiave tra 3 e 7 Dicembre

      Ed è qui, in effetti, che la situazione smette di essere lineare. La NAO si avvicina alla neutralità e l’ensemble di ECMWF si apre come un ventaglio: qualcuno vede valori negativi, altri restano positivi. Insomma, una dispersione ampia che a volte anticipa cambi di ritmo più significativi.

      In questa fase – l’ho visto accadere più volte – il getto comincia ad ondulare quel tanto che basta. Non abbastanza per parlare di vera svolta invernale, ma sufficiente per permettere alle perturbazioni atlantiche di infilarsi fin dentro l’Italia, spezzando la monotonia anticiclonica.

       

      Conseguenze per il Mediterraneo centrale e per l’Italia

      Sulla carta, l’evoluzione presenta due facce.

      La prima, decisamente più probabile, racconta di una NAO che resta neutro-positiva. In tal caso, l’anticiclone continuerebbe a esercitare il suo controllo sulla penisola: giornate stabili al Centro-Sud, inversioni di temperatura in Pianura Padana, qualche perturbazione veloce diretta al Nord. Episodi di maltempo sì, ma senza quella struttura che fa davvero pensare all’inverno.

      La seconda faccia, meno probabile ma non da escludere, arriva se la NAO scende momentaneamente sotto zero. In quel caso il getto perderebbe un po’ di slancio, permettendo l’ingresso di una saccatura più incisiva sul Mediterraneo. E allora il discorso cambia: precipitazioni più diffuse, calo termico più marcato, neve sulle Alpi anche sotto i 1800 metri. Non un’ondata di gelo, certo, ma abbastanza per far respirare un accenno di atmosfera invernale.

       

      La tendenza verso metà mese

      Dopo il 7-8 Dicembre, la media ensemble torna a rialzarsi. Una NAO di nuovo positiva, anche se non forte, suggerisce una situazione tutt’altro che invernale per il Mediterraneo. L’anticiclone potrebbe tornare a farsi valere, con quelle giornate tiepide di inizio stagione che ormai conosciamo fin troppo bene.

      In fondo, è una storia già vista: l’inverno che ci prova, l’Atlantico che spinge, la NAO che non scivola mai davvero in territorio negativo. Ma il margine di incertezza rimane, specialmente attorno alla prima settimana del mese. È lì che si gioca la partita.

       

      Credit: l’articolo è stato redatto su analisi scientifica con dati dei modelli matematici ECMWF

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      TAG:blocchi groenlandesiciclogenesi tirrenicaMediterraneo centraleoscillazione atlanticavortice polare
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